Shiva
Ci sono giorni sacri in cui è come se il Cielo si aprisse per lasciare discendere sulla terra le potenti Energie, provenienti dal Cosmo, in sostegno dell'umanità. Alcuni di questi sono ricorrenze e spesso sono legate alle fasi lunari.
La notte (e quindi il buio) è dominata dalla luna.
Quando la luna è in fase calante, ogni giorno si riduce di una frazione, fino ad annullarsi nella notte di Luna nuova.
E' proprio in una fase invernale di luna calante, la notte in cui è visibile, ancora per poco, un sottilissimo spicchio di luna, che avviene la celebrazione della Grande Notte.
Le altre notti sono soltanto notti ma questa, così particolare, è la notte di Shiva, la notte della consacrazione, la notte della dedizione, la notte dell'illuminazione.
L'obiettivo di tutti gli sforzi spirituali è la CONQUISTA e la completa pacificazione della mente ed è per questo che viene scelto Shiva, come forme alla quale allinearsi in questa notte, perchè Egli rappresenta la capacità, dell'Energia Divina, di portare a compimento e dissolvere ogni cosa.
Vi è una stretta affinità fra la mente e la luna, entrambe sono soggette a declinare e a progredire.
Lo svanire della luna simboleggia lo svanire della piccola mente che, infatti, deve venire ridotta fino a dissolversi (Si riferisce alla dissoluzione della mente inferiore in quella Superiore).

                shiva Nataraja
COSA C'E' DI TANTO SPECIALE IN SHIVARATHRI?
Se in quel giorno, in quella notte speciale, il ricercatore spirituale compie un piccolo sforzo supplementare, ogni frammento della piccola mente può essere dissolto e la conquista della Mente Superiore attuata.
La Grande Notte di Shiva è quindi dedicata alla disintegrazioni delle abitudini dannose della mente.
Bhajan e mantra servono a risvegliare la consapevolezza della Divina Presenza che ognuno dovrebbe risvegliare nella sua vita.
I canti devozionali, infatti, aiutano a concentrarsi soltanto sulla Gloria di Dio, ma è necessario comprendere che non sono fatti per piacere a Dio o per propiziarselo, bensì per il personale progresso spirituale.
Dio non riversa la Sua Grazia sulla gente perché essa canta le Sue lodi, né Egli se ne allontana perché non Lo esalta. La recita degli attributi Divini permette di raggiungere ideali elevati per avvicinarsi sempre più alla Divinità che è la nostra natura.
Nessun cattivo pensiero può penetrare nella mente di una persona interamente dedita all'amore ed alla compassione.
Quindi la Luna simboleggia la mente umana e Shivarathri è la solennità in cui si cerca di stabilire il legame stretto che esiste fra la mente e Dio.
La dissoluzione della mente sta alla base del cammino verso la realizzazione spirituale: da qui la veglia che si protrae per tutta questa Sacra Notte trascorsa in canti devozionali, preghiere, meditazioni eccetera, al fine di domare fino al più piccolo impulso della mente come la quattordicesima notte di luna calante vede scomparire l'ultima sottile falce lunare per dare origine alla Luna Nuova.

Il dovere principale dell'uomo è acquisire una mente lucida come il chiaro di luna e una saggezza splendente come la luce del sole. Fino a quando l'uomo rimarrà egoista non potrà conoscere l'amore, nessuno l'amerà; attirerà l'amore di tutti nel momento in cui rinuncerà al suo ego.
L'ego è come una bomba che distrugge l'uomo, pertanto, la prima cosa da fare è levarselo di torno.
L'uomo non sarà libero dalla sofferenza fino a quando in lui dimorerà la rabbia; quando rinuncerà ad essa sarà rispettato da tutti. Una persona avida non sarà mai felice.
L'uomo può essere felice e rendere gli altri felici solo se rinuncia all'avidità L'egoismo, la rabbia, l'avidità sono tre qualità malvagie che rendono l'uomo un demone.
C'è Uno, in questo mondo, conoscendo il quale avete conosciuto tutto. Se non conoscete Quello, conoscere tutto il resto non ha alcuna importanza, si tratta della conoscenza del Sè.
La vita umana assume valore solo quando l'uomo ama il Sé.
Abbandonate odio e gelosia.
Dissolvete il vostro ego. Solo allora l'amore comincerà a fiorire dentro di voi.
Solo attraverso l'amore otterrete la divinità.
Potete compiere qualsiasi cosa ma nulla avrà valore perché la cosa più importante resta la purificazione del centro del vostro cuore.

"-Uomo, ricorda che, per quanto passeggero e banale possa essere un pensiero, non si possono evitare i suoi effetti sulla mente. Immergi la mente in pensieri buoni, ed il mondo sarà buono per te.
Immergi la mente in pensieri cattivi ed il mondo per te sarà cattivo.
Uomo, ricorda! La luce ha valore solo quando ci sono le tenebre.
Durante i tempi di difficoltà, quando sorgono problemi, evoca il Principio Divino che illuminerà quei momenti bui.
s
Invoca KAILASA VASA Colui che risiede sul Kailasa, la montagna sacra sull'Himalaya.
Allora il tuo cuore diverrà calmo di pace e felicità e diverrà il sacro Kailasa, Sancta Sanctorum ove Shiva dimora.

Questo è il messaggio di Shivarathri:

 

RICHIAMATE ALLA MENTE SOLTANTO IL BENE FATE, PENSATE E PROGETTATE SOLTANTO IL BENE
PARLATE BENE E VI AVVICINERETE A DIO, SORGENTE DI OGNI BENE.
ABBIATE IDEALI ELEVATI SFORZATEVI DI ELEVARVI, DIRIGETEVI ALLA PIU' ALTA META QUALUNQUE SIA L'OSTACOLO SUL VOSTRO CAMMINO.
NON SCORAGGIATEVI
NON VACILLATE PASSANDO DALLA DEVOZIONE AI PIACERI TERRENI E POI DI NUOVO ALLA DEVOZIONE. ABBIATE PENSIERI FAUSTI , DITE A TUTTI FAUSTE PAROLE
FATE AZIONI DI BUON AUSPICIO. OM SAI RAM
 
Shivarathri: la notte della Bontà
e della Santità

Oggi è Shivarathri, la notte (Rathri) di Shiva (Bontà, Santità, Buon Auspicio). È una notte di buon auspicio perché dedicando la notte alla preghiera si può far perdere alla mente il potere che essa ha sull'uomo. La Luna, in accordo alle Scritture, è la Divinità che presiede alla mente. La mente è connessa alla Luna come gli occhi lo sono al sole. Shivarathri si prescrive per la quattordicesima notte della metà oscura del mese, la notte che precede la Luna Nuova, quando la Luna soffre di un oscuramento totale. La Luna e la mente che essa governa vengono drasticamente ridotte ogni mese, durante la quattordicesima notte. Quando tale notte viene dedicata ad una vigile adorazione di Dio  ciò che rimane di questa mente incontrollabile viene superato e la vittoria è assicurata. La notte di Shiva (Shivarathri) in questo mese è più santa delle altre e per questo si chiama Mahashivarathri. Con fede ferma e cuore puro si deve trascorrere la notte a glorificare Dio; non si deve sprecare neppure un momento a pensare ad altro. Il tempo passa velocemente, come un blocco di ghiaccio che si scioglie rapidamente e scorre via. Come acqua messa in una pentola bucata, goccia a goccia il tempo se ne va. Il tempo concesso per la vita di ognuno finisce piuttosto in fretta e prima o poi ha termine in un modo o in un altro. Perciò, siate vigili. Siate informati, all'erta, consapevoli. Cercate il rifugio del Signore e trasformate ogni momento in una ricorrenza sacra.

 
[Dal Discorso Divino di Shivarathri del 26-2-1987]

 

Confidate in Shiva, la Divinità che in voi, e non nel cadavere che il corpo diventa quando Egli lo abbandona. Con ogni respiro fate entrare la Sua Gloria, con ogni respiro esalate tutto ciò che riduce la Sua Gloria. Saturate il pensiero, la parola e l’azione con la Divinità ed allora potrete conquistare la morte, divenire immortali. Recitate il Nome di Shiva e salvatevi. Voi siete l’incarnazione della Verità, della bontà e della bellezza ma avete smarrito la chiave che vi aiuta ad attingere alle fonti; quella chiave è nel regno della vostra consapevolezza interiore e quindi smettete di cercarla nel campo degli oggetti materiali, nel mondo esteriore.

-Baba


 

DISCORSO DIVINO DEL 7 FEBBRAIO 1959
 
MAHASHIVARATHRI
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LA LUNA E LA MENTE

 
Una raffigurazione di Shiva

Indice paragrafi:

       La Grande Affinità tra la Mente e la Luna
       Significato simbolico delle parole usate nelle Scritture
       Il Valore dei Simboli
       Il Lingam è la forma simbolica della Divinità
          Tutti sono in Dio
           Crescete non solo fisicamente ma anche spiritualmente
       L'Anima individuale (Jivi) deve innanzitutto dominare il    mondo interiore
       La Natura Fondamentale dell'uomo cerca l'appagamento interiore
   


 

 
                    
 
 
Per spiegare l'origine della festa di Shivaratri (la notte in cui il Lingam emerge da Shiva) negli Shastra vengono raccontate molte storie alcune delle quali sono state citate ora dalle persone che vi hanno parlato. Un altro risvolto è che questo è il giorno in cui Shiva, in Estasi, eseguì la Danza Cosmica (Tandava) con tutti gli Dei ed i Saggi che prendevano parte all'Evento Cosmico. Quando Shiva consumò il veleno (Halahala) emerso dall'oceano di latte, in risposta alle preghiere dei Mondi che esso minacciava di distruggere, il calore delle esalazioni era quasi intollerabile anche per Lui. Quindi, si racconta, il Gange fu versato ininterrottamente sui suoi riccioli arruffati. Questo è il motivo dell'Ab-hisheca [la cerimonia in cui si versa acqua benedetta, olio, latte, etc. sull'idolo], che viene offerta in tutti i templi di Shiva per ore ed ore, ed in altri luoghi ininterrottamente. Shiva ne trasse solo un sollievo parziale. Allora Gli venne appoggiata sulla testa la fresca Luna e questo Gli apportò un po' di ristoro. Infine Gli fu messo il Gange sui capelli, cosa questa che Gli fu di grande aiuto. Dopo di ciò, Shiva eseguì la danza Tandava con tutti gli Dei. Questa è la storia, ma tutto ciò non accadde in un giorno particolare e quindi non si può dire che Shivaratri commemori quel giorno. Alcuni asseriscono che Shiva sia nato in quel giorno, come se Egli avesse nascita e morte come un qualsiasi mortale! La storia che narra del cacciatore che salì su di un albero di bilva per cercare degli animali da uccidere e, senza alcuna intenzione di adorare nessuno, inconsapevolmente fece cadere le foglie di quell' albero, che per caso erano di bilva, su di un Lingam che si trovava lì sotto, ottenendo la salvezza, spiega solo l'importanza di questo giorno, non la sua origine! Inoltre, non c'è solo Mahashivaratri. Ogni mese abbiamo una notte di Shiva (Shivaratri), dedicata all'adorazione di Shiva. Di nuovo: qual è il significato della notte (Rathri)?


Una raffigurazione di Shiva

La Grande Affinità tra la Mente e la Luna
Bene, la notte è dominata dalla Luna, che ha sedici frazioni (Kala) e, quando è in fase calante, ogni giorno che passa essa si riduce di una frazione fino a scomparire nella notte di Luna Nuova. Dopo, ogni giorno aumenta di una frazione finché diventa completa nella notte di Luna Piena. La Luna è la Divinità che presiede alla mente: 'La Luna nacque dalla mente della Divinità (Purusha)' [Chandrama manaso jathah]. Tra la mente (manas) e la Luna c'è un' affinità molto stretta, entrambe sono soggette a calare e a crescere; il decrescere della Luna è il simbolo del decrescere della mente, dato che la mente va controllata, ridotta ed infine dissolta. Tutte le pratiche spirituali (Sadhana) sono volte a questo fine. La mente (Manohara) deve essere uccisa in modo che l'illusione (Maya) venga fatta a pezzi e la Realtà svelata. Ogni giorno, durante la metà oscura del mese, la Luna, e simbolicamente la sua controparte nell'uomo, la mente o Manas, decresce e si riduce di una frazione; il suo potere decresce ed infine al quattordicesimo giorno (Chathurdashi) ne rimane solo una minuscola frazione, tutto qui. Se quel giorno l'aspirante spirituale (Sadhaka) fa un piccolo sforzo in più, anche quel frammento può venir eliminato e la padronanza della mente  (Manonigraha) può essere conquistata. La quattordicesima notte (Chathurdashi) della metà oscura è quindi chiamata Shivarathri in quanto la notte andrebbe trascorsa nella ripetizione del Nome (japa) e nella meditazione (Dhyana) su Shiva, senza nessun altro pensiero per il cibo o il riposo. Così facendo il successo è assicurato. E, una volta all'anno, nella notte di Mahashivarathtri, si raccomanda uno slancio di attività spirituale, affinché ciò che è cadavere (shavam) possa diventare Dio (Shivam) tramite la rimozione di questa scoria chiamata mente (manas).

Significato simbolico delle parole usate nelle Scritture
Questo è lo scopo di Shivarathtri per cui è un inganno insensato e perfino dannoso pensare che la cosa essenziale in questa osservanza consista nel rimanere svegli. In questa notte la gente cerca di sfuggire al sonno giocando a carte, assistendo a proiezioni cinematografiche ininterrotte, o guardando spettacoli o commedie. Non è questa la pratica da intensificare a Shivarathri. Questa è una farsa del voto di veglia che vi involgarisce ed incoraggia la malvagità e la pigrizia, la depravazione e l'ipocrisia. A Shivarathri la mente deve ridursi a niente (laya). Lingam significa ciò in cui questo Universo fisico (Jagath) ottiene il nulla (laya ), ciò verso cui esso si dirige (gamyathe). Esaminate il Lingam: le tre qualità primordiali (Guna) sono rappresentate dal sostegno a tre strati ed il Lingam che vi sta sopra simboleggia la meta della vita. Lingam significa 'simbolo', il simbolo della Creazione, il risultato dell'attività delle tre qualità (guna) della Realtà Suprema (Brahman) che lo permea e gli dà significato e valore. Quando adorate il Lingam, dovete farlo avendo fede in questo significato simbolico.

Il Valore dei Simboli
Ogni parola, ogni forma usata negli Shastra ha un significato simbolico che le conferisce valore. La parola Prapancha, che voi usate così liberamente per indicare questo 'mondo creato', significa 'ciò che è composto dai cinque elementi' (pancha bhuta) cioè terra, fuoco, acqua, aria ed etere. Prendete il termine hrudhayam usato per cuore: esso significa 'nel cuore' (hrudhi) 'Egli' (ayam), ma non si riferisce all'organo che pompa il sangue a tutte le parti del corpo bensì alla sede di Dio, all'altare in cui è installato Shiva, alla nicchia in cui è accesa la lampada della conoscenza/saggezza (jnana). E ancora: Shiva non cavalca un animale che nel liguaggio degli uomini viene denominato 'toro'! Il toro è solo un simbolo del Dharma  che si regge sulle quattro gambe della Verità (Satya), della Rettitudine (Dharma), della Pace (Shanti) e dell'Amore (Prema).
 
                 

Il Lingam è la forma simbolica della Divinità
I tre occhi di Shiva rivelano il passato, il presente ed i futuro. Solo Shiva li possiede tutti e tre. La pelle di elefante che costituisce il Suo mantello è solo un simbolo dei tratti elementari, primitivi e  bestiali che la Sua Grazia distrugge e rende impotenti ed inoffensivi. In effetti, Essa li riduce a pezzi; li scuoia, per così dire, e li rende inefficaci. I Suoi quattro volti simboleggiano la Pace, la Furia, la Prosperità e la Determinazione (Shantham, Roudhram, Mangalam e Uthsaham). Mentre adorate il Lingam, realizzate  il senso profondo dei molti attributi di Shiva e in questo giorno meditate su di Lui, per potervi liberare delle ultime, persistenti vestigia dell'illusione. Proprio come Om è il simbolo verbale di Dio, così il Lingam è la forma simbolica della Divinità, è solo una forma. Tutto è illusione (Maya) e, per afferrarne il significato, dovete averci a che fare, altrimenti non sarete in grado di realizzarne il potere illusorio (Maya Shakti). Dio è immanente nell'Universo come la vita è immanente nell'uovo. Il pulcino è in ogni parte dell'uovo e, allo stesso modo, anche Dio è in ogni parte nella Creazione.

Tutti sono in Dio
Preferisco la definizione 'il Motore interiore di ogni cosa' (Sarvantharyami) piuttosto che 'il Sé Interiore di tutti gli esseri' (Sarvabhuta Antaratma). Tutti voi siete in questa sala ma nessuno ha la sala in sé, non è vero? In egual modo 'Tutti sono in Lui' e questo è meglio che dire 'Egli è in tutti.' È l'illusione (maya) a vincolare e limitare l'uomo; tutte le pratiche spirituali mirano a conquistarla. Un pezzo di ferro affonda nell'acqua ma se lo battete e lo rendete cavo galleggerà. Allo stesso modo, battete la mente e rendetela vuota, così galleggerà sulle acque del mondo fenomenico (samsara). Soprattutto, abbiate discernimento (viveka) e non lasciatevi indurre a fare passi falsi.

Crescete non solo fisicamente ma anche spiritualmente
Non sprecate tempo cercando di capire Me e la Mia natura. Comprendete ciò che insegno, non 'chi è l'Insegnante', poiché Io trascendo il vostro intelletto e la vostra energia (shakti). Mi potrete comprendere solo attraverso le Mie opere, ecco perché a volte, per rivelarvi chi sono, vi presento il Mio 'biglietto da visita', qualcosa che voi chiamate miracolo. Riconoscete il mistero (marma) ed eseguite il compito (karma) che vi assegno. Nei prossimi quindici anni molti giovani che stanno ora crescendo, si distingueranno come sinceri aspiranti nel campo spirituale; essi sanno di essere Eternità, Verità e Purezza (Nityam, Satyam e Pavitram), figli dell'immortalità (Amritha-Puthra). Essi stanno sviluppando la discriminazione ed il distacco (viveka e vairagya) e si purificano con la ripetizione del Nome di Dio (Namasmarana). Gli adulti li deridono perché hanno imboccato il sentiero sacro. Forse preferirebbero che i loro figli bighellonassero a gruppi nelle strade, fumando, bestemmiando e guardando i manifesti cinematografici. Gli adulti dovrebbero sentirsi orgogliosi se i loro figli seguono la via regale verso la vera gioia e contentezza, rendendo un migliore servizio a se stessi e al mondo. Voi non siete in grado di forgiare un gioiello dall'oro, perciò lo affidate ad un orefice. Perché preoccuparsi se egli lo fonde, lo batte, lo fora, lo tira fino a farne un filo, lo torce e lo taglia? Lasciate che Colui che conosce l'arte plasmi il fanciullo in un gioiello per la società e non preoccupatevi. Di giorno in giorno dovete crescere, non solo fisicamente ma anche nella vita spirituale. Per quanto tempo rimarrete alle elementari a scrivere le lettere dell'alfabeto? Passate di grado! Chiedete di fare un esame, superatelo e passate ad una classe superiore!

L'Anima individuale (Jivi) deve innanzitutto dominare il mondo interiore
Ora voi siete seduti sul pavimento della sala [al piano terra]: cercate i mezzi per vedere anche i piani superiori. Progredite! Avanzate! Così Shivarathri diventerà una notte propizia (Mangala-Rathri) per voi, altrimenti sarà soltanto un'altra notte sprecata. Molti potrebbero scoraggiarvi dicendo che la meditazione e l'adorazione possono essere intraprese quando diventate vecchi,  come se fossero prerogative o punizioni speciali per gli anziani. 'Godetevi il mondo finché potete e poi penserete al dopo!': questo sembra essere il loro atteggiamento. Il bambino compie i primi passi nella relativa sicurezza della casa, sgambetta finché i suoi passi sono sicuri ed il suo equilibrio si perfeziona, finché riesce a correre in giro da solo e senza paura.
Solo allora si avventura per le strade e nel vasto mondo esterno. In modo analogo l'essere vivente (Jivi) deve prima di tutto acquisire la padronanza del suo mondo interiore, deve diventare inaccessibile ed indifferente alle tentazioni, deve imparare a non cadere quando i sensi intralciano i suoi passi, deve acquisire l'equilibrio mentale che non lo farà propendere più da una parte che dall'altra e poi, dopo aver acquisito la discriminazione (viveka), potrà muoversi con fiducia nel mondo esterno senza temere che la sua personalità venga lesa.
Ecco perché c'è questa insistenza sul 'non dormire' e sullo star vigili.
Non potete affermare di essere istruiti o adulti se non padroneggiate la scienza dell'autocontrollo e non avete distrutto la causa fondamentale dell'illusione. Non è solo questa notte che dovete passare nel pensiero di Shiva, la vostra intera esistenza dev' essere vissuta alla costante presenza del Signore!

La Natura Fondamentale dell'uomo cerca l'appagamento interiore
Non ditemi che quella Beatitudine non vi interessa, che siete paghi dell'illusione e che non avete intenzione di sopportare il rigore della  veglia.
La vostra Natura Fondamentale, credetemi, detesta questa routine monotona e deprimente fatta di mangiare, bere e dormire.
Essa cerca qualcosa che sa di aver perduto: la Pace (Shanti), la contentezza interiore. Essa cerca la liberazione dalla schiavitù delle cose futili e temporanee. Tutti vi anelano nel profondo dei loro cuori ma la troveranno in un solo negozio, quello della Contemplazione del Sé Supremo, la base di tutta questa apparenza. Per quanto alto possa volare un uccello, prima o poi deve posarsi sulla cima di un albero  per godersi la quiete. Così verrà un giorno in cui anche i più altezzosi, i più caparbi, i più increduli, e persino quelli che affermano che nella Contemplazione del Sé Supremo non c'è gioia né pace, dovranno pregare: "Signore! Dammi la pace, concedimi la consolazione, la forza e la gioia."

 

[Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prasanthi Nilayam il 7 febbraio 1959, in occasione della celebrazione di Mahashivaratri]

 

                                                        

 

DISCORSI DIVINI MAHASHIVARATHRI

 

 

DISCORSO DIVINO

La visione dell'Atma

21 febbraio 2001

Si può essere in grado di ripetere i Veda e i Shastra a memoria, o saper cantare melodiosamente elaborati testi poetici. Ma se manca la purezza di cuore si è destinati ad andare in rovina. In verità, la parola di Sai è Verità.
(Detto Telugu)


Incarnazioni delll'Amore!
Se vi manca purezza di cuore, non riuscirete a comprendere il principio Atmico, e questo indipendentemente dal vostro livello d' istruzione.
Potete anche essere una persona molto istruita, ma non siete in grado di vedere il vostro corpo quando siete nello stato di sonno profondo. Al contrario, anche un illetterato può vedere se stesso e ciò che lo circonda quando apre gli occhi.

Proprio come la cenere nasconde la brace, la visione dell' uomo è offuscata dall' illusione. In conseguenza a ciò, egli non è in grado di comprendere la sua vera natura. L' uomo dovrebbe comprendere l'intima relazione che esiste tra lui ed il Divino. Una volta che avrete sviluppato la purezza di cuore, conseguito la conoscenza spirituale e realizzato la Divinità, potrete acquisire immensa energia e forza.

La Sadhana o pratica spirituale non significa intraprendere buone attività come Japa o Dhyana. La vera Sadhana consiste nel rimuovere il velo dell'illusione che ricopre lo strumento interiore (Antahkarana). Si dice:
"E' sciocco colui che pur vedendola non sa riconoscere la Realtà" ("Pashyannapi cha Napashyati Moodho"). O uomo, non è stupidità da parte tua credere di non avere visto Dio, sebbene tu Lo veda continuamente nella forma del mondo?
Vedrete il fuoco se soffierete via la cenere dalla brace accesa.
Vedrete l'acqua chiara solo dopo avere rimosso il fango. La vista di una persona con la cataratta è offuscata . Ma quando la cataratta verrà operata, essa riacquisterà una vista normale.

Allo stesso modo, fino a quando una persona è sotto l' influsso della mente, essa identifica se stessa con il corpo e sperimenta piacere e dolore.
Una volta che la mente (Maya) viene trascesa, le dualità del mondo non esistono piú. Essa visualizzerá la Divinità ovunque.

Oggi l' uomo cerca di comprendere la Divinità utilizzando la propria mente.
Per poter visualizzare la Divinità, occorre innanzitutto comprendere il principio Atmico, o "IO". L'Atma non ha forma. Fino a quando resterete attaccati alla vostra forma, non potrete capire che cosa significhi "Atma".
Tutti si presentano usando la parola "IO", che altro non è che l'Atma.
Sebbene non si veda, l'Atma è presente nell'uno e nel tutto. L' Atma è omnipervasivo.

Esistono tre tipi di dimensioni eteriche: Bhutakasha, Chitthakasha e Chidakasha.
Bhutakasha è circondata da Chitthakasha che a sua volta è avvolta da Chidakasha. Bhutakasha, che consiste della terra, del sole, della luna e delle stelle, è molto vasta. Il sole è molto più grande del pianeta Terra, avendo una circonferenza di 8000 crore di miglia (il miglio é una misura di lunghezza pari a 1,609 km - ndt), ma sembra molto piccolo ai nostri occhi perché dista 9 crore di miglia dalla terra.

Le stelle sono ancora più lontane e molto più grandi del sole come dimensione, sebbene ci appaiano come piccoli diamanti che adornano il cielo.

La luce viaggia alla velocità di 180.000 miglia al secondo.

Alcune stelle sono talmente distanti dalla terra che la luce da loro emanata deve ancora raggiungere la terra.

Tutte le stelle, il sole, la luna e la terra costituiscono una parte di Bhutakasha. Tutte queste sono presenti in Chittha in forma sottile.

Per questo Chitthakasha è molte volte più grande di Bhutakasha.

Voi pensate che il sole splenda di luce propria, ma in realtà è l'Atma ad illuminare il sole. Perciò l' Atma è più grande di tutto. La sua vastità non può essere descritta a parole. Tutti e cinque gli elementi sono costituiti di atomi, mentre l'Atma non è formata da atomi, poiché non ha forma.

Che cosa significa "Visione dell' Atma"? É la visualizzazione dello splendore omnipervasivo. L'Atma è presente in ogni cellula del corpo umano.
Per comprendere questo, dovete trascendere la forma. Tutti gli oggetti materiali hanno una forma ben definita ma, a causa dell' andar del tempo, perdono la loro identità e si uniscono nella dimensione causale, cioè nell'Atma. L' uomo dovrebbe pertanto sforzarsi di andare al di là della forma e fondersi con l'Atma.

Tutte le attività che sono in ralazione con la forma corrispondono a Pravritti (percorso esteriore), cioè Bhutakasha, che è costituita di atomi.
Tutto questo prima o poi finirà per fondersi con l'Atma. Che cosa è l'Atma? L'Atma è Beatitudine.

Anticamente molti saggi hanno fatto sforzi concertati diretti a riconoscere la natura dell'Atma. Alla fine hanno dichiarato al mondo: "Io conosco l'Essere Supremo che rifulge con lo splendore del sole che è al di la di Thamas, l' oscuritá dell' ignoranza". O gente! L'Atma trascende il Nome e la Forma. Emette luce propria. Per avere la visione dell'Atma, non serve andare in una foresta e sottoporsi a penitenze. Potete vederlo ovunque, una volta che avrete dissipato l'oscurità dell' ignoranza interiore. Gli sforzi in questa direzione sono la vera Sadhana.

La Divinità è latente nell' Umanità, ma voi le state attribuendo vari nomi e forme e cercate di visualizzarla attraverso riti e cerimonie. Come risultato siete soggetti alla frustrazione ed alla depressione. Innanzitutto dovreste sforzarvi di realizzare la Divinità che è latente in Bhutakasha. Ma come si può comprendere la Divinità se non si riesce a capire l'umanità (nel senso di " essere umani" n.d.t.). Innanzitutto l'uomo dovrebbe comprendere che cosa significa "umanità".

Solo quando trascendete Bhuatakasha e Chitthakasha potrete comprendere Chidakasha. Bhutakasha è come una piccola stella nel cielo di Chitthakasha.
Lo stesso può essere detto di Chitthakasha se confrontato con Chidakasha.
Chidakasha non è nient' altro che l'Atma. Non c'è niente al di là di questo.
Per comprendere l'Atma senza forma, dovete trascendere la forma.

All'inizio meditate su una forma specifica. Ma gradualmente dovrete trascendere questa forma e realizzare la Divinità senza forma. Fino a quando sarete attaccati alla forma sarete legati al piacere ed al dolore.

L'Atma senza forma può essere sperimentato nello stato di sonno profondo (Sushupti) nel quale perdete l'identità del nome e della forma. Nello stato di sonno profondo, non avete coscienza di Bhutakasha. Finchè la vostra mente dimora in Bhutakasha, vi identificate con la forma. Sebbene l' uomo moderno sia molto istruito, è incapace di comprendere questo principio di Bhuatakasha, Chittakasha e Chidakasha. Egli si tiene lontano da questo tipo di indagine, nella convinzione di trovarsi davanti ad astruse verità filosofiche. Non si tratta di mera filosofia. Esse sono verità eterne, che devono essere capite e messe in pratica nella vita quotidiana.

Nel Bhutakasha ci sono moltissimi esseri, ma il principio Atmico in essi è unico. Dall'infanzia alla vecchiaia l'uomo per presentarsi usa la parola "io". L'uomo passa attraverso i vari stadi della vita, ma l' "io" in lui resta sempre lo stesso. Questo immutabile "io" è in verità l'Atma.
Scordandosi della presenza di questo Divino Principio interiore, l'uomo corre dietro ai piaceri effimeri e materiali. Questo corrisponde a Pravritti. Ma l' Atma invece si riferisce a Nivritti. Mentre l'uomo é avvinto da Pravritti non è capace di realizzare la sua vera natura.

Tutto ciò che vedete nel mondo esteriore altro non è che la manifestazione di Dio. Tutti voi che siete qui riuniti siete incarnazioni di Dio.
Anche questa sala è una manifestazione di Dio. Infatti voi stessi siete Dio.
Sebbene vediate Dio ovunque, siete ancora alla Sua ricerca.

Eccovi un piccolo esempio. I ragazzi della Casa dello Studente vedono Sai Gita tutti i giorni, e quindi non ci fanno più caso. Se capita loro di vedere anche solo la coda di un elefante nella foresta, si sentono eccitati.
Allo stesso modo, sebbene voi vediate Dio nella forma della gente che vi circonda, non ci fate caso. Ma se vedete una persona con tre teste andate in estasi pensando di avere avuto una visione della Forma Cosmica Divina.
Dovreste capire che la Divinità pervade l' intera natura.

Lord Krishna dichiara nella Gita: "L'eterno Atma in tutti gli esseri è parte del Mio Essere" ("Mamaivamsho Jeevaloke Jeevabhuta Sanathana"). Voi ed io non siamo separati. Noi siamo Uno e lo stesso. Quando avrete capito questa verità, non cercherete Dio qui e là. Tutto ciò che trovate nel mondo esteriore non è nient' altro che la Forma Cosmica Divina. ("Viswa Virat Swarupa"). Tutte le forme sono Sue. La forma è associata con Pravritti ed è la causa principale dell' illusione.

Che cosa è Maya? Ciò che conduce ad una falsa identità è Maya.

Quando al buio scambiate una corda per un serpente vi spaventate. Ma quando dirigete su di essa la luce di una torcia vi rendete conto che è una corda e non un serpente. È la falsa identificazione che ha alimentato la vostra paura. Una volta che conoscete la realtà diventate impavidi.

A causa dell'influenza degli oggetti del mondo ("Prabhava"), avete scordato la vostra vera natura ("Swabhava"). Una volta che avrete riconosciuto la vostra vera natura ("Swabhava") e abbiate aderito strettamente ad essa, non ci sarà più spazio per l'illusione o la paura. Che motivo c'è di avere paura se voi siete tutto e non c'è nient'altro al di fuori di voi?
Una volta un attore venne alla corte di un re per fare degli spettacoli. Il primo giorno era venuto vestito da Sankaracharya. Egli fece una dotta esposizione della filosofia di Adi Shankara. Predicó in questo modo:

La nascita, la vecchiaia e la vita di questo mondo sono piene di sofferenze.
Anche la morte è cosa sventurata. State attenti a questa verità.
("Janma Dukkham, Jara Dukkham, Jaya Dukkham Punah Punaha, Antyakale Maha Dukham, Tasmath Jagrat Jagrataha").

I genitori , gli amici, i parenti e l'agiatezza sono come nuvole passeggere.
State attenti a questa verità.
("Matha Nastri, Pitha Nastri, Nasthi Bandhu Sahodaraha Artham Nastri, Griham Nastri, Thasmath Jagrata Jagrataha").

Il re rimase compiaciuto e gli offrì una gran quantità d'oro. L' attore disse: "O Re! Un Sanyasi non ha bisogno d'oro. Io non posso accettare questo dono".
Il giorno seguente l'attore si presentò a corte vestito da ballerino.
Danzò meravigliosamente e deliziò tutti i presenti. Alla fine della rappresentazione il Re gli offrì in dono solo poche monete. L' attore disse:
"O Re! Questo pagamento è scarso e insufficiente".

Il Re restò stupito e replicò: "Ieri hai rifiutato un grosso regalo ma oggi pretendi di più. Qual è il motivo di questo strano comportamento?" L'attore rispose: "O Re, un attore non sarà coerente con la sua professione se le sue parole non saranno conformi al costume che indossa. Ieri recitavo la parte di un Sanyasi e per questo ho rifiutato la ricchezza. Oggi invece sono un ballerino, ed è caratteristica di un ballerino aspettarsi sempre una grossa ricompensa! La mia condotta deve essere consona all' abito che indosso."

Oggi, sebbene l'uomo indossi l'abito dell'essere umano, il suo comportamento non è consono al suo "vestito". Essendo nato come essere umano, l'uomo dovrebbe vivere nella sicurezza di sé ed aumentare il rispetto verso se stesso.

Sapete come Abramo Lincoln, sebbene nato in una famiglia povera, giunse a diventare Presidente degli Stati Uniti per via della sua fiducia in se stesso. Egli era nato in una famiglia povera e i suoi compagni di scuola erano soliti prenderlo in giro per i suoi abiti e per la sua povertà.
Lincoln, incapace di sopportare quell' umiliazione, chiese a sua madre:
"Mamma, sono oggetto di beffe da parte dei miei compagni di scuola. Ti prego, comprami un vestito nuovo."

Allora la madre gli disse: "Figlio, noi non siamo ricchi. Tu devi vivere secondo le nostre possibilità. Non lasciarti scoraggiare dalle derisioni altrui. Sviluppa la sicurezza in te stesso e accresci il rispetto di te." Da quel momento in poi Lincoln seguì scrupolosamente i consigli di sua madre.

Dopo qualche tempo, sua madre morì e suo padre si risposò. Anche la sua matrigna gli era molto affezionata e lo incoraggiò a seguire il percorso indicatogli da sua madre. Dopo la morte del padre, Lincoln, che allora aveva 16 anni, lasciò la casa per guadagnarsi da vivere, e cominciò vendendo giornali. Anche in quella situazione egli continuò a mantenere il rispetto per se stesso. Rendendosi conto delle sue buone qualità, i suoi amici lo incoraggiarono a candidarsi alle elezioni. Lincoln si presentò e vinse con una schiacciante maggioranza. Venne eletto Presidente degli Stati Uniti d'America. Sebbene fosse nato in una famiglia povera egli raggiunse una tale eminente posizione per via della sicurezza di sè e del rispetto che aveva verso se stesso.

Studenti!
Accrescete il rispetto per voi stessi. Innanzitutto, rendetevi conto di che cosa sia L'Atma. Il principio dell'"io" presente in ognuno è l'Atma. I Veda dichiarano: "Io sono Brahma"("Aham Brahmasmi"). Ma secondo Me anche questa non é la Verità completa perché la presenza di "io" e di "Brahma" simboleggia la dualità.

La Veritá é una, non due. L'uomo dovrebbe tenersi stretto al principio del non-dualismo e santificare la propria vita. Quando avrete sviluppato fede in questo principio, avrete tutta la purezza e la prosperità.



Oggi è il giorno propizio di Sivarathri. Siva significa prosperità.
Cosa c'è di tanto speciale e propizio in Sivarathri? La mente ha 16 aspetti, quindici dei quali si uniscono in questa notte, e solo uno rimane.
Fate un uso pertinente di questa santa notte sottoponendovi alla Sadhana con devozione e con tenacia.

A quale tipo di Sadhana dovete sottoporvi? Pulite il vostro cuore da tutte le cattive qualità. Le cattive qualità prendono piede in voi a causa di un errato uso dei sensi. Questo è la causa prima di tutti i peccati.
Sadhana non significa fare japa e meditazione. Dovreste coltivare in voi stessi sentimenti puri e Divini. Considerate tutti gli esseri Divini, rispettateli. "Tutti sono Miei e io appartengo a tutti." Una volta che abbiate questa ferma convinzione, potrete gioire di una felicità immensa nella vita. Non ci sarà traccia di preoccupazioni.

Una volta Sankaracharya si stava recando al fiume Gange con 14 discepoli.
Lungo la strada incontrò un Bramino che stava cercando di memorizzare alcuni testi in sanscrito, "Dukrun Karane". L'Acharya gli chiese che cosa stesse facendo e il Bramino gli rispose che stava studiando la Grammatica Panini.
"A che ti servirà studiare la grammatica?" chiese l' Acharya. Il Bramino rispose: " Diventerò un grande letterato e andrò in qualche corte reale, sarò un letterato ufficiale e guadagnerò tutte le ricchezze di cui ho bisogno. Con le ricchezze guadagnate condurrò una vita felice."
"Quanto pensi di vivere in quel modo?"
"Vivrò per tutta la durata della mia vita"
"E poi?" chiese l'Acharya.
Questi rispose : "Non lo so".

Allora Sankaracharya fece il suo famoso preannuncio:
"O sciocco, canta il nome di Govinda. Quando l' ora della morte si avvicina le sfumature grammaticali non verranno in tuo aiuto".

L'Acharya continuò: "Tu sciocco, ti godrai i piaceri del mondo fino a che sarai vivo. Ma quando questo corpo perirà, che cosa farai? Perciò, continua a cantare incessantemente il nome di Govinda e non sciupare il tuo tempo con questi studi mondani. Questi studi si riferiscono a Pravritti. Questo aiuta solo per un brevissimo periodo di tempo. Tu sei orgoglioso della tua giovinezza. Quanto dura la gioventù? Presto sarai vecchio. Non riporre la tua fede in questo valore giovanile. Metti piuttosto la tua fede tenacemente in Dio. Realizza la fiducia in Te stesso. La fiducia in se stessi porta alla soddisfazione di sé e questa conduce alla realizzazione del Sé."

Studenti!
L' "io" è una realtà permanente. Considerate questo Atma come Dio stesso.
Senza una base effettiva, non ci sarà manifestazione. La base delle onde nell'oceano è l'acqua in esso contenuta. Allo stesso modo, l'Atma è la base di tutto il mondo fenomenico. Tutto il bene e il male, la lode e il biasimo sono mere nuvole passeggere.

Il bambino, il ragazzo, il giovane ed il vecchio sono tutte differenze nella forma, ma l'Atma nella persona è l'entità immutabile. Mentre viaggiate nel treno, fuori dal finestrino vedete alberi, montagne e laghi e passare velocemente. Questa è un'illusione. Qualche volta nel cielo vi sembra che la luna si muova velocemente, mentre in realtà sono le nuvole a muoversi.
Anche questa è un'illusione. La luna non si sta muovendo alla stessa velocità delle nuvole. Allo stesso modo l'Atma non cambia e non si muove. Sono solo i nostri sentimenti che cambiano.

Incarnazioni di Amore!
Oggi è un giorno veramente Santo. Le ore sei sono estremamente sacre.
In quel momento l'Atma Lingam verrà reso manifesto. Dio qualche volta è chiamato Hiranyagarbha. Il Lingam d'oro emerge dall' Hiranyagarbha stesso.
Non traetene però la conclusione che solo Swami sia Hiranyagarbha.
Tutti voi siete manifestazioni di Hiranyagarbha. Anche voi siete eterni e irradiate luce propria. Tenete questa convinzione con fermezza nel vostro cuore. Mantenete fermamente questa consapevolezza.

Nelle nostre scuole teniamo "lezioni di consapevolezza". Conoscere questa o quella nozione non è completa consapevolezza. La consapevolezza implica comprensione totale. Se avete visto solo la coda di un topo, come potete sostenere di avere visto il topo stesso? Quello di cui oggi gli scienziati sono a conoscenza è solo una piccola frazione della Verità completa. Ma essi dicono di sapere tutto.

Innanzitutto dovreste capire che cosa significa umanità. In accordo con la vostra forma voi dovreste possedere qualità umane. A che serve la vostra vita se vi comportate come scimmie? Dovete capire che appartenete al genere umano. Non abbiate una mente da scimmia. Solo chi ha il cuore pieno di compassione è un essere umano. Oggi l'uomo parla molto della necessità di avere compassione, ma ha riempito il suo cuore con qualità demoniache quali la rabbia, l' avidità, la gelosia etc.

L' uomo dovrebbe mettere un tetto ai suoi desideri. Poiché il comportamento degli uomini è corrotto, in quest'epoca accadono molte calamità naturali.
Voi tutti sapete del disastroso terremoto che ha colpito il Gujarat.
Migliaia di persone hanno perso la vita. Ciò è accaduto a causa del fatto che l'uomo ha desideri smodati. Dio mantiene un perfetto equilibrio nella sua creazione. Nella creazione Divina, la terra e gli oceani sono dotati di un perfetto equilibrio. Ma l'uomo sfrutta indiscriminatamente la terra per estrarre il petrolio. Ogni giorno tonnellate di pesci vengono pescati dagli oceani. Da questo indiscriminato sfruttamento della natura sulla terra risulta uno squilibrio , che sta causando la distruzione di molte vite umane.

Solo quando l' uomo sarà libero dall' instabilità ("Kampam") interiore non verrà più turbato dai terremoti ("Bhukamam"). Non solo gli abitanti di Bharat ma anche quelli di tutte le altre parti del mondo dovrebbero fare di tutto per mantenere l' equilibrio. I cinque elementi non sono altro che la manifestazione del Divino. La vita dell' uomo sarà sicura solo quando comprenderà questa verità e si comporterà di conseguenza.
Alcuni giorni fa ho inviato dei camion carichi di riso, ceci etc. alle vittime del terremoto del Gujarat. Alcune persone mi hanno chiesto:
"Swami, perché ti prendi la briga di spendere tanti soldi per mandare soccorsi al Gujarat? Avresti potuto evitare che accadesse questa disgrazia."

Io ho risposto: "Miei cari, l'uomo deve biasimare solo se stesso se avvengono i terremoti. A causa della eccessiva bramosia di ricchezza, egli sta disturbando l'equilibrio della terra. Questo ha causato il terremoto. È una legge della natura. Si deve esprimere l' amore per l'uomo aiutando chi è nel bisogno. L' Amore è la vostra vera natura. Quanto l' equilibrio è essenziale in natura, l'amore è necessario per l'uomo. Sappiate che tutto ciò che Dio ha creato è solo per il vostro benessere. Dovreste godervi la Natura secondo le vostre necessità. Non dovreste saccheggiarla delle sue risorse per soddisfare la vostra ingordigia.

Eccovi un esempio. Una volta una persona ingorda possedeva un'anatra che ogni giorno faceva un uovo d'oro. Un giorno egli le aprì lo stomaco, pensando di potersi prendere tutte le uova d'oro tutte insieme. Oggi anche l'uomo indulge in atti altrettanto sciocchi e ingordi. Invece di essere soddisfatto di ciò che la natura gli da, egli desidera sempre di più, e con questo turba l'equilibrio della Natura.

Oggi gli scienziati sono interessati alle nuove invenzioni. Anche il progresso della scienza e della tecnologia ha contribuito allo squilibrio della Natura. Come risultato, abbiamo terremoti e piogge fuori stagione. La scienza dovrebbe essere utilizzata limitatamente al bisogno. La scienza ha i suoi limiti e superarli é pericoloso.

Voi avete un lungo cammino da percorrere. Aderite alla Verità ed alla Rettitudine.
I nostri antichi saggi dicevano: "Dite il vero. Parlate con dolcezza e non dite le verità spiacevoli" ("Sathyam Bruyath, Priyam Bruyath, Na Bruyath Sathyamapriyam"). Fate un uso appropriato delle risorse naturali e non sciupatele. Aiutate tutti e rendete tutti felici. Dividete con gli altri tutto ciò che di buono avete imparato. Questo è il vostro dovere più importante.

Prashanti Nilayam, 21 febbraio 2001
I° Messaggio di Shivarathri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                             

DISCORSO DIVINO

Abbiate ferma fede nell'Atma

22 febbraio 2001

I cattivi effetti del Kali Yuga non possono scuotere colui il cui cuore è colmo di compassione, le cui parole sono pregne di Verità, ed il cui corpo è usato per servire gli altri.
(Versi Sanskriti)


In questo mondo tutti gli esseri vengono classificati in 4 categorie:
1. ANDAJA, tutto ciò che nasce da un uovo;
2. PINDAJA, coloro che sono nati dal ventre materno;
3. UTHBHIJA, tutto ciò che nasce dalla terra;
4. SWEDAJA, tutto ciò che nasce da secrezione umida.

In ogni categoria ci sono 2.100.000 tipi di specie. Quindi si può dire che nella creazione di Dio esistono 8.400.000 tipi di specie diverse.
Quest'ultime sono soggette a tre diversi tipi di sofferenza e cioè Adhibouthika, Adhidaivika, e Adhyatmika.

Adhibouthika si riferisce alle malattie causate dall'attaccamento dell'uomo al mondo fisico. Si riferisce anche alle malattie provocate da insetti come ad esempio, zanzare, mosche etc.

Adhidaivika si riferisce a sofferenze causate da calamità naturali come terremoti, inondazioni ed epidemie quali il colera, la peste etc.

Adhyatmika si riferisce alle sofferenze che derivano dalla cattiva alimentazione e dalle cattive abitudini.
In questa categoria sono comprese anche le sofferenze causate da animali o da persone crudeli.

Qual è il rimedio contro questi tre tipi di afflizioni? Si deve avere una grandissima fede nel Sé, questa è la panacea per tutte le sofferenze.
Ci si dovrebbe sforzare di sperimentare la beatitudine Atmica per la quale sono prescritti nove tipi di devozione - Sravanam(Ascolto) Kirtanam (Canto) Vishnusmaranam (Contemplazione di Vishnu), Padasevanam (Servizio ai piedi di Loto), Archanam (Venerazione) , Vandanam (Prostrazione), Dasyam (servizio), Sneham (amicizia) e Atmanivedanam (Abbandono di sé). L'uomo può liberarsi dai suoi mali seguendo uno di questi nove sentieri spirituali.

Prima dell'inizio della guerra del Kurukshetra, Duryodhana e Dussasana si inchinarono di fronte alla loro madre Gandhari chiedendo la sua benedizione.
Gandhari, essendo una persona di cuore puro, mente stabile e amore disinteressato, li benedisse dicendo :"Yatho Dharmah Thatho Jayaha (Dove c'è rettitudine, c'è vittoria). Essi si recarono poi dal loro precettore Dronacharya, per porgergli i loro rispetti. Il maestro li benedisse, dicendo: "Yatho Dharmah Thatho Krishna, Yatho Krishna Thatho Jayaha" (Dove c'è rettitudine c'è Krishna, dove c'è Krishna là c'è la vittoria). Voi siete nati come esseri umani, ma state seguendo il Dharma prescritto per gli esseri umani? Se è così, siate certi che sarà lo stesso vostro Dharma a proteggervi.

Oggi l'uomo si trova a dovere affrontare tante difficoltà perché ha scordato la sua origine. Il pesce nasce dall'acqua. Non può sopravvivere neanche un attimo al di fuori di essa ed è felice solo quando si trova nell'acqua, il suo posto di origine. Quale è allora il luogo di origine dell'uomo?

                       

 


Il Signore Krishna dichiara nella Gita: "L'eterno Atma presente in tutti gli esseri è parte di me." Da ciò si intuisce facilmente che l'uomo è una scintilla del Divino ed ha origine dal Principio Atmico. Essendo nato dall'Atma, l'uomo dovrebbe sempre contemplare il Sé. Diventerà irrequieto e dovrà affrontare molte difficoltà, se si dimentica dell'Atma.

Quindi non dimenticatevi mai dell'Atma, da cui avete avuto origine.
Abbiate fede nel Sé, rispettatelo e riveritelo. Siate consapevoli che L'Atma é la base della vostra vita. Questo è il Dharma che ogni uomo dovrebbe seguire.
Potrete anche raggiungere posizioni autorevoli, essere ricchi e facoltosi, ma niente di tutto questo potrà proteggervi. Solo la fede nel Sé può farlo.
Potrete intraprendere qualsiasi attività vi piaccia, ma dovreste sempre avere fede costante nell'Atma.

Pensate ad una madre che va al fiume a prendere l'acqua e lascia il suo piccolo nella culla. Sulla strada di ritorno, essa può chiacchierare con altre donne, mentre porta il vaso pieno di acqua sulla testa, ma la sua mente sarà costantemente fissa sul suo bambino. Essa vuole tornare a casa il più presto possibile, in modo che il bambino non si svegli e pianga per la sua assenza. Allo stesso modo la vostra mente dovrebbe essere costantemente focalizzata sull'Atma, qualunque sia l'attività che stiate svolgendo.
Questo dovrebbe essere il vostro obbiettivo.

Avete partecipato tutta la notte al canto dei Bhajans; durante i Bhajans potete cantare vari motivi con toni e tempi diversi, ma la vostra mente dovrebbe rimanere costantemente focalizzata sull'Atma.
Tutte le vostre azioni dovrebbero essere fatte unicamente con lo scopo di compiacere Dio.
Arjuna chiese al Signore Krishna come avrebbe potuto combattere in guerra se doveva costantemente pensare a Dio. Krishna rispose: "Oh sciocco! È il tuo corpo e i tuoi sensi che sono coinvolti nella guerra. Stando così le cose, tu puoi sempre tenere la mente fissa su Dio."

Orientate la vostra mente su Dio piuttosto che sui sensi. Come ho messo in evidenza ieri, sono i sensi gli unici responsabili dei vostri meriti e dei vostri peccati. Se li usate male, incorrerete nel peccato. Se invece vengono usati in modo appropriato, ne avrete merito. Parlate con voce dolce ed amabile e coltivate una buona mente. Solo così otterrete il rispetto degli altri. Non sempre potete essere compiacenti, ma potete parlare sempre con cortesia.

Coltivate la retta visione, vedere il male vi metterà in pericolo.
Keechka gettò il suo sguardo peccaminoso su Draupadi, e questo lo portò a morire per mano di Bhima. Non prestate ascolto a chiacchiere malvagie. Kaikeyi diede retta alle parole di Mandhara e ciò causò l'esilio di Rama, che essa aveva amato molto più del suo stesso figlio Bharata.

Trovate oggi forse delle donne con il nome Kaikeyi o Mandhara? No. La società non rispetta coloro che indugiano in chiacchiere malvagie e ascoltano il male. Pertanto dovreste sempre parlare di cose buone e ascoltare solo buone parole. Se vi accade di ascoltare qualche cosa di cattivo, non condividetelo con gli altri. Qual è lo scopo di creare turbamento in altri, dicendo loro cose, che hanno turbato voi? Oggi ci sono persone che non solo prestano orecchio a chiacchiere malvagie, ma le diffondono al resto della società provocando grande inquietudine.

Parapakara Punyaya Parapeedanam (Si ottengono meriti servendo gli altri, si commette peccato facendo loro del male). Fate in modo che la vostra lingua pronunci solo parole che possano dare gioia agli altri. Questo è esattamente ciò che avete fatto tutta la notte. Avete cantato il nome di Dio, che ha dato gioia a tutti. Quando pensate a Dio, non c'è più spazio per le critiche o per i pettegolezzi; c'è comunque un tipo di preghiera, in cui il devoto ricorda a Dio coloro, che Gli hanno provocato difficoltà.

Una volta Vidhura pregò Krishna in questo modo: "O Krishna, perché non vieni a casa mia? Io non ti ho mai legato ad un pilastro, né frustato come fece la suocera di Sakkubai. Non ho mai cercato di farti del male come Kamsa.
Non ti ho mai insultato come fece Sisuphala. E allora perché non vieni a casa mia?"

Sicuramente saprete come Sisuphala scagliò ingiurie contro Krishna in pubblica Corte, richiedendoGli le credenziali, affinché potesse ricevere la grande offerta fatta da Dharmaraja al termine della cerimonia sacrificale "Rajasuya Yaga". Egli disse: "O Krishna, cosa ti fa pensare di meritare questa offerta più di altre persone presenti in questa Corte? E' forse perché hai fatto, a tuo piacimento, delle birichinate con le pastorelle? Non compiacerti nel magnificare te stesso, ma taci."

Poiché Sisuphala aveva superato ogni limite, Krishna prese il piatto su cui c'era l'offerta e lo lanciò verso Sisuphala, decapitandolo all'istante.
L'atto di Krishna fu apprezzato da tutti. Molta gente crede che Krishna abbia usato il suo Chakra (Disco) per uccidere Sisuphala, ma di fatto fu solo un piatto a decapitarlo. Quando il momento non è favorevole, anche un semplice bastone tenuto in mano può trasformarsi in un serpente. Al contrario, se è il momento giusto, anche se calpestaste un serpente, questo rimarrebbe innocuo come un bastone. Per poter avere sempre momenti favorevoli, dovete riempire il vostro cuore di sentimenti sacri.

La storia di Bharat è piena di molti esempi, che possono testimoniare questa verità. Una storia così sacra viene oggi dimenticata e la gente ricorre a mezzi ingiusti, dando il cattivo esempio. Imparate invece le sacre lezioni che la storia di Bharat insegna.
Coltivate sentimenti sacri, ascoltate solo storie sacre. Fate in modo che la vostra lingua pronunci solo parole sacre e che le vostre mani compiano azioni meritorie. Sapete perché Dio vi ha dato le mani? E' solo per alimentare il vostro stomaco? No, devono essere usate per rendere servizio alla società. Sapete perché Dio ha creato i vostri piedi? Non certo per girovagare per le strade come vagabondi, ma lo ha fatto affinché visitiate luoghi sacri.

I cattivi effetti dell'epoca di Kali non possono scuotere colui, il cui cuore è colmo di compassione, le cui parole sono pregne di Verità, ed il cui corpo è usato per il servizio agli altri.
(Versi Sanskriti)

Oggi la gente è sempre pronta ad ascoltare vacui pettegolezzi, ma quando vengono narrate le storie sacre del Signore le orecchie si otturano.
La gente non si stanca mai di andare al cinema, ma gli occhi hanno difficoltà a concentrarsi, anche solo per un minuto, sulle belle forme del Signore (Canto Telugu)

La gente guarda e osserva tutto con gli occhi ben spalancati, ma quando visita un tempio, chiude gli occhi davanti alla meravigliosa immagine del Signore. Che ironia è mai questa!! I sensi possono condurvi o verso il peccato o verso il merito. E' vostro compito portarli sulla strada giusta e ottenere così i meriti. Allora Dio esaudirà ogni vostro desiderio e voi non dovrete più chiederGli nulla.

Non chiedere, mente, non chiedere. Più chiedi e più sarai negletta..
Dio certamente ti concederà ciò che meriti, senza bisogno che tu lo chieda.
Non ha forse esaudito il desiderio di Sabari che pure non aveva chiesto nulla?
Non ha forse salvato l'uccello Jatayu, che non aveva mai chiesto nulla e aveva sacrificato la vita per la Sua causa?
(Versi Telugu)

Quindi come prima cosa, rendete puro il vostro cuore. Solo la purezza attrae la Divinità. Se la limatura di ferro è arrugginita, anche la calamita più potente non riuscirà ad attrarla. La limatura potrà anche biasimare la calamita dicendo che non ha sufficiente potenza, ma la calamita risponderà:
"Tu puoi pensarla come ti pare, la cosa non mi turba assolutamente.
Liberati piuttosto della ruggine e diventa pura. Solo allora io ti attrarrò."

Con perfetta analogia, come potete aspettarvi che Dio attragga la vostra mente, se questa è piena di cattivi pensieri? Vedete solo ciò che è bene, ascoltate solo cose buone, parlate bene e con parole amabili, intraprendete attività sacre. Se agite in questo modo, senza che lo chiediate, Dio certamente vi concederà la Sua Grazia.

Ieri pomeriggio alle 18, è stato un momento particolarmente propizio, durante il quale è avvenuta la 'emissione' del Lingam. Perché Sivarathri è considerato un giorno particolarmente propizio? La ragione è questa: la Luna ha 16 aspetti (Kalas) e così pure la mente. Il giorno di Sivarathri 15 di questi aspetti si sono già assorbiti e ne resta solo uno. Quando anche il 16.mo aspetto viene assorbito, si può raggiungere l'Unione con la Divinità.
Questa totale fusione può avvenire solo se si canta il nome Divino continuamente e con tutto il cuore.

Tra tutti i sensi la lingua è molto importante.

O lingua,tu che conosci il gusto, sei molto sacra.
Pronuncia la verità nel modo più amabile.
Canta il nome Divino di Govinda, Madhava e Damodhara continuamente.
Questo è il tuo principale dovere.
(Versi Sanskriti)

La Lingua sa sacrificarsi. Quando gusta dolci prelibati, li manda allo stomaco, ma se sente sapori amari, li sputa. Nessuna meraviglia quindi che la lingua sappia sempre comportarsi nel migliore dei modi. Non esce dalla sua casa (la bocca) in nessuna circostanza e fa tutto il suo lavoro senza mai superare i suoi limiti. Mentre gli altri sensi fanno solo un lavoro, la lingua ha la capacità di farne due: gustare e parlare. Per questo si deve esercitare il controllo della lingua per evitare attività peccaminose come il parlare male degli altri. Nei momenti di rabbia, osservate il silenzio. I nostri vecchi insegnavano: "Parla di meno e lavora di più. Meno si parla e più il cuore resta puro".

La contemplazione di Dio è il solo mezzo per mantenere puri i sensi. La gente di oggi non ha invece alcun controllo dei sensi. Perfino gli animali hanno sempre una ragione ed una stagione per il loro comportamento, ma non l'uomo moderno. Egli deve affrontare difficoltà inimmaginabili perchè non sa mantenere il controllo dei propri sensi. Tutte le pratiche spirituali hanno come scopo questo controllo.

Mangiate solo ciò di cui avete bisogno senza sovraccaricare il vostro stomaco. Dividete il vostro stomaco in tre parti. La prima riempitela di cibo, la seconda di acqua e la terza lasciatela vuota. Oggi invece la maggior parte delle persone sovraccarica talmente il proprio stomaco da non riuscire nemmeno ad alzarsi dopo il pasto. Queste persone sono destinate quanto meno a soffrire di indigestione.

Bisogna porre un limite a ciò che si mangia, ma non è necessario che poniate alcun limite al vostro Amore che dovrebbe avere piena libertà.
Amate tutti perché l'Amore trascende i sensi. "Tutti sono miei. Il principio vitale che esiste in me, esiste in tutti." Con questi sentimenti di Unità, condividete il vostro Amore con gli altri. Solo l'Amore può conferire la pace che tutti desiderano.
Le vostre tendenze innate (Vasanas) dipendono dai sentimenti che coltivate nel cuore.

Eccovi un piccolo esempio. Un pezzo di carta di per se stesso non ha alcun odore, ma se viene usato per avvolgere polpette o pesci secchi o fiori di gelsomino, assume l'odore di quanto vi è avvolto, buono o cattivo che sia.
Il vostro cuore può essere paragonato a quel pezzo di carta. Se vi vengono "avvolti" buoni sentimenti, sicuramente svilupperete buone tendenze.

Vedete il bene, ascoltate il bene, parlate del bene e fate il bene.
Allora i malefici effetti del Kali Yuga non avranno alcun potere su di voi. Non permettete agli effetti del Kali Yuga di sovrastare la vostra vera natura.

 


La pratica del Dharma è oggi in rapido declino e, di conseguenza, anche il livello dell'acqua sulla terra sta scendendo. L'Umanità è diventata una merce scarsa. Non c'è più purezza nella società, né moralità in politica.
E' solo la Moralità che può sostenere la razza Umana.

Incarnazioni di Amore!
Quando cantate i Bhajans, state attenti che le parole pronunciate non trasmettano significati negativi. Eccovi un esempio. I nostri ragazzi cantano Bhajan in Hindi, nei quali usano spesso la parola 'Thu' dandogli il significato di 'TU'.

Essi cantano 'Thu Rama' Thu Krishna' ' Thu Sai' (Tu sei Rama, tu sei Krishna , tu sei Sai). Ma in Telugu, la lettera 'Thu' ha un significato sprezzante. Dovete usare 'Thu Hai' invece del solo 'Thu'. I Bhajans che cantate devono contenere solo significati sacri. Non dovete lasciare spazio a parole poco rispettose.

Ieri Raju ha parlato di Pothana, un grande poeta devoto di Rama. Questi era una persona con il cuore puro che compose la Bhagavatha in Telugu.
Egli era pienamente convinto che fosse Rama stesso a scrivere la Bhagavata attraverso di lui. Il suo nome Pothana ha un profondo significato interiore. 'Po' significa 'portare fuori ' e 'Thana' da l'idea del 'Suo'. Quindi egli aveva eliminato il senso del 'mio' e per questo divenne un grande devoto.
Srinatha, il famoso poeta della corte reale, aveva concesso sua figlia in sposa al figlio di Pothana. La famiglia di Pothana si guadagnava da vivere per mezzo dell' agricoltura. Una volta Srinatha venne a fare loro visita in portantina. Lungo la strada, vide il figlio di Pothana intento ad arare i campi. Con tono sarcastico gli chiese: "O contadino, come stai?"
Il figlio di Pothana non si urtò per questo sarcasmo, ma rispose in modo amabile: "Signore, è molto meglio rifugiarsi nella madre terra (Bhumatha) e nella mucca quale madre (Gomatha), conducendo una vita dignitosa, piuttosto che cercare rifugio presso un re, ed essere suoi servitori."

A chi ripone la propria fiducia nella madre terra e nella mucca non mancherà mai nulla nella vita. Fin dai tempi più antichi, gli abitanti di Bharat consideravano la Madre terra e la madre mucca come le fondamenta della loro vita. Ma oggi vediamo che molta gente abbandona l'agricoltura e migra nelle città in cerca di denaro. Essi guardano di continuo la televisione e desiderano una vita piena di lusso. Poiché sempre più gente abbandona l'agricoltura e si allontana dai villaggi, si verifica scarsità di cibo.
Avendo abbandonato la agricoltura come potete aspettarvi che la Madre terra vi nutra?

I villaggi sono il respiro vitale della cultura Indiana. Ancora oggi la cultura Indiana può essere trovata solo nei villaggi e non nelle città.
Solo la gente che vive nei villaggi è consapevole della grandezza della cultura Indiana. Poiché la gente ha perso ogni rispetto e riverenza per la Madre terra, si verificano terremoti e altre calamità naturali che determinano distruzioni indicibili.

Nella Bhagavatha c'è una storia che riguarda Vishnu e sua moglie Lakshmi impegnati in una partita a scacchi. Generalmente le donne sono più intelligenti degli uomini. Sebbene gli uomini siano dotati di un elevato livello di intelligenza, non riescono mai a farne pieno uso, perché le loro menti vacillano sempre.

Lakshmi, che era una donna molto intelligente, fu capace di bloccare la mossa dell'elefante di Vishnu. Improvvisamente Vishnu si alzò in piedi e disse: "O elefante, non preoccuparti, io verrò a salvarti." Lakshmi immediatamente disse che la cosa era impossibile pensando che Vishnu si riferisse all'elefante della partita. Ma in realtà la mente di Vishnu era focalizzata su Gajendra (re degli elefanti) che si era arreso completamente a Lui quando i suoi disperati tentativi di liberarsi dalla presa del coccodrillo, erano risultati vani.

Gajendra, essendo fortemente egoista, aveva completa fiducia nella sua forza fisica, ma quando cominciò a stancarsi si rese conto che solo Dio avrebbe potuto salvarlo. Egli gridò "O Signore. Io non ho altro rifugio che Te, mi abbandono completamente a Te. Ti prego perdona i miei peccati e vieni a salvarmi." Essendo Vishnu compassionevole, accorse immediatamente e salvò Gajendra. (A questo punto Swami ha recitato dei bellissimi versi composti da Pothana, che descrivono la condizione di Lakshmi quando si rese conto che suo marito Vishnu stava correndo a salvare un suo devoto senza dirle nulla e senza prendere con sé alcuna arma.)

Tutte le opere di Pothana sono colme di parole sacre. Egli compose la Bhagavata con il solo scopo di descrivere le glorie del Signore, non per mostrare le sue abilità poetiche. Diversamente da tanti poeti, egli non fu mai alla ricerca di fama. Le parole di Pothana contengono l'essenza dei Veda. Il sentiero mostrato da Pothana è la via reale verso la liberazione.

Bhagavan ha concluso il Suo discorso con i Bhajans: "Hari Bhajana Bina Sukha Santi Nahi...." e " Subramanyam, Subramanyam..."

Prashanti Nilayam, 22 febbraio 2001
II° Messaggio di Shivarathri

 

 

DISCORSO DIVINO

Realizzate il potere magnetico dentro di voi

13 marzo 2002

"Vicino alle fresche acque del Gange, alla luce della luna crescente, con i capelli arruffati dal vento, con l'occhio spirituale che gli risplendeva in mezzo alla fronte, il collo di porpora che luccicava come una mora, indossando serpenti a mo' di bracciali e di cintura, tutto il corpo cosparso di Vibhuti, la fronte adornata con un punto di kum-kum, le labbra rese color ocra dal succo di betel, con gli orecchini d'oro e diamanti che ciondolavano dalle Sue orecchie e la carnagione scura del suo corpo che brillava al chiaro di luna, apparve il Signore di Kalasa in persona".
(Poesia)


Incarnazioni dell'Amore!

Tutta la terra è permeata di energia magnetica. Tutti gli esseri viventi e gli oggetti che sono presenti su questa terra sono dotati di potere magnetico. I fiumi che scorrono, il vento che soffia, i fiori che sbocciano... tutti sono dotati di potere magnetico. I fiumi scorrono sulla terra per via del loro potere magnetico. Il potere magnetico è omnipervasivo.


La gente che ha devozione e fede (Bhakti e Prapatti) visita i templi, che hanno anch'essi potere magnetico. Anche i fiori ed i frutti, che la gente offre con devozione nei templi, hanno potere magnetico. Quando migliaia di devoti si riuniscono qui, il nostro Mandir è soffuso di energia magnetica. Il potere magnetico omnipervasivo risplende con rinnovata forza in questo Mandir. Questa energia magnetica non fa che crescere, per via del continuo fluire dei devoti.


Persino un chiodo di ferro si trasfoma in una calamita a causa della sua associazione con la calamita stessa. Allo stesso modo, la gente che viene in visita al Mandir ne esce caricata di potere magnetico. Ogni individuo è carico di potere magnetico dalla cima della testa alla punta dei piedi. Ma l'uomo non si rende conto del suo potenziale innato e si reca in visita ai templi, per riceverne benedizioni e Grazia. Non si acquisisce nessuna energia spirituale extra dai templi. Ciò che si prende è solo il riflesso della propria energia magnetica. La gente visita molti centri di pellegrinaggio come Tirupati, Haridwar, Rishikesh, etc. L'energia che è presente in questi centri di pellegrinaggio è solo dovuta all' energia di devozione e di fede che i pellegrini portano nei loro cuori.

Dio è l'incarnazione di tutte le forme di opulenza, e così lo è pure l'uomo. Ricchezza (Sampada), autorità e controllo (Aiswarya), fama (Yashas), energia (Shakti), saggezza (Jnana) e beatitudine (Ananda) - sono tutti doni di Dio. Essi sono latenti in ogni uomo, ma egli non è capace di farne un uso appropriato. La Divinità risplende nell'uomo quando egli fa un uso appropriato di queste sei forme di ricchezza (Shadaiswaryas). Questo è lo splendore Divino sul volto di ogni essere umano.

Come è stato citato da Venkataraman, ogni uomo è una combinazione di materializzazione, vibrazione e radiazione. Il corpo umano con i suoi arti ed i suoi muscoli è conosciuto come "materializzazione". La forza vitale (Prana Shakti) è conosciuta come vibrazione. Le due sono coordinate dal potere atmico conosciuto come "radiazione". Tutti i poteri divini sono latenti nell'uomo. Ma l'uomo non vi dirige la propria attenzione, identificandosi invece col proprio corpo, mentre in realtà egli non è il corpo. Altrimenti, perché direbbe "questo è il mio corpo"? Se dite "questo è il mio corpo", significa che siete diversi da esso. L'uomo ha l'illusione di pensare di essere il corpo. Perde il suo splendore Divino a causa della sua falsa identificazione.

La vibrazione simboleggia il processo respiratorio. Talvolta la gente dice: "il mio respiro non è come dovrebbe essere". Ciò significa che voi non siete il vostro respiro. "Colui che vede con i propri occhi senza riconoscere la realtà è un folle" (Pashyannapicha Na Pashyati Moodho). L'uomo è immerso nell'ignoranza e si identifica con qualcosa che è totalmente differente da lui.

La radiazione è divina: essa è la natura dell'uomo. Questo è il potere magnetico che è latente in ogni uomo.È lo stesso potere magnetico che è presente nei templi e che attrae tutti. Il magnetismo è la natura di tutti i templi.

L'oro si trova in ogni uomo. Anche il ferro e vari altri metalli sono presenti in lui. I Veda dichiarano: "Dio pervade l'uomo in forma di essenza" (Raso Vai Saha). Qual è il significato di "Lingodbhava"? Dio è conosciuto come "Hiranyagarbha" (Colui che ha il grembo d'oro). L'essenza (Rasa) d'oro presente nel Suo grembo viene sottoposta a un processo di vigorosa zangolatura ed assume la forma del Lingam. "Lingam" significa "simbolo" o "segno" (Baba mostra il Lingam d'oro che ha creato all'inizio del Discorso). Come vedete, Esso non ha segni distintivi, come occhi, viso, etc. Non ha occhi, né piedi, né testa. Può essere messo in qualsiasi posizione. Simboleggia la Divinità senza forma.
È la base di tutto (Leeyathe Gamyathe Ithi Lingaha). L'essenza d'oro, dopo aver assunto la forma del Lingam, emerge all'esterno. C'è bisogno del fuoco per fondere l'oro; il fuoco interno fonde l'oro e lo plasma a forma di Lingam. Di qui la difficoltà al momento della sua fuoriuscita. Deve assumere la forma del Lingam ed uscire. Pensate che Baba soffra molto (Bhada) al momento dell' emissione del Lingam (Lingobhava). Non si tratta veramente di sofferenza (Bhada), bensì di un insegnamento (Bodha). Non è forse naturale per una madre soffrire dei dolori del parto per mettere al mondo un bambino? Forse che una qualsiasi madre maledirà il suo bambino perché deve soffrire per la sua nascita? Invece pregherà sempre per il benessere di suo figlio. Allo stesso modo Swami non sente alcun dolore al momento della fuoriuscita del Lingam. Non la considero una sofferenza (Bhada). Sono felice di impartire un significativo insegnamento (Bodha) a così tanti di voi. Dio non ha mai nessuna sofferenza, nessuna preoccupazione e nessuna difficoltà. A voi sembra che Swami sia sottoposto ad un grande dolore e ad una profonda sofferenza.

Per facilitare la formazione di questi Lingam, il Mio corpo è diventato una calamita. È per questo che mi era molto difficile camminare negli ultimi due o tre giorni, perché i piedi mi si attaccavano al terreno a causa dell'attrazione magnetica.
Allo stesso modo, qualsiasi oggetto toccassi Mi si attaccava alle mani. Non era un problema per Me. Era solo naturale, perchè tutto i Mio corpo era diventato magnetico. Non tutti possono sperimentare un simile potere di attrazione. È solo nella Divinità che potete trovare una forza magnetica così potente. Queste cose non possono essere rivelate a tutti. Ogni uomo ha un magnete Divino di questo tipo in lui. Ma ha anche delle limitazioni. La Divinità non ha alcuna limitazione. Sebbene la Divinità trascenda tutti i limiti, voi cercate di imporle certi limiti.

Il potere magnetico è presente ovunque. L'aria, l'acqua, il cibo, il suono, tutto è soffuso di potere magnetico. Se faceste un' indagine profonda verreste a conoscenza del fatto che il potere magnetico non ha limiti.
Tutto l'universo è sotto il controllo di Dio (Daivadheenam Jagatsarvam). La Verità è l' essenza di Dio (Sathyadheenamtu Daivatam). Tutto è contenuto nel principio della Verità. Se tenete alta la Verità, tutti i poteri Divini si manifesteranno in voi. La Verità è controllata dalla virtù delle grandi Anime (Tatsathyam Utthamadheenam). Chi è una grande Anima? È un' anima di pace, Amore e compassione.

Le grandi Anime sono in verità il Divino Supremo. (Utthamo Paradevata).

L'uomo fa pellegrinaggi alla ricerca di Dio, perché ignora il Suo divino potere. Chi riconosce il potere divino latente non necessita di pratiche spirituali. Una signora russa di nome Brigitte era piena di potere magnetico. Ogniqualvolta camminava per la strada, la limatura di ferro veniva attratta da lei. Non poteva entrare in alcun negozio perché attirava gli oggetti. Non basta avere il potere magnetico, si deve anche essere capace di tenerlo sotto controllo. Lei non aveva sotto controllo il suo potere magnetico. Non poteva neppure mangiare. In conseguenza a ciò dopo qualche giorno morì. Sebbene avesse il potere magnetico divino, è morta prematuramente perché non lo sapeva controllare. Chi non ha il controllo del veicolo che guida è sicuro di commettere un incidente. Il nostro corpo può essere paragonato ad una macchina magnetica. Gli occhi sono i fari, la bocca è il clacson, la mente è il volante e lo stomaco è il serbatoio della benzina. I quattro fini dell' esistenza umana - la rettitudine (Dharma), il benessere (Artha), il desiderio della liberazione (Kama) e la liberazione (Moksha) - sono le quattro gomme. Dovete riempire queste quattro gomme con l'aria della fede. La pressione dell'aria delle gomme anteriori dev'essere diversa da quelle posteriori. La benzina (il cibo) con cui riempite il serbatoio (lo stomaco) dev'essere sacro e puro. Se la benzina è impura ci sarà un blocco. È pertanto fondamentale che il cibo sia Sattvico. L'acqua che beviamo dev'essere anch' essa pura e non inquinata. Solo a questo modo l' "auto" sarà in buone condizioni e ci porterà a destinazione. La vita dell'uomo può essere redenta solo se si capisce il principio di questo corpo.

"Nascere è una preoccupazione. Trovarsi sulla Terra è una preoccupazione. La vita del mondo è una preoccupazione. La morte è una preoccupazione. La gioventù è una preoccupazione. La vecchiaia è una preoccupazione. Vivere è una preoccupazione. Le calamità sono una preoccupazione. Tutte le azioni sono una preoccupazione. Le difficoltà causano preoccupazione. Persino la felicità è una misteriosa preoccupazione.
(Poesia Telugu)

La felicità o la preoccupazione si basano sui vostri sentimenti. Se considerate il corpo una causa di preoccupazione, esso lo sará. D'altra parte, se lo considerate sacro sarà una fonte di felicità per voi. Nella creazione di Dio non c'è niente di brutto. È tutto sacro e pieno di potere magnetico. Il corpo è come un tempio con potere magnetico. Tutte le azioni che intraprendete sono sacre. Se compite azioni ingiuste dovrete affrontarne le conseguenze. Le pratiche spirituali come la ripetizione del Nome (Japa) e la meditazione (Dhyana) conferiscono soltanto soddisfazione mentale. Non possono rivelare il potere magnetico.

Ci sono nove sentieri di devozione. Essi sono:

l'ascolto (Sravanam), il canto (Kirtanam), la contemplazione di Vishnu (Vishnusmaranam), il servizio ai Suoi piedi di loto (Padasevanam), la salutazione (Vandanam), l'adorazione (Archanam), la soggezione (Dasyam), l'amicizia (Sneham) e la resa totale (Atmanivedanam). La resa totale viene solo dopo l'amicizia. Dovete pertanto cercare di coltivare l'amicizia di Dio. Senza amicizia non potete raggiungere lo stato di resa totale. E finché non raggiungete la resa totale non potete capire il principio divino omnipervasivo del potere magnetico. Qualsiasi cosa facciate, il potere magnetico ne è la base,

I templi non sono altro che centri di potere magnetico (Ayaskantha Mandiras). Qualsiasi energia percepiate in un tempio, essa è dovuta alla presenza del potere magnetico. Voi sentite una grande energia a Tirupati. Non è l'energia di Swami Venkateswara, la deità patrona del tempio. È l'energia della fede e della resa dei devoti. Per questo c'è un tremendo potere magnetico: quello che attrae il principio di Rama (Ramayathi Ithi Ramah). Dio ha il potere di attrazione. Prendete come esempio qualsiasi tempio: quella che percepite è solo l'energia magnetica. Quella è l'energia della Divinità.
Si può percepire solo nei templi e da nessun altra parte. Per quale motivo? Le deità installate nei templi, l' acqua usata per Abhishekam, i fiori ed il riso giallo usati per l'adorazione: tutti sono carichi di energia magnetica. Ecco perché la gente è attratta dai templi.

Anche il nostro corpo è un tempio con energia magnetica. Perciò dobbiamo utilizzarlo per scopi sacri. Se lasciate spazio ai tratti malvagi, come la rabbia, la gelosia e l'odio, sciupate gran parte della vostra energia magnetica. Il senso dell'olfatto, del tatto, del gusto etc., non sono altro che effetti dell'energia magnetica. Un programma che viene trasmesso a Dehli o a Madras alla radio può essere sentito anche qui da noi, nello stesso istante. Chi è responsabile di questo? Il potere magnetico trasporta le onde sonore. Nessuno scienziato o ingegnere è in grado di capirlo. Uno scienziato può forse spiegarvi il processo della digestione e della circolazione del sangue? No. In ogni essere il cuore batte per un particolare numero di volte. Quale scienziato può spiegarvi perché? Tutto questo è ordinato da Dio. I medici sono orgogliosi delle loro acquisizioni. Ma in realtà nessuno può ottenere niente senza la volontà divina. Sanno che un cuore batte, ma non sanno perché lo fa e chi lo fa funzionare. Non è per qualche sforzo umano, ma per volontà Divina che il corpo funziona. L'uomo non riesce a capirlo a causa del suo ego e del suo convincimento di essere l'agente.

Nessun dubbio sul fatto che lo sforzo umano è richiesto, ma niente può essere ottenuto senza la Grazia Divina. Eccovi un esempio. Dio ha creato il riso. Ma non potete mangiarlo così com'è. Dovete rimuovere la pula e cuocerlo. Questo processo si chiama Samskara e richiede lo sforzo umano. Ma la creazione è nelle mani di Dio. Tutti devono avere una fede ferma in Dio. Gli ignoranti non credono nell'esistenza di Dio. Ma persino essi ammettono che ci dev'essere qualche forza trascendentale dietro il creato. Quella forza è Dio, senza il Quale l'uomo non può esistere.

Come ho detto prima, l'uomo è una combinazione di materializzazione, vibrazione e radiazione. Con l'aiuto della radiazione (Atma) e della vibrazione (forza vitale) l'uomo vive, usando la materializzazione (corpo) come uno strumento. Il corpo è la base per il compimento delle azioni e simboleggia il Karma Yoga. La vibrazione aiuta l'uomo a pensare. La radiazione è responsabile del funzionamento della vibrazione e della materializzazione. Questo è ciò a cui ci si riferisce nei Veda: "Brahman è la Suprema Coscienza"
(Prajnanam Brahma). Questa non è solo consapevolezza, bensì Consapevolezza Costante Integrata. Esiste ovunque e tutto il tempo, non fa distinzione fra notte e giorno, trascende i tre stati di veglia (Jagrat), sogno (Swapna) e sonno profondo (Sushupti). È una e la stessa in tutti e tre i periodi di tempo. La Verità è una, ma gli studiosi si riferiscono ad essa chiamandola con molti nomi (Ekam Sath Viprah Bahudha Vadanti). Questa è la forza di attrazione magnetica, l'energia magnetica. Può assumere qualsiasi forma, come Rama, Krishna, Eswara etc., seguendo le preferenze dei devoti. Tutti questi nomi e queste forme sono solo vostra immaginazione, in realtà Dio non ha né nome né forma. Prendete ad esempio l'acqua. Non ha una forma specifica, ma assume la forma del recipiente in cui viene versata. Alllo stesso modo, l'aria è senza forma, ma assume la forma di un pallone quando esso viene gonfiato con essa. I nomi e le forme sono vostre creazioni e sono destinate a scomparire un giorno o l'altro. Perciò, attenetevi al principio fondamentale della Divinità.

Incarnazioni dell'Amore!

Potete dimenticare tutto ma non Dio. Dimenticare Dio significa dimenticare voi stessi. In tempi remoti la gente viveva 110 o 120 anni perché conduceva una vita nel costante pensiero di Dio. Non si ammalavano mai. Mangiavano cibo semplice. Non conoscevano le vitamine e le proteine. Non prendevano mai pillole di vitamina A, Vitamina B, Vitamina C etc. Avevano tutte le vitamine e le proteine necessarie perché offrivano il cibo a Dio. Potete ottenere tutto nella vita se rafforzate la vostra fede in Dio. Infatti diventerete Dio stesso. Non siete diversi da Dio. Attenetevi a questa verità ed ottenete lo stato di unità. (Swami mostra il Lingam d'oro ai devoti) "Come potete vedere, questo Lingam è piuttosto grande. Questo ha un significato. Pesa cinque Tula. In ogni essere umano c'è essenza d'oro nella quantità di cinque Tula, conosciuta come Hiranyagarbha. Sapete senz'altro che ci sono delle medicine che contengono oro. L'oro rappresenta l'energia nell'uomo ed è la causa della sua radianza. Tutto l'oro contenuto in ogni corpo ha questa dimensione e niente più. È questa essenza d'oro che fa che gli occhi vedano, che le orecchie odano, etc.)

Abbiamo migliaia di papille gustative sulla lingua e centinaia di migliaia di raggi di luce negli occhi. Gli occhi, la lingua e gli altri organi di senso derivano la loro forza dal potere magnetico presente all' interno. L'essenza d'oro pervade l'intero corpo come uno scudo protettivo. C'è un sottile strato di pelle bianca subito sotto la pelle normale che agisce da strato protettivo per il sangue. Si sanguinerà solo se anche la pelle bianca sarà stata intaccata. Dio ha messo la pelle bianca sotto la pelle normale a scopi protettivi. Tutto ciò che Dio fa è per il bene di tutti. Questo è il significato della preghiera "Loka Samastha Sukhino Bhavantu" (Che tutti gli esseri di tutti i mondi possano essere felici!). La Bhagavata (Sacre Scritture) dice: "Le storie del Signore sono le più meravigliose e sacre dei tre mondi. Sono come falci che tagliano gli avvinghiati rampicanti dei legami mondani". (Poesia Telugu). Le Gopi avevano una fede incrollabile nel Signore Krishna e poterono così redimere le proprie vite. La fede è la forza magnetica che attrae la Divinità. Sebbene la loro suocera le maltrattasse e i mariti fossero sempre arrabbiati con loro, le Gopi non si rivoltarono mai. Non erano né arrabbiate né impaurite. La dolce forma di Krishna era impressa nei loro cuori come una foto stampata su carta. Possono la foto e la carta venir separate? No. Allo stesso modo Krishna era fermamente installato nei cuori delle Gopi. Una fede ed una devozione così ferme sono il risultato di meriti accumulati in molte nascite. Per ottenere Dio, si deve avere amore e compassione. Il gusto dell' Amore è al di là di ogni descrizione. È altamente sacro e fa dimenticare se stessi nell'estasi. Il saggio Narada ha descritto l'Amore a questo modo:

"Quando Lo avete ottenuto avete totale soddisfazione, appagamento, estasi e beatitudine".

(Yallabdhwa Puman Ichcharamo Bhavathi Trupto Bhavathi
Matto Bhavathi Atmaramo Bhavathi )

Quando recitate il Nome Divino con amore, dimenticate voi stessi. L'uomo ottiene l'appagamento solo quando diviene un recipiente per l'Amore Divino. Per ottenere l'Amore Divino, sviluppate l'Amore in voi sempre di più. Quando avrete l'energia magnetica dell'Amore in voi, qualsiasi cosa studiate si imprimerà nel vostrocuore. Se non avete energia magnetica non avrete mai successo nelle vostre imprese, per quanto possiate cercare di farcela. Potete studiare giorno e notte, ma senza risultato. Ogni volta che cercherete di studiare, verrete sopraffatti dalla dea del sonno (Nidra Devi). Kumbhakarna (tratti tamasici e letargici; n.d.t.) vi metterà a dormire. D'altra parte, se sviluppate il potere magnetico in voi, non vi sentirete mai stanchi mentre studiate. Kumbhakarna non oserà neppure guardarvi.

Gli studenti oggi sprecano un sacco di tempo. Cercano di studiare solo prima degli esami. "O uomo! Non ti sentire orgoglioso della tua istruzione. Se non offri le tue salutazioni a Dio e non pensi a Lui con devozione, tutta la tua educazione sarà inutile".

Pensate a Dio almeno una volta al giorno. Non date retta a ciò che dicono gli altri. Qualcuno può venire da voi e dirvi che Dio non esiste. Subito dovete chiedere: "Quale Dio? Il mio o il tuo? Il tuo Dio può non esistere per te, ma chi sei tu per negare l'esistenza del mio Dio?". Con questa ferma convinzione dovete argomentare con costoro. Sfortunatamente oggi la gente è diventata cieca perché ha perso gli occhi della fede. Sviluppate la fede e santificate le vostre vite. Solo la fede può proteggervi ad ogni istante e in ogni circostanza. Non lasciate spazio ai sentimenti cattivi e malevoli. Non fate del male agli altri. Non criticate gli altri. Se fate soffrire il vostro prossimo, voi soffrirete molto di più. Non solo voi, ma anche la vostra famiglia dovrà affrontarne le conseguenze. Non dimenticatevi mai di questa verità. Dio concederà il benessere a voi e alla vostra famiglia solo quando aspirerete al benessere del vostro prossimo. Sviluppate buoni sentimenti, pensate a Dio e utilizzate appropriatamente il vostro tempo.

Bhagavan conclude il Suo Discorso con il Bhajan "Prema Mudhita Manase Kaho Š"

(Testo del Discorso Divino di Bhagawan Sri Sathya Sai Baba del 13 Marzo 2002 durante le celebrazioni del Festival di Mahasivarathri, nella Sai Kulwant Hall a Prasanthi Nilayam)

 

 

 

DISCORSO DIVINO

Fate sì che alla base di tutto ci sia l'unità

2 marzo 2003

'Non esiste nessuno che sappia tutto
Ma non ci sono teste vuote
Qualcuno è consapevole di qualcosa
C'è soltanto Lui: l'onnisciente Sambashiva'
(Poesia Telugu)

Incarnazioni dell'Amore!

Il messaggio di Shivarathri [la sacra notte di Shiva], consiste nella diffusione fra tutte le genti degli ideali e della santità di questa festa di grande auspicio. Il principio dell'Unità va lentamente declinando fra la gente in tutto il mondo.
Ci sono conflitti e discordie persino fra due fratelli di una stessa piccola famiglia.

Nella famiglia Divina del Signore Shiva, ci sono solo quattro membri:
Il Signore Ishwara, la Sua consorte Parvati e i due figli, Subramanya e Vinayaka. Questa è una famiglia ideale. Non ci sono differenze di opinione di alcun tipo né fra marito e moglie, né fra i due fratelli:
regnano un accordo ed un'armonia perfetti. La Madre Parvati ed il Signore Parameshwara hanno voluto rappresentare per il mondo intero la relazione ideale, assolutamente armoniosa, perfetta ed amorevole fra moglie e marito e fra fratelli. La famiglia è la più importante unità funzionale del mondo. Se la famiglia è sana, nel mondo tutto scorrerà liscio. Se l'unità fra i membri della famiglia soffre anche minimamente, tutto il mondo ne risentirà. Ogni famiglia deve pertanto sforzarsi di acquisire l'unità e di stabilire una relazione armoniosa
fra i suoi membri. Ogni famiglia si deve sforzare di emulare l'esempio della famiglia del Signore Shiva. Oggi, anche quando in famiglia ci sono solo due figli, fra questi non regna l'armonia. Lo stesso vale per il marito e la moglie. Non c'è paragone con la famiglia del Signore Shiva. I veicoli che usavano, le circostanze in cui essi funzionavano, le ricchezze che possedevano - sotto ogni aspetto i membri della famiglia Divina stabilirono un esempio per il mondo intero.
                     
Per esempio, il veicolo del Signore Shiva è Nandi, il toro. Il veicolo della Madre Parvati è un leone. Il veicolo del figlio minore, Subramanya, è un pavone, mentre quello del figlio maggiore, Vinayaka, è un topolino. Si muovono per il mondo su questi strani mezzi di trasporto che in natura sono antagonisti fra di loro, ma conducono una vita familiare perfetta ed armoniosa.

Non trovate una simile armonia fra le famiglie dei tempi odierni. Se la moglie del fratello più giovane indossa qualche nuovo gioiello, la moglie di quello più anziano diventa gelosa. Ed in svariate situazioni della vita di tutti i giorni, all'interno delle famiglie troverete i litigi, e non la pace e l'unità. Normalmente un leone ed un toro non sono buoni amici. Il leone guarda il toro come ad una
preda ed il toro teme il leone. Ma, nel caso del veicolo del Signore Shiva, fra il toro ed il veicolo della Madre Parvati, il leone, regnano una perfetta armonia e l'assenza di paura. Quand'è che abbiamo paura? Quando siamo ansiosi? Solo quando in noi c'è la colpa.
Se non c'è alcuna colpa, di nessun genere, allora non c'è spazio per la paura! Oggi l'uomo è esposto alla paura ed all' ansietà persino per le piccole cose, perché soffre di sensi di colpa. Questa colpa è responsabile della paura, dell'ansia, dell'inquietitudine, dell'odio e della rabbia. Perciò, se vogliamo vivere in pace ed armonia, dobbiamo rimuovere i sensi di colpa da dentro di noi.

Nell'uomo non c'è sofferenza. Egli è l'incarnazione della Beatitudine Divina. Nonostante ciò, egli soffre, per via dei suoi stessi tratti malvagi. La sofferenza non è discesa improvvisamente su di lui da chissà dove. La sofferenza è una reazione, un riflesso ed una risonanza delle qualità malvagie che si trovano in lui. Se qualcuno vi mette in ridicolo, dovete accettare che non è l'altra persona a ridicolizzarvi, ma sono i vostri stessi sentimenti malvagi che vi tornano indietro sotto forma di 'ridicolo'.

Il Signore Siva non ha gioielli speciali ad adornare il Suo corpo. I suoi soli ornamenti sono costituiti dai serpenti che porta attorno al collo, i riccioli arruffati, la luna crescente, la fresca acqua del Gange e la Vibhuti di cui cosparge il proprio corpo. Questa Forma Divina del Signore Shiva viene descritta meravigliosamente a questo modo:

'Guardate! Contemplate il Signore del picco di ghiaccio
La luna crescente è la Sua corona
Ha i riccioli arruffati e lucenti
Bagnato fradicio dal Gange
Venuto dal Paradiso
Sulla fronte ha l'occhio di fiamma
Pozione velenosa - veleno - Halahala
Ha un bel collo color porpora
Suoi unici ornamenti
I braccialetti vivi di serpenti
E la cintura di Cobra
Che sostiene la pelle d'elefante.

La Vibhuti perlacea cosparsa sul petto
Sulla fronte il punto accecante color vermiglio
Dietro l'occhio fiammeggiante
Le labbra rese rubizze dal betel appena masticato
I Suoi orecchini di oro puro ornati di diamanti
Danzano come stelle che brillano in cielo
La visione nega la forma
La meravigliosa persona del Signore
Irradia Divino splendore'

(Poesia Telugu)

Il Signore Shiva ha indossato questa forma Divina allo scopo di insegnare a tutti, e fra questi è inclusa la Sua consorte Parvati, una prospettiva di rinuncia. Un' altra Sua abitudine è quella di chiedere l'elemosina.

'Nella dimora celeste, Kailasa, un'opulenta forma si cimenta nel totale distacco, con in mano una ciotola per mendicare, in cerca di un' elemosina per procurarsi un pasto frugale'

Parvati comunque non sviluppò alcuna forma di avversione o di disgusto per il marito, il Signore Shiva, a causa del Suo aspetto e delle Sue abitudini. Non fuggì via da Lui dicendo: "Come posso avere una vita familiare con una persona simile?" Lo seguì invece fiduciosa, sottomettendosi ai Suoi desideri ed al Suo modo di essere felice. Vissero entrambi in pace ed armonia. E per quanto riguarda i loro figli: il veicolo del figlio minore Subramanya era un pavone,
che per natura è un nemico dei serpenti con cui il Padre si adornava il collo. I serpenti cominciano a sibilare alla vista di un pavone, perché si odiano. Il veicolo del figlio maggiore, il Signore Vinayaka, era un ratto, che è una preda naturale del serpente. Essi sono acerrimi nemici. Nonostante le loro nature così divergenti, tutti i membri della famiglia del Signore Shiva vissero felicemente e
in una pace perfetta. Ciascun membro nel compiere i propri doveri conferì felicità e gioia agli altri. Persino nella forma del Signore Shiva stesso ci sono apparenti contraddizioni. Egli ha sulla testa il Gange e la luna crescente nei riccioli arruffati. Questi sono segni di freddezza. Eppure, in contrasto con essi, Egli ha letteralmente il fuoco nel Suo terzo occhio sulla fronte. Quindi, ha l'acqua fredda sulla testa ed il fuoco sulla fronte. Queste due forze sono in
conflitto fra loro. Eppure Egli mantenne una perfetta armonia e stabilì un ideale per il mondo. Non c' era neppure l' ombra di una differenza di opinioni o di qualche nota discordante nella famiglia universale del Signore Shiva, che rappresenta la famiglia perfettamente ideale, che il mondo intero dovrebbe emulare.

In acuto contrasto con questa situazione, oggi fra le persone troviamo un odio amaro. L'odio governa tutti i campi del mondo.
Persino in una stessa famiglia c'è discordia fra marito e moglie, fra genitori e figli e fra fratelli. Il Signore Shiva e la Madre Parvati, con il loro esempio, esortano tutto il mondo a respingere l'odio e l'inimicizia. Ma chi ascolta i loro insegnamenti? Chi li mette in pratica? La gente ripete il Nome di Dio con grande devozione, ma non riesce ad emulare l'esempio che Egli fornisce. A che cosa serve adorare Dio, se non seguite i Suoi ideali? Come potete ottenere la
Grazia Divina, se andate contro gli insegnamenti di Dio? A causa del cibo assunto e delle [cattive] abitudini, nell'uomo si sviluppano molti sentimenti cattivi. Dovete cercare di controllarli. Non dovete permettere loro di manifestarsi sotto forma di odio per gli altri.

Non permettete mai che la gelosia cresca in voi. Ogni essere umano è afflitto dalla malattia della gelosia e dell'odio. Alla radice di tutte le qualità malvagie dell'uomo c'è la gelosia. La gelosia porta all'odio. La gelosia e l'odio possono distruggere completamente un essere umano. L'uomo può godere veramente di una grande felicità, se riesce a liberarsi della gelosia e dell'odio. Infatti, l'uomo stesso è l'incarnazione della Beatitudine, che è la sua natura innata. La
sofferenza non fa parte della sua natura. L'uomo è un' incarnazione dell'Amore, della Pace e della Beatitudine. Perché è afflitto dalla sofferenza? Poiché rifiuta con disprezzo il comando di Dio, questa è la reazione al suo ribellarsi alla volontà Divina. La reazione, il riflesso e la risonanza di questa calamità sono la causa basilare di tutte le sofferenze dell'essere umano.

Eccovi un piccolo esempio. Vedete una persona che si avvicina a voi e voi pensate che si tratti di un vostro nemico. Nel momento in cui questo sentimento di odio nasce in voi, dovete combatterlo. Dovete avvicinarvi a quella persona e salutarla: "Salve, fratello, come stai?". Quando esternate il vostro amore agli altri, gli altri ve lo daranno indietro. Invece, se appena vedete una persona vi
allontanate, essa farà la stessa cosa con voi. Come è l'azione, così sarà la reazione. Dobbiamo pertanto assicurarci che le nostre azioni siano buone. Non esistono persone cattive a questo mondo. Tutti sono buoni. Voi dite che tutti quelli che vi contrastano sono cattivi. Ma se voi non esternate delle cattive qualità, come può un altro comportarsi male? Ogni persona deve coltivare i buoni sentimenti ed un buon comportamento. Ci si deve comportare in modo tale da non andar contro i comandi Divini. Solo allora avrete pace e sicurezza
nella vita. Potete partecipare a innumerevoli bhajan, adorare Dio in svariati modi ed osservare molti voti religiosi, ma se nel vostro cuore non coltivate dei sentimenti sacri, a che cosa servirà? Si devono coltivare le qualità nobili di un cuore tenero. L'Amore e la compassione devono riflettersi nel cuore dell'uomo. Senza tali sentimenti, egli diventa in verità un demone. Ecco perché viene
definito 'Hridaya'. L'etimologia di questa parola è la seguente:
'hri' + 'daya' ='hridaya' (deposito di compassione). Fra tutti gli esseri viventi, l'essere umano è l'unico dotato della qualità di 'daya', che significa 'compassione'. Ecco perché viene definito:
'colui che ha "Hridaya" ': l' essere umano ideale è colui che ha un cuore compassionevole.

Incarnazioni dell'Amore!
Avete un cuore sacro e compassionevole. Perché allora affogate nella sofferenza? Si tratta del riflesso, della reazione e della risonanza dei vostri sentimenti interiori. Quando scorrete le pagine del giornale al mattino, trovate inquietitudine ovunque, leggete notizie di qualcuno che ha ucciso un altro, trovate odio, gelosia, rabbia, etc. Tutto questo vi crea intorno un'atmosfera inquinata ed infelice.
Quando vi alzate dal letto, appena svegli dopo una notte di buon sonno, la vostra mente dev'essere pacifica. Solo allora nella vostra vita non ci sarà motivo di inquietitudine. Sin dal mattino presto dovete condurre una vita pacifica e felice. Potete dovervi confrontare con sofferenze e difficoltà, ma sono solo nuvole di passaggio, che se ne vanno così come sono venute. Non devono riuscire a disturbarvi veramente. È solo quando le prendete sul serio e vi ci attaccate che soffrite. Se le ignorate, non vi daranno noia. Quando
ricevete una lettera, normalmente su di essa saranno scritti i nomi del mittente e del destinatario. Senza queste indicazioni, la lettera andrà a finire nel reparto della posta non recapitata. Sulla lettera devono essere specificati il mittente ed il destinatario. Dovete chiedere a voi stessi: "Da dove provengo?" In risposta a questa domanda dovete scoprire ed essere certi che la vostra fonte è Dio.
Dato che veramente provenite da Dio, i vostri sentimenti sono nobili.

Il vostro mittente è Dio, e la vostra destinazione è la natura umana.
Se vi ricorderete queste due verità, la vostra vita scorrerà liscia.
Essendo la Divinità la vostra origine, o 'mittente', dovete sempre obbedire al comando Divino. Fra tutti gli esseri viventi della creazione solo gli esseri umani hanno ricevuto questo privilegio.
Infatti questo è l'ideale che Dio vuole che l'uomo persegua. In India le idee nobili sono state tramandate di generazione in generazione.
Nonostante questi ideali ci siano stati messi innanzi, non riusciamo a vivere in pace, perché non li seguiamo.

Potete seguire una o tutte le forme dei devozione: l'ascolto (Sravanam), il canto (Kirtanam), la contemplazione di Vishnu (Vishnusmaranam), il servizio ai Suoi Piedi di Loto (Padasevanam), le salutazioni (Vandanam), l'adorazione (Archanam), la servitù (Dasyam), l'amicizia (Sneham) e la resa di se stessi (Atmanivedanam), ma la cosa più importante è il sentimento interiore, o motivazione, che risiede dietro tutte le forme di devozione (Bhakti). Il vostro
sentimento interiore dev'essere sempre puro. Di tutte le forme di devozione l'amicizia (Sneha) è la più importante. È solo quando coltivate l'amicizia con Dio che potete raggiungere l'ultimo stadio, che è la resa di se stessi a Dio (Atmanivedanam). Per raggiungere questo scopo dovete possedere un cuore puro, che a sua volta è basato sull'amore e sulla devozione. Dovete avere un amore puro e disinteressato per tutti. Questo amore non è una strada a senso
unico. Oggi siamo preparati a ricevere amore da tutti, ma esitiamo a condividere il nostro con gli altri. Dovrebbe essere invece un dare e avere: l'amore chiama l'amore. Dovete anche essere capaci di ricevere l'amore dagli altri. L'amore è un dono di Dio. Infatti, dovete innalzarvi ad un livello in cui siete pronti a ricevere con tutto il cuore qualsiasi cosa vi venga dato da Dio. A volte, Dio dà anche delle pillole amare, così come fanno i dottori. Questo però è per il
vostro miglior bene. Supponete di avere un'ulcera allo stomaco; il chirurgo ve lo apre con un coltello per rimuovere l'ulcera, vi taglia lo stomaco con un coltello: lo accusate per questo di odiarvi? No, no... Sapete che se egli vi opera, lo fa solo nel vostro interesse.

Allo stesso modo, Dio a volte vi mette davanti a delle difficoltà.
Anche questo è solo nel vostro interesse, È solo per il vostro bene.
Sia la felicità che la sofferenza sono entrambe doni di Dio. Sono la Sua Grazia Divina. Nessuno può comprendere i Suoi giochi (Lila) Divini.

Dovete sempre vivere nell'unità. L'unità deve essere la corrente sotterranea di tutte le attività che intraprendete. Tutti devono vivere in pace ed armonia. La scorsa mattina avete cantato i bhajan.
Quanto erano melodiosi e devozionali! Com'erano gioiosi! Erano tali perché tutti voi li avete cantati come se foste un' unica voce.
Particolarmente i tre ragazzi, Prasnath, il figlio di Kavi Kumar, e Ravi Kumar hanno cantato i bhajan con un'intonazione (sruthi), una modulazione (laya) ed un ritmo (thala) perfetti! Il ragazzo che ha suonato il flauto è stato loro di valido aiuto. Hanno comunicato al pubblico molta gioia. Dove potete trovare una simile gioia, una simile felicità? Al giorno d'oggi, sentite fare ogni sorta di rumori e chiasso, in nome di Shivarathri. In nessuna parte del mondo trovate
questa atmosfera Divina, carica di devozione: ogni attività intrapresa a Prasanthi Nilayam è Divina ed è in perfetta pace ed armonia. Tutto è pervaso di devozione ed Amore. Dio è Amore e l'Amore è Dio. Dio può essere raggiunto solo con l'Amore. Dovete vivere in perfetta armonia, ovunque vi troviate. Non lasciate mai spazio all'odio. Persino quando incontrate qualcuno che vi ostacola,
salutatelo con amore. Egli vi risponderà automaticamente con amore, perché il mondo intero si basa sulla reazione, sul riflesso e sulla risonanza. Supponete di avere una mente inquieta. Non lo è a causa di fattori esterni. Le vostre stesse manchevolezze e le vostre colpe vengono riflesse sotto forma di inquietitudine.

Se desiderate ottenere la felicità, vivete nella felicità. La famiglia universale del Signore Shiva, la Madre Parvati, Subramanya e Vinayaka, sono un perfetto esempio di questo principio. Coltivate il loro esempio. Adorateli. Ma attenti: potete adorare un'immagine come Dio, ma non Dio come un' immagine. Perciò adorate la famiglia di Ishwara seguendo il loro esempio. Il messaggio di questa santa notte di Shivarathri è quello di vivere in unità ed armonia con tutti.
Particolarmente, in una famiglia i fratelli non devono mai litigare; devono essere uniti, come i Pandava. È solo per quel loro essere uniti che i Pandava poterono ottenere la Grazia Divina del Signore Krishna. Con l'unione si può raggiungere qualsiasi cosa. Prendete come esempio le cinque dita di una mano. È solo quando le cinque dita lavorano insieme che possiamo assolvere qualsiasi compito. I Kaurava erano cento, ma non erano uniti per una buona causa. Alla fine, quale fu il loro destino? Lo stesso fu per Vali e Sugriva nel Ramayana, che
erano fratelli, e che a causa di alcune divergenze, svilupparono odio l'uno per l'altro. Alla fine Vali morì fra le braccia di Rama. La meta ultima di Shivarathri è quella di sviluppare l'unità nell'umanità, quali che siano gli ostacoli, le difficoltà e le provocazioni. Non dovete fare mai uso di parole aspre quando parlate con gli altri. Parlate sempre dolcemente e a voce bassa, con un cuore amorevole.

Cari studenti e devoti!
Siete convenuti qui con un cuore puro, in questo giorno di massimo auspicio: Shivarathri. Ovunque vi troviate, dovete sempre mantenere un cuore puro. Quando il cuore è puro e sacro, potete intraprendere attività sacre. Quando il contenitore è puro anche il contenuto sarà puro. Anche se il vaso è fatto d'oro, se c'è mescolato del veleno, il contenuto verrà avvelenato. Al contrario, se il contenitore è fatto di terra, l'oro che contiene resterà puro. Non è il contenitore, ma il materiale [di cui esso è fatto] che è importante. Dobbiamo
mantenere sempre il nostro cuore puro come l'oro e riempirlo di dolce amore. Voi siete studenti dell 'Istituto Scolastico Superiore Sathya Sai. State crescendo sotto la cura amorevole di Swami. Swami non si aspetta niente da voi. L'istruzione nelle scuole di Swami è totalmente gratuita. Di qualsiasi cosa abbiate bisogno, io ve la faccio avere gratis. C'è un altro posto al mondo dove potete trovare istituti scolastici di questo tipo? C'è gente che prenota il posto
nelle scuole per i figli prima ancora che questi siano nati. Pagano delle cifre astronomiche per farsi riservare i posti. Solo negli Istituti Sathya Sai non dovete prenotare in anticipo. Non ci sono anticipi a Prasanthi Nilayam. Ovunque andiate dovete vivere all'altezza dell'educazione ricevuta. Condividete con gli altri tutto ciò che avete imparato qui.

Incarnazioni dell'Amore!
L'Amore è la Mia sola Proprietà. Dovrebbe essere lo stesso per voi.
Io non voglio niente da nessuno. Vivete nell'Amore e condivideteLo con tutti. È solo quando conducete una vita piena d'amore che la vostra vita diventa pura e sacra. Ogni attività a Prasanthi Nilayam è pura e pacifica. Migliaia di persone si sono riunite qui in questa sacra occasione di Mahashivarathri. Avete sentito qualche rumore? No, neppure un bambino che piange. Nessuno che starnutisca, o tossisca.

Un atmosfera calma, serena, pacifica e Divina pervade questa sala. Se non riuscite a trovare la Pace qui, in quale altro luogo potete trovarla? Non parlate mai a nessuno con asprezza. Molti oggi si atteggiano a devoti, ma in realtà seguono il sentiero del male. Non c'è segno di devozione: il loro comportamento va contro ogni concetto di devozione. La dissonanza fra pensiero, parola ed azione è caratteristica di una persona dalla mente malvagia. Ecco perché viene
detto: 'Coloro i cui pensieri, le cui parole e le cui azioni non sono in accordo fra di loro sono malvagi' ('Manasyanyath, vachasyanyath, karmanyanyath, duratmanam'). Invece, dovete stare in compagnia dei veri devoti, che vivono mantenendo una perfetta coerenza fra pensiero, parola ed azione. La caratteristica più importante di un vero devoto è il suo comportamento. Se non ha queste caratteristiche, non è un devoto, ma un grande peccatore. Voi
studiate in questa grande scuola. Ovunque andiate, si deve potervi riconoscere per il modo in cui vi comportate. Ci sono molti ex-studenti di questo Istituto, che oggi vivono in America, in Giappone, in Germania etc., che vengono ancora riconosciuti come nostri studenti. Essi portano credito alle nostre Istituzioni Scolastiche. Non è necessario che diate niente a Sai. Dovete solo condurre una vita di carattere e comportarvi bene. Questa è l'unica cosa che voglio. Ma non solo gli studenti; anche i devoti devono comportarsi bene. Devono sentire che sono membri della famiglia universale del Signore Shiva. La Madre Parvati costituisce il corpo, mentre il Signore Shiva rappresenta il cuore. Quando il cuore ed il corpo si uniscono diventano una casa nella quale la natura umana va ad abitare. Questo è ciò che si chiama Prakriti, [o Natura; N.d.T].
Il corpo umano rappresenta Pravritti, [la manifestazione; N.d.T], mentre l'Atma che risiede nel corpo rappresenta Nivritti, [cioè la cessazione dell'impulso ad esistere come individualità; N.d.T].

L'Unità di Pravritti e Nivritti costituisce la natura umana.
Nonostante siano nati con questa sacra natura umana, gli esseri umani
dimenticano la loro Divinità innata.
Desidero infine consigliarvi di non permettere mai all'ego di dominare le vostre azioni. Ovunque ci sia ego, là risiede il pericolo. Perciò, liberatevi dell'ego e coltivate un amore puro e altruistico per tutti. Non c'è niente a questo mondo che non si possa acquisire tramite l' Amore.

Concludo qui questo Mio Discorso, con la benedizione che le Divine vibrazioni del Namasankirtan (recitazione e canto del Nome del Signore, N.d.T.) di oggi si diffondano nel mondo intero e conferiscano buone qualità, buone azioni e buon comportamento a tutti.

Bhagavan ha concluso il Suo Discorso con il bhajan 'Prema Mudita Manase Kaho...'


(Testo del Discorso Divino tenuto da Bhagavan Sri Sathya Sai Baba il 1 marzo 2003 - mattino - in occasione di MahaShivarathri; Prasanthi Nilayam, Sai Kulwant Hall)

                           

DISCORSO DIVINO

Il vero Satsang consiste nell'esperienza dell'unità

1 marzo 2003

'Oh, aspiranti spirituali! Sia che siate rinuncianti o capofamiglia, che siate attaccati al mondo o no, che compiate o non compiate azioni, quando realizzerete che lo stesso principio Atmico presente in voi è presente anche in tutti gli altri, allora sperimenterete e godrete la compagnia di Dio nei tre stati di esistenza'
(Verso Sanscrito)

I devoti devono riconoscere l¹unità del Principio Atmico, che esiste in tutti gli esseri. Frequentare le persone giuste ('satsang') è assolutamente essenziale al fine di capire l¹unità del Principio Atmico. 'Satsang' però non significa frequentare brava gente, altri devoti od aspiranti spirituali. 'Sat' è ciò che è immutabile nei tre periodi di tempo: è il Principio dell'Atma. Quando 'Sat' e 'Cit' si
mettono insieme, ciò che ne risulta è la Beatitudine ('Ananda').
Sat-Cit-Ananda è la forma vera e propria dell'Atma. Questo si riferisce alla Verità Trascendentale. Per capire questa Verità, devono essere praticati tre mantra: 'Bhadram Trunvantu', 'Bhadram Srunvantu' e 'Bhadram Kurvantu'.
Quando praticate questi tre principi non avete più bisogno di cercare Dio.
'Bhadram Trunvantu' significa: 'io non sono diverso da Dio'. Non esiste altra entità nel mondo, al di fuori dell'Atma. 'Bhadram Srunvantu' significa: 'Non ascolto nient'altro'. 'Bhadram Kurvantu' significa: 'Non ho bisogno di fare alcuna disciplina spirituale'. Se si riconosce l'unità del Principio Atmico, che bisogno c'è di una disciplina spirituale? Ogni suono che si sente è una risonanza del Principio Atmico. Chi realizza questa verità non ascolterà nient'altro che l'Atma.

La Divinità è l'essenza di tutte le azioni. 'Bhadram Trunvantu', 'Bhadram Srunvantu' e 'Bhadram Kurvantu' significano che il Darshan (la visione Divina; N.d.T.), il Sambhashan (l'ascolto del Divino; N.d.T.) e le attività Divine sono incarnate soltanto in Dio. Perciò il vero satsang è vivere sempre in compagnia di Dio. Dio è Uno: a questo ci si riferisce con 'Sat'. La Verità è Una, ma il saggio la
definisce in molti modi diversi ('Ekam Sat Viprah Bahudha Vadanti').
'Sat' è Ciò che resta immutabile nei tre periodi di tempo. Dovete vivere in compagnia di Colui che è immutabile, mantenendo una mente stabile ed una visione ferma. I vostri pensieri, le vostre parole e le vostre azioni devono essere stabili e sacre. A causa dell' impatto dell'era di Kali, la gioventù moderna trova difficile controllare i propri pensieri, le proprie parole e le proprie azioni. [I giovani d'oggi] non hanno una visione stabile; non mantengono la parola data.
Le loro attività smentiscono i loro pensieri e le loro azioni.

'Coloro i cui pensieri, parole ed azioni sono in completa armonia sono anime nobili; coloro a cui quest'armonia manca, sono malvagi'.

('Manasyekam Vachasyekam
Karmanyekam Mahatmanam
Manasyekam Vachasyanyath
Karmanyekam Duratmanam')

Le vostre azioni devono essere in armonia con i vostri pensieri e con le vostre azioni. Il vero satsang consiste nell'armonizzare i pensieri, le parole e le azioni. Il vero satsang consiste nello sperimentare l'Unità del Sé. L'Atma è solo Uno ed attrae il mondo intero. Che cos'è la natura ('Prakriti')? Essa consiste di oggetti
che illudono l'uomo. Nella natura tutti gli oggetti sono transitori.
Non vi trovate nulla di permanente. Essa attrae l'uomo e lo illude.
Gli oggetti che sono temporanei in natura vi daranno solo una felicità momentanea. I Veda parlano del principio di 'Ritam' (l'Ordine-Armonia universale; N.d.T.): Esso simboleggia la Verità, che è immutabile. Tutti gli oggetti del mondo sono soggetti a cambiamento. Se sviluppate 'Ritam' riuscirete a comprendere la Divinità Eterna ed immutabile.
Potete chiedervi: "Come posso avere la visione di Dio?" Oh, sciocchi!
Non avete bisogno di cercare Dio! Ovunque guardiate, Egli è là, e pervade ogni oggetto. Non riuscite a vederLo perché vivete nell'illusione delle apparenze esteriori.

'Chi ha solo la visione esteriore è un animale' ('Pashyati Iti Pashutu')
Qualsiasi cosa vediate e qualsiasi cosa sperimentiate, essa non è altro che la manifestazione di Dio. Infatti, voi stessi siete Dio. I Veda esortano l'uomo a sviluppare la fede: "Io sono Dio e Dio non è altri che me stesso". I nomi e le forme sono molti, ma Dio è Uno. In verità, tutto è Brahman. Si deve realizzare questa Unità nella Divinità. C'è un' Unità sottostante all' apparente Divinità.
'Satsang' significa 'esperienza dell'Unità'. Oggi la gente pensa che 'satsang' significhi aggregarsi ad altri aspiranti spirituali. La gente frequenta compagnie di questo genere e pensa di fare 'satsang'.
Ma questo non è 'satsang' nel vero senso del termine, perché la gente che ritenete buona oggi, può diventare malvagia domani. La gente cambia. Come può un'associazione temporanea conferire una felicità che duri per sempre? È impossibile. Fino ad oggi, la gente non ha capito il vero significato di 'satsang'.
'Dimmi con chi stai e ti dirò chi sei.'

Se vi associate alle cose effimere i risultati sono destinati ad essere transitori. Dovete sviluppare amicizia con la Divinità, che è la sola ad essere Unica ed Eterna. La Divinità è assolutamente presente in voi. Non potete trovarla al di fuori di voi stessi. Il mondo esterno è soggetto a cambiare. Il mondo non è altro che una combinazione di materia. Tutto a questo mondo è transitorio. Niente è
permanente. Tutto ciò che si vede nel mondo è illusorio, e solo l'invisibile Principio Atmico è vero ed eterno.

Se ponete la domanda: 'Dov'è Dio?', alcuni risponderanno: "Dio è in me", indicando il proprio corpo. Il corpo non è permanente. Perciò questa risposta non è giusta. [Swami tiene in mano una rosa] Se dico che ho un fiore in mano, il fiore sarà necessariamente più piccolo di Me. Allo stesso modo, se dite che Dio è in voi, si dovrà presupporre che voi siate più grandi di Dio! Ma tutto il mondo è nelle mani di Dio! Quindi, non potete dire che Dio è in voi. Siete voi ad essere in Dio. Tutti sono in Dio. Lo stesso mondo è una manifestazione di Dio.
Questa è la Verità Trascendentale ed immutabile. La parola 'Sivam' simboleggia la Verità. Qui la Verità non corrisponde al vostro corpo, bensì all' Immutabile ed eterno Sat.

Oggi la gente si rifà ai significati mondani e fisici, e come risultato guasta la propria mente. La vita umana può essere paragonata ad un albero. La gelosia ('Asuya') e l'ego ('Ahamkara') sono come delle malattie, che distruggono l'albero della vita. Il giorno in cui l'uomo si libererà di queste pesti diventerà un vero
essere umano.
Ciò di cui dovete venire a conoscenza oggi è il Principio della Verità Eterna ed Immutabile. Il nostro Narasimhamurthi (uno degli ex-speaker; N.d.T.), che ha parlato prima, ha detto che la Divinità è la forma del Principio Atmico. Come si può visualizzare l'Atma?

L'Atma non ha forma. Come si può visualizzare ciò che non ha forma?
La Beatitudine è la forma dell'Atma. È presente in tutti. L'uomo è l'incarnazione della Beatitudine (Ananda). Ma egli non è capace di sperimentare la Beatitudine, perché viene illuso dagli oggetti materiali. Non si devono desiderare i possedimenti materiali. Per quanto tempo possono durare? Qui c'è un fiore. Ora è fresco, ma domani appassirà. Allo stesso modo, tutti gli oggetti sono destinati a cambiare col passare del tempo. L'Atma è permanente. La Beatitudine è permanente, e può solo essere sperimentata. Non può essere espressa a parole e nessuno può spiegarNe la natura. Si può capire solo
tramite l'esperienza. Come vi ho detto prima, la vostra visione, il vostro udito e le vostre azioni devono essere costantemente focalizzati sull'Atma. Solo allora potrete sperimentare la vera Beatitudine, che è eterna e non-dualistica.
La gente si siede a meditare per un po' di tempo e versa lacrime di gioia. Dicono di aver sperimentato la Beatitudine. Non è altro che la loro immaginazione. La Beatitudine non è qualcosa che va e viene. In qualsiasi stato vi troviate (stato di veglia, di sogno o sonno profondo), dovete poterLa sperimentare continuamente.

Incarnazioni dell'Amore!
Dovete desiderare di ottenere la Beatitudine Atmica dalla più giovane età. Questo dev'essere il vostro unico sforzo. I vostri pensieri, le vostre parole e le vostre azioni devono essere finalizzati solo a questo. Solo questo può essere definito vero satsang. Le esperienze mondane, anche quando se ne può godere a lungo, non potranno mai conferire la Beatitudine eterna. Potete sperimentare la Beatitudine eterna solo in compagnia di Dio. Tutte le attività e le esperienze mondane sono destinate a cambiare; solo l'Atma è immutabile. Questo è ciò a cui ci si riferisce in sanscrito con la parola 'Ritam'. Per
sperimentare questo Principio Eterno, dovete rinunciare agli attaccamenti corporei e capire la Verità che l'Atma in voi è lo stesso che è anche negli altri. Proprio come la stessa corrente elettrica fluisce nelle diverse lampadine, lo stesso Atma è presente in tutti gli esseri.

'Lo stesso Atma è presente in tutti gli esseri' ('Ekatma Sarva Bhutantaratma')

Ma oggi l'uomo non ha questa apertura mentale. Per sperimentare la Divinità, che è la forma vera e propria dell'Amore, dovete diventare la vera personificazione dell'Amore. La Divinità e l'Amore non sono separate. Dato che l'uomo è dotato di questi principi Divini e sacri, viene detto: 'Di tutte le nascite possibili, quella umana è la più rara' ('Jantunam Nara janma Durlabham').
Oggi l'uomo non si chiede quale sia lo scopo della vita. Invece di cercare di conoscere lo scopo della vita, è tutto teso alla vita del mondo. Anche gli animali e gli insetti si occupano solo della propria vita nel mondo. Non è essenziale conoscere il segreto della vita; ma si deve conoscerne lo scopo. Questo è molto importante. Lo scopo della nostra vita è la Verità che è simbolizzata dal Principio
Atmico. Invece di indagare sul Principio della Vita, l'uomo sta cercando di scoprire il 'segreto' della vita. È un futile esercizio:
nessun numero di nascite garantirà mai questa conoscenza. Fissate la vostra mente sullo scopo; non preoccupatevi della vita.

Adi Shankara disse:
'Oh, Signore! Sono catturato in questo ciclo di nascite e di morti; sperimento continuamente l'agonia di stare nel grembo materno. È molto difficile attraversare questo oceano della vita nel mondo. Ti prego, fammi attraversare questo oceano e concedimi la Grazia della Liberazione'
Voi nascete e rinascete, facendo, vedendo e sperimentando ciò che già avete sperimentato, fatto e visto. Dovete realizzare che non siete nati per rinascere di nuovo. Dovete vedere e sperimentare Ciò che porterà a compimento la vostra vita: l'Unità del Principio Atmico. Una volta che avrete sperimentato l'Atma, non avrete più bisogno di sperimentare nient'altro. Migliaia [di persone] sono convenute qui oggi. Ognuno di voi ha una forma diversa ed un diverso
comportamento. Ma lo splendore Atmico che risplende in ognuno di voi è Uno e lo stesso. Quando una lampadina è accesa, qualcuno si siede a fare i compiti. Altri possono sedersi a fare dei conti... e fare dei calcoli sbagliati. Altri ancora possono scrivere delle lettere con intenti malvagi. Qualsiasi cosa venga fatta, la luce non ne viene influenzata o toccata. Essa rimane un testimone. Allo stesso modo, anche l'Atma rimane un eterno testimone di tutto ciò che l'uomo fa.

Le attività esterne sono soggette ai cambiamenti, ma l'eterna Verità dell'Atma resta la stessa, sempre.
Dio è Uno; lo scopo è uno. Questo viene trasmesso con la seguente affermazione: "Io sono nella Luce, la Luce è in me; io sono la Luce."
Qui la parola 'Io' simboleggia l'amore e la devozione e la Luce sta per 'Saggezza'. Quando dite: "Io sono nella Luce", significa che la devozione è contenuta nella Saggezza. L'affermazione: "La Luce è in me" significa che la saggezza è contenuta nella devozione. La Luce e l'Amore: dovete capire l'unità di questi due. La devozione è un prerequisito essenziale per conoscere la Realtà. Dovete sviluppare l'Amore sempre di più ed alla fine trasformarlo in Saggezza. Non dovete seguire le peregrinazioni della mente. Succeda quel che
succeda, la vostra visione deve rimanere fermamente impiantata nell'Atma. Con una simile devozione, così focalizzata, i saggi ed i veggenti dell'antichità facevano penitenze e sperimentavano la Beatitudine. Oggi la gente canta i mantra e ripete il Nome di Dio, ma lo fa per propria soddisfazione mentale. Intendono ottenere la Pace... a questo modo non possono ottenerla! Un rosario ha 108 grani, ma il filo che li tiene insieme è uno e lo stesso. Esso simboleggia la Divinità.

La Divinità è come un magnete che attrae il mondo intero. In alcuni luoghi questo potere di attrazione è massimo. È qualcosa di molto speciale. Eccovi un esempio. Siete in molti ad essere convenuti qui.
Chi vi ha invitati? È la calamita Divina che vi ha attirati qui.
Questa calamita non è presente solo qui. È qui, là ed ovunque. La Divinità è presente sotto forma di Atma. Qui potete sperimentare il potere dell'attrazione Divina. Questo potere non si può acquisire con una mera richiesta; si può acquisire solo con l'Amore. L'Amore è qualcosa che ha origine dalla 'fonte', Non si può ottenere con la forza. La conoscenza mondana può essere inculcata in voi, ma l'Amore deve sgorgare dall'interno, in modo naturale. L'Amore è Dio. Solo l'Amore può conferire la Saggezza autentica, quella che porta alla
liberazione.

La conoscenza del mondo è associata alla molteplicità; l'Amore vi rende capaci di visualizzare l' Unità nella molteplicità. Dovete pertanto sviluppare l'Amore e capire la verità fondamentale che lo stesso Sé è presente in tutti. Gente diversa si nutre di cose diverse per soddisfare la propria fame. Il tipo di cibo è diverso, ma la fame è la stessa. Dovete capire questa Unità. Ognuno di voi può
intraprendere una pratica spirituale (sadhana) diversa; ma di qualsiasi sadhana si tratti, dev'essere perseguita con il sentimento dell'Atma. Dovete sforzarvi di capire il Principio dell'Unità. Solo esso costituisce la vera sadhana: il principio dell'Amore nel quale dovete rimanere stabili. Nella gioventù moderna l'Amore continua a vacillare. Un giorno esso è sacro, ed il giorno dopo non lo è più.
Questo tipo di amore non può essere definito 'devozione'. La Divinità è Una. Voi siete nella Luce e la Luce è in voi: mettetevelo bene in testa. Infine dovete realizzare che: "Io sono Io". Se volete realizzare il Principio dell'Atma, non dovete lasciare spazio alla molteplicità. Tutto ciò che vedete ed udite a questo mondo sono solo riflessi, reazioni e risonanze. La realtà è dentro di voi. Vedo molti studenti qui. Da dove vengono? Sono i Miei riflessi, altrimenti non
potrebbero essere visti. Allo stesso modo, ogni persona ed ogni oggetto sono un vostro riflesso. La vita è come un oceano, con le onde dell'unione e della separazione. Dovete trattare la dualità con equanimità. Il principio Atmico è al di là dell' unione e della separazione. Per Me, non esiste né unione né separazione, La separazione esiste solo se esiste l'unione. Entrambe sono solo una vostra immaginazione. Per realizzare il principio Atmico, dovete
liberarvi dell'immaginazione e sviluppare la fede nel fatto che la Divinità è Una ('Ekam Sat'). La Divinità è Una e non due, è immutabile e rimane la stessa in tutti i tempi ed in tutti gli stati di esistenza. Dovete fare 'satsang' per conoscere questa Verità.

Questo corpo è un arto della Società. In questo arto ('Angamu') c'è un insieme di attributi ('Sangamu'), nei quali si trova un'anima individuale ('Lingamu'), ed il Paramatma si trova sia nel Sangamu che nel Lingamu. 'Lingam' è l'Atma, che è il nostro principio vitale essenziale. Ecco perché all'Atma viene attribuita la forma del Lingam. Un Lingam non ha né un inizio né una fine. Non ha una testa,
né dei piedi. Durante la vostra adorazione potete tenerlo ovunque desideriate. L'Atma ha un nome ma non ha una forma specifica. La Beatitudine è la Sua vera forma, ed essa è presente in noi. Quando cominiciate a desiderare la felicità esteriore, perdete la vostra Beatitudine innata.
Oggi è Shivarathri, giorno di grande auspicio. Che cosa vuol dire 'Shivam'? Significa 'di buon auspicio'. Dio è l'incarnazione della Verità (Sathya), Shiva (buon auspicio) e Sundaram (bellezza). Tutto ciò che vedete, sentite e sperimentate dev'essere offerto a Dio.

'Offrite una foglia trilobata di Bilva al Signore Shiva, il Signore dai tre occhi e col tridente in mano, che distrugge i peccati di tre nascite'
La gente intraprende svariate pratiche spirituali e diverse forme di adorazione, sulla base della propria immaginazione. Quale che sia la sadhana scelta, non dovete mai rinunciare alla decisione di portarla avanti. L'attenzione deve venir focalizzata su un solo punto. Si deve dare ascolto solo al principio di Unità. Si devono offrire a Dio tutte le proprie azioni.

'L'azione è il vostro dovere, il frutto non vi riguarda. Qualsiasi cosa facciate, fate in modo che sia gradita al Signore. Compite tutte le azioni per compiacere Dio. Nessun peccato, allora, vi sarà addebitato. Non esiste un sentiero più facile di questo per sperimentare il Principio Atmico. Oggi, a causa del fatto che ognuno segue un sentiero differente, i problemi crescono. L'illusione porta
alla confusione. Come risultato di questa confusione, salta il fusibile che vi collega a Dio. Infatti voi siete Dio. Io sono Dio, lui è Dio. Tutto è Dio. Per capire questa Verità dovete salire dal livello umano a quello Divino. Dovete conoscere il Principio di 'Sat', che è l'Unità sottostante alla diversità. Non lasciate spazio
alle differenze basate sulla forma. Dovete sperimentare la Beatitudine stando in compagnia di Dio. Dio è la vostra vera proprietà. Se sperimentate la Beatitudine ('Ananda') diventate voi stessi Dio. Rinunciate alle differenze. Tutti sono Dio. Tenete in mente questa Unità. Essendo studenti, voi dovete portare avanti i vostri studi. Ma essi vengono effettuati ad un livello fisico.
Insieme ai vostri studi, sviluppate la contemplazione del Principio di Unità a livello mentale. Allah, Gesù, Rama, Krishna... i nomi sono diversi, ma Dio è Uno.

Abbiate una fede incrollabile nell'Unità della Divinità. Intraprendete la pratica spirituale che vi permetterà di realizzare il Principio immutabile ed eterno della Verità. I nomi e le forme sono soggetti a cambiare. Chi era Rama? Era il figlio di
Dasaratha. E Krishna? Krishna era il figlio di Yashoda. A questo modo, stiamo ricordando solo le loro relazioni fisiche. Quando adorate Dio senza attribuirGli nessun particolare nome o forma, non ci sono possono essere discussioni sulle Sue relazioni fisiche e non vengono fatte diifferenziazioni di alcun genere. Chi è la madre di Dio? Dio è la madre di tutti. Oggi troviamo differenze perché
attribuiamo vari nomi, forme e relazioni fisiche a Dio. Dovete liberarvi di queste relazioni. 'Il mondo intero è permeato da Dio'.

Dio è l'abitante di ogni essere. Se contemplate questi due Principi gemelli, potete visualizzare l'Unità nell'umanità. Ci sarà un'intima relazione fra uomo e uomo. Pensando alla Divinità, non dovreste percepire alcuna differenza o difficoltà. Le difficoltà vanno e vengono, come nuvole di passaggio. Non dovete preoccuparvene.

Mantenete la vostra visione ferma sul sole. A volte le nuvole lo coprono, ma voi sapete che non c'è da preoccuparsi; bisogna avere pazienza. Quando le nuvole si muoveranno, il sole sarà nuovamente visibile. Allo stesso modo, le nuvole dell'illusione mondana intersecano la strada della visione Atmica. In queste situazioni non dovete permettere alla vostra mente di vacillare. Abbiate pazienza.
Le nuvole recederanno ed il sole riapparirà.

Incarnazioni del Divino Atma!
Potranno sopraggiungere dei pensieri, che sono come nuvole. Non permettete loro di portarvi via! Non prestate loro attenzione, non permettete a nessuno di essi, indistintamente, di rovinarvi. Dovete elevarvi al livello del Divino e non degenerare al livello di un demone! Per innalzare il proprio livello fino a quello del Divino, il satsang è essenziale. 'Il pensiero, la visione e l' azione': queste
tre devono essere unificate. Shivarathri viene celebrata per riconoscere l'Unità della Divinità. Quando stanotte canterete i bhajan, avrete un solo pensiero. Sperimenterete la Beatitudine di Bhagavan, che è una Beatitudine non-dualistica. Perché viene prescritto che cantiate i bhajan per tutta la notte? Per controllare la mente e focalizzarla sulla Divinità. Alcuni discutono di argomenti
mondani persino mentre stanno cantando i bhajan. Non dovete neppure
avvicinarvi a gente siffatta.

'Rinunciate alle cattive compagnie; frequentate gente buona e compite azioni meritevoli giorno e notte'

Dovete pensare 'costantemente' al Principio Atmico. I vostri genitori possono raccontarvi alcuni fatti mondani. Essi possono mancare di discriminazione. Ma perché dovreste ascoltare queste storie, se siete pienamente coscienti che sono inutili? Che essi dicano pure quel che vogliono. Voi non lasciatevi distogliere dal sentiero che avete scelto. Dovete convincere vostra madre dicendo:
'Mamma, tu hai le tue preferenze e le tue avversioni, ed io ho le mie. Tu sei mia madre ed io sono tuo figlio, ma i nostri pensieri e sentimenti sono diversi. Dato che sono tuo figlio, ti servirò e ti esprimerò la mia gratitudine, ma non posso deviare dal sentiero della Verità'.

Stanotte avrà luogo il Lingodbhavam. Ho creato questo Lingam in risposta alla preghiera di Narasimhamurthi (che ha chiesto a Swami di farlo uscire dal palmo della mano; N.d.T.). Ma anche un altro Lingam uscirà da Me. A questo modo posso creare innumerevoli Lingam. Tutto è nelle Mie mani. I Lingam che fuoriescono dalle Mie mani, dal Mio stomaco, dalla Mia bocca, sono tutti Uno e lo stesso. Ovunque vi giriate a guardare, là vedrete il principio Atmico.
Capite questa Unità. Insieme alla vostra istruzione, sviluppate il sentimento dell'Atma. Se sviluppate il sentimento Atmico, le qualità negative, quali l'odio, la gelosia etc., non vi si avvicineranno. Non verrete perturbati né dal dolore né dalla sofferenza. Sarete in uno stato di non dualismo. Questa è vera Beatitudine.
Focalizzate la mente su Dio. Seguite il Suo comando. Solo allora verrete redenti.

Ed ora, potete cominciare coi bhajan.

Bhagavan ha concluso il Suo Discorso con il bhajan 'Sathyam Jnanam
Anantham Brahma...'


(Testo del Discorso Divino di Bhagavan Sri Sathya Sai Baba del 1 marzo 2003 - MahaShivarathri - Prasanthi Nilayam, Sai Kulwant

 

                         

DISCORSO DIVINO

Concentrazione della mente su Dio è vera disciplina spirituale

19 febbraio 2004

Nachiketa, figlio di Vajasravas, pregò il Signore Yama di insegnargli l'ATMA VIDYA (la Scienza dell'Atma). Allora, il Signore Yama disse: "Oh figlio dell'Immortalità, ascolta! Come prima cosa stabilisci il tuo legame con la sorgente dalla quale sei venuto in questo mondo". Inoltre disse a Nachiketa che, poichè il corpo è impermanente come una bolla d'acqua e la mente è effimera, entrambi devono essere messi da parte; non bisognerebbe dar loro alcuna importanza, mentre invece ci si deve sforzare di comprendere la Verità Fondamentale.


Il Signore del Kailash ha manifestato la Sua Forma Divina, con la luna crescente che adorna il Suo capo, la fresca acqua del Gange che scorre tra i Suoi capelli intrecciati, il Suo occhio radioso al centro della fronte ed il collo porporino risplendente come more lucenti. Egli porta dei serpenti come braccialetti e ha un serpente per cintura; tutto il Suo corpo è cosparso di Vibhuti, la Sua fronte
è ornata da un punto di Kumkum, le Sue labbra sono rosse per il succo del betel, e dalle Sue orecchie pendono orecchini d'oro tempestati di diamanti e tutto il Suo corpo, di carnagione scura, brilla di Divino splendore.
(Versi Telugu)

"Nachiketa! Non c'è alcun bisogno che tu cerchi il Signore Ishvara, perché Egli è davvero presente in ogni essere" – disse il Signore Yama.

Cari Studenti e Devoti!

Dovete cercare di comprendere il vero significato e la filosofia che si celano dietro la festa di Shivaratri. Come prima cosa dovete comprendere che non siete il corpo fisico, che è mortale ed impermanente. Dovete guardare a questo mondo oggettivo con l'occhio della Saggezza, e non con gli occhi fisici. Sono gli animali, gli insetti, gli uccelli e le bestie che guardano a questo mondo con gli occhi fisici. Se anche voi guardate questo mondo oggettivo con gli
occhi fisici che differenza c'è tra voi e questi esseri? Rimarrete semplicemente un animale, un uccello, una bestia, o un insetto e non saprete comprendere la vostra vera natura, che è ben al di là del mondo fisico.

Dovete capire la Realtà Trascendente al di là del corpo e della mente. Questo è possibile solamente mediante l'occhio della Saggezza. Il corpo è come una bolla d'acqua, ed un giorno o l'altro è destinato a scomparire. Voi non siete il corpo che ha una nascita, una crescita, un decadimento, ed infine muore.
Per questo il Signore Yama esortò Nachiketa a realizzare l'AtmaTattva, il Divino Principio Atmico, che non ha nascita né morte.

A questo punto sorge la domanda: cos'è l'Atma, il Sé? L'Atma non ha forma, è infinito, indescrivibile, incommensurabile.

L'Atma è senza attributi, puro, ultimo rifugio, eterno, senza macchia, illuminato, libero, manifesto in ogni sacralità.

(Versi Sanscriti)

Tale Principio Atmico è immanente in ogni individuo, anzi in ogni essere, nella forma della Coscienza. La vostra vita, come esseri umani, acquisirà uno scopo ed un significato solo quando comprenderete la vostra Coscienza. Indagare circa le cose del mondo è vano ed è un esercizio del tutto inutile.

Il Signore Yama esortò Nachiketa a realizzare questo Divino Principio, compreso il quale, ogni altra cosa sarebbe stata compresa.

Il corpo nasce, cresce, decade ed infine muore, ma l'Atma non ha tali caratteristiche: è l'eterno Testimone di tutto ciò che accade in questo Universo. Per questo motivo dovete realizzare il Principio Atmico. Questo fu l'insegnamento che il Signore Yama diede a Nachiketa.

L'Atma è eterno, non ha nascita né morte.
Non ha un inizio, né un periodo intermedio, né una fine.
È onnipresente ed è l'eterno Testimone.
(Versi Telugu)

Guardate! Ci sono tante lampadine che brillano qui; sebbene esse siano diverse per misura, potenza e colore, l'energia elettrica che si manifesta come luce attraverso di esse, è sempre la stessa.
Analogamente lo stesso Potere Divino è presente in ogni essere vivente e lo rende attivo. Questo è l'ATMA TATTVA.

Io utilizzo spesso temini come Satya (Verità), Dharma (Rettitudine),
Shanti (Pace), Prema (Amore). Satya è l'elettricità, Dharma è il
filo nel quale passa la corrente elettrica; Shanti è la lampadina, e
Prema è la luce. Se volete raggiunge la beatitudine dell'Atma dovete
seguire Satya e Dharma.
Per questo motivo l'antica cultura di Bharat esortava l'Umanità:

Satyam Vada, Dharmam Chara

Dite la Verità e agite con rettitudine.

Contrariamente a questo nobile concetto, cosa accade oggi? La Verità viene uccisa e la rettitudine viene messa in prigione.
No, no.
Questa non è umanità.
Dite sempre la Verità e comportatevi in modo corretto.

Il Signore Yama disse a Nachiketa: "Questo corpo umano è come una bolla d'acqua ed è destinato un giorno o l'altro a sparire. Pertanto realizza il Principio Atmico che è eterno e reale".

Dovete riconoscere l'Atma Tattva, il Principio Divino, non con i vostri occhi fisici, bensì con gli occhi della saggezza.

Sorge ora la domanda: Cos'è Jnana, Saggezza? È la conoscenza fisica o secolare, oppure è la conoscenza relativa agli oggetti della natura? No, niente di tutto ciò. Sperimentare il Principio del non-dualismo è vera Saggezza. L'Atma trascende nome e forma. Il Signore Yama pertanto esortò Nachiketa a conseguire la Conoscenza dell'Atma.

Oggi la gente impazzisce nel ricercare la conoscenza spirituale, adotta una quantità di pratiche e posture fisiche, e le chiama discipline; ma nessuna di queste serve a conseguire la Conoscenza del Sé. La cosa più importante è l'Amore, che è la corrente comune a tutte le discipline spirituali. Dopo avere capito la natura impermanente di questo corpo, si deve realizzare Colui che vi
risiede, che è l'eterno Atma.

Il corpo è costituito dai cinque elementi
ed è destinato prima o poi a perire,
mentre il suo Residente non ha nascita né morte,
non ha attaccamento a nulla ed è l'eterno Testimone.
In verità il Residente presente come Atma è Dio stesso.
(Versi Telugu)

Il vero ed eterno Principio Atmico è immanente nel corpo di tutti e può essere realizzato solo con gli occhi della saggezza. Dovete gradualmente liberarvi dell'attaccamento al corpo e coltivare l'Amore per il Sé. Voi siete convinti di essere il corpo e per questo sviluppate un grande attaccamento verso di esso. Finché nel corpo si svolge il processo d'inspirazione ed espirazione, lo
considerate come vostro, ma quando tale processo si arresta, non vi rendete più conto di cosa stia accadendo intorno.

Il corpo umano, sebbene sia di natura mortale, insegna una grande lezione, ovvero:

SOHAM
Non siete altro che l'eterno Principio Atmico.

Quando inspirate emettete il suono "SO" e mentre espirate emettete "HAM". Il processo di inspirazione rappresenta la vita, quello di espirazione rappresenta la morte. Per vincere la vita e la morte, basta un istante. Dovete abbandonare ogni attaccamento al corpo, come Io vi dimostro giorno dopo giorno. Il corpo che ho assunto è stato sottoposto a varie sofferenze.

Come il vostro soffre per diverse malattie, così anche questo corpo è soggetto alla sofferenza. Io, però, non do alcuna importanza ad essa. Molti devoti e studenti sono in ansia e temono che Io patisca molto dolore quando il Lingam emerge dal Mio corpo. Senz'altro le vostre preoccupazioni sono autentiche, ma Io non sento alcun dolore. Infatti, è solo se identifico Me stesso con il corpo che subisco il dolore, ma poiché non sono il corpo, non provo alcun dolore.

Per esempio, questo è un fazzoletto (Swami tiene un fazzoletto nella Sua mano). Finché lo considerate vostro, lo prendete, vi asciugate il viso e con cura lo riponete; ma prendereste in mano il fazzoletto anche se fosse sporco? No, mai. Certamente lo rifiutereste. Allo stesso modo dovete realizzare di essere differenti dal corpo. Non dovete attribuire alcuna importanza alle
pene del corpo. Tutti gli oggetti che considerate vostri, dovranno essere abbandonati un giorno o l'altro. Se non considerate vostra una cosa, non soffrirete quando dovrete abbandonarla.

Questo corpo ha subito molte sofferenze, di cui la più recente è una frattura all'anca. Il corpo, dopo tutto, è solo un insieme di organi. Qualunque cosa sia successa, è successa al corpo e non a Me.
Se adotterete un atteggiamento del genere, avrete la pace. Per esempio, se vi graffiate per scacciare una formica che vi cammina sulla mano, provate un male maggiore. Per quale motivo dovreste soffrire tanto se un piccolo insetto come una formica vi cammina addosso? Questo dipende solo dall'illusione di essere il corpo. Gli occhi vedono qualcosa, ma ciò che vedono può essere irreale perché è soggetto a cambiare con il tempo. Ciò che le orecchie odono può anch'esso cambiare nel tempo. Allo stesso modo, anche il cibo che
mangiate subirà un cambiamento dopo poche ore. Non c'è nulla di permanente in questo mondo.
Dovete comprendere questa Verità e ricercare ciò che rimane costante nei tre tempi: passato, presente e futuro.

Se vi spiegassi questa verità citando importanti versi Sanscriti o dei Mantra, potreste non essere in grado di comprenderla; se invece mi riferisco alla vostra vita quotidiana, comprenderete meglio questi concetti.

Tempo fa, quando la Mia anca si è fratturata, fui portato all'ospedale. I chirurghi pensavano di compiere un grande intervento di chirurgia ortopedica. Io dissi loro: "Potete fare ciò che volete, questo corpo è vostro. Io non sono questo corpo. Non sono sotto il controllo del corpo. Io sono IO". I medici eseguirono un intervento chirurgico su questo corpo, ma io non ho mai sofferto alcun dolore.
Qualunque dolore ci fosse, soffriva soltanto il corpo ma non Io. Se anche voi adotterete un'attitudine simile, non sentirete mai alcun dolore. Per questo motivo dovete gradualmente ridurre l'attaccamento al vostro corpo.

Tutti voi praticate qualche tipo di Sadhana, disciplina spirituale.
Quale è esattamente il significato di questa parola? Sadhana non è semplicemente acquisire la conoscenza della natura del corpo; di fatto dovete dimenticarvi del corpo e concentrarvi sulla Beatitudine Atmica. Come può essere raggiunta tale beatitudine? Potete ottenerla solo attraverso l'Amore puro (Prema). Se ci fosse puro Amore, ogni vostra sofferenza verrebbe eliminata; coltivate perciò Amore puro e non egoistico.

Supponete di incontrare per strada una persona che vi è nemica. Se la odiate e le girate al largo considerandola vostra nemica, la distanza tra voi aumenterà. Se invece la salutate amabilmente, dicendo: "Ciao! Come stai?" anche lei vi risponderà con benevolenza. Se vi salutate quindi con amore, non ci sarà più motivo per l'odio. Come è il vostro sentimento verso gli altri, così sarà il loro verso di voi. Lo stesso concetto è contenuto nell'asserzione Vedica: "Come è il sentimento, così è il risultato".

Oggi rivolgiamo tutti i nostri sentimenti negativi verso gli altri;
invece, non dovremmo nutrire malevolenza verso nessuno. Tutti i sentimenti negativi sono come nuvole passeggere, vanno e vengono. Il sole può non essere visibile finché si trova dietro le nuvole, ma quando le nuvole scompaiono, esso torna a mostrarsi. Analogamente, quando i vostri sentimenti negativi scompariranno, ciò che rimane è Amore puro. In questo mondo, potrete ottenere tutto attraverso l'Amore; potete tenere il mondo intero sotto il vostro controllo attraverso l'Amore.

La gente dice di fare meditazione mattina e sera, ma che genere di meditazione? Che beneficio ne trae? Quanto durerà il suo effetto?
Neppure un momento. Ricordatevi che tutto ciò che accade in questo mondo è come una nuvola passeggera, perciò non impegnatevi nelle cose terrene più di tanto.

Una volta Chaitanya Mahaprabhu stava passeggiando nella piazza del mercato cantando il Nome Divino; in pratica stava danzando in estasi. Alcune persone, vedendolo, pensarono che fosse matto e gli strapparono via il mridanga (tamburello). Egli però non si risentì per questo, e cominciò a cantare il nome del Signore suonando i cimbali. Gli astanti adirati gli tolsero di mano anche i cimbali.
Anche in quel caso non si arrabbiò e pensò che forse il Signore non apprezzasse il suono dei cimbali. Così decise di non usare i cimbali perché forse non erano graditi al Signore. Si consolò pensando che gli strumenti che gli venivano tolti non fossero graditi a Dio. La volontà di Dio deve sempre prevalere, e tale era la sua fede. Da quel momento abbandonò ogni attaccamento terreno, concentrandosi sul Principio dell'Amore che nessuno avrebbe mai potuto togliergli. Si deve sempre desiderare solo quello che non può essere sottratto da altri: il Puro Amore. Uno scritto non può essere separato dal pezzo di carta sul quale è stampato. Allo stesso modo il vostro cuore deve essere come un foglio di carta immacolato, e l'Amore deve essere
quanto vi è stampato sopra. Queste due cose sono inseparabili.
Coltivate quindi tale Amore.

L'Amore è il vostro unico rifugio ovunque vi troviate,
in una foresta, nel cielo, in una città o in un villaggio, sulla
cima di una montagna o in mezzo al mare profondo.

(Versi telugu)

Dovunque vi troviate l'Amore Divino vi proteggerà sempre. Sviluppate
questo tipo di Amore. Questa è vera disciplina spirituale. Sadhana
non è qualcosa di associato a dhana (denaro), ma vuol dire Salokya,
Samipya, Sarupya e Sayujya (i quattro stadi di Liberazione, di cui
l'ultimo, Sayujya, costituisce la fusione totale nel Divino).
Sfortunatamente la gente d'oggi non comprende il vero significato di
Sadhana.

Studenti!
Voi leggete grossi tomi scritti dai dotti, tuttavia la semplice lettura non vi sarà d'aiuto. Quando leggete un libro, qualunque cosa vi sia scritta, entrerà nella vostra testa; ciò significa che il libro e la testa divengono uno, ma non dovete fermarvi a questo.
Qualunque cosa entri nella vostra testa deve poi raggiungere il cuore, dove vi rimarrà per sempre.

Incarnazioni del Divino Atma!
L'Atma è Divino! Non scordate mai questo aspetto. Alcune persone provano felicità nelle espressioni fisiche di Sadhana, ma il piacere che ne traggono è solo di natura fisica e temporanea. Tutto ciò che è riferito al tempo è destinato prima o poi a scomparire; dovete attaccarvi invece solo a ciò che è permanente, eterno e reale.
L'Amore di Dio è al di là di ogni descrizione, è supremo. Al contrario, l'amore fisico è solo temporaneo perché è assocciato ad una relazione fisica; tutto ciò che è associato al corpo va e viene, mentre l'Amore Puro che è privo di ogni egoismo sorge dal cuore, viene e cresce. Dovete coltivare un simile Amore; esso non diminuirà mai. Non avete bisogno di elemosinarlo da qualcuno per averlo, non potete acquistarlo al mercato perché non è un articolo in
commercio. Dio è la sola sorgente dalla quale questo Amore fluisce.
È disponibile solo nella Sua bottega. Pertanto cercate il modo per raggiungere Dio.

Sfortunatamente oggi gli uomini non aspirano ad acquisire questo Amore Puro, nonostante si trovino molto vicino alla Sua sorgente.
Essi non comprendono neppure che questo impareggiabile dono è disponibile proprio davanti a loro. La gente desidera solo favori e oggetti materiali, pensando di trarre una grande felicità dal loro possesso. No! Questi non potranno mai dare una vera felicità. La felicità che deriva dalle cose materiali è solo momentanea. Solo l'Amore di Dio è il Principio Eterno. Pertanto amate questo Amore Divino che non potrete avere da altri che da Dio.

Dio non ha nascita né morte.
Non ha principio né fine.
È presente in tutti gli esseri come eterno Testimone.

(Versi Telugu)

L'Amore di Dio è la sola Verità. Non cambierà mai. Venerate tale immutabile Verità, cercate rifugio in questa Verità. Questa è l'unica vera disciplina per ottenere la Liberazione. Cosa si intende per Liberazione (Moksha)? È forse vivere in qualche palazzo sontuoso con stanze dotate di aria condizionata, situato in Paradiso? No, niente di tutto questo. Liberarsi dagli attaccamenti
(moha) è la vera Liberazione (Moksha). Come prima cosa dovete abbandonare ogni attaccamento al corpo. Una volta abbandonati tali attaccamenti, in modo del tutto naturale svilupperete Vairagya (rinuncia) che infine vi condurrà alla Liberazione. L'Amore è la sola strada che conduce alla Liberazione.

Avrete certamente sentito la storia di Mandana Misra, un erudito di grande reputazione. Sua moglie, Ubhayabharathi, era anch'ella molto erudita. Mentre Adi Shankara stava procedendo lungo la sua marcia vittoriosa, incontrò Mandana Misra con il quale iniziò un dotto dibattito. Essi concordarono che Mandana Misra sarebbe diventato un rinunciante nel caso fosse stato sconfitto nella disputa.
Ubhayabharathi fu scelta come arbitro della disputa. Chi avrebbe mai accettato la moglie del rivale come giudice? Ma Adi Shankara non ebbe alcuna esitazione ad accettarla, poiché sapeva che ella aderiva strettamente al principio di Verità, nella lettera come nello spirito. Ella fu imparziale nel suo giudizio ed alla fine dichiarò Shankara vincitore. Mandana Misra prese il voto di Sannyasa, di totale rinuncia, secondo le condizioni della sfida. Ubhayabharathi,
essendo la sua migliore metà, seguì il marito senza esitazioni.

Ubhayabharathi viveva in un eremitaggio vicino alla sponda del fiume Gange e molte donne divennero sue discepole. Ogni mattino erano solite recarsi alla riva del Gange per le abluzioni. Sul percorso viveva un Sannyasi (rinunciante) che la gente considerava un Brahma Jnani (realizzato, conoscitore del Brahman). Egli aveva rinunciato al mondo per ottenere la vera saggezza; era tuttavia
molto attaccato ad una zucca secca nella quale era solito conservare l'acqua. Quando dormiva la usava come cuscino per evitare che gliela rubassero.

Ubhayabharathi si avvide di ciò e chiese alle sue discepole chi fosse quell'uomo. Una di esse rispose che quell'uomo era ritenuto un conoscitore del Brahman. Allora Ubhayabharathi osservò: "Sebbene sia tanto saggio, è attaccato alla sua zucca che usa persino come cuscino". Il cosidetto Brahma Jnani udì la loro conversazione e si arrabbiò moltissimo. Quando Ubhayabharathi e le sue discepole fecero ritorno dal fiume, il Saggio gettò la zucca in mezzo alla strada per mostrare che non vi era attaccato. Nel vederlo, Ubhayabharathi
sottolineò: "Pensavo avesse solo un difetto, l'attaccamento, ma ora devo constatare che ne ha anche un altro: l'ego.
Come può una persona dotata di attaccamento e di ego essere un saggio?"

Questo suo insegnamento era rivolto alle sue discepole.
Immediatamente il Brahma Jnani cadde ai suoi piedi e le chiese di insegnargli quale fosse la vera conoscenza.

Vedere la molteplicità è ignoranza, mentre vedere l'Unità nella molteplicità è Saggezza.
Ubhayabharathi impartì tali sacri insegnamenti e trasformò così le persone. Poiché aveva compreso il principio di Unità, ella alla fine conseguì la Liberazione. Al contrario, Mandana Misra non poté ottenere la Liberazione perché era immerso in sentimenti mondani.
Ubhayabharathi cominciò a predicare e a diffondere tali insegnamenti di saggezza e divenne il Guru di moltissime persone. Un vero Guru è colui che disperde l'oscurità dell'ignoranza ed accende la lampada della saggezza. Ciò che rimane immutato in tutti i tre periodi di tempo (passato, presente e futuro) è vera saggezza. La gente accettava Ubhayabharathi come proprio Guru perché i suoi pensieri parole ed azioni erano in perfetta armonia.
Coloro i cui pensieri parole ed azioni sono in perfetta armonia possono essere considerati nobili.
L'annullamento della mente è quello per cui bisogna lottare. Dovete avere desiderio solo per Dio e niente altro. Non dovete lasciarvi intrappolare dalle relazioni mondane. Quasta è vera saggezza.

L'insegnamento di Ubhayabharathi si diffuse in lungo e largo ed ella fu molto stimata per la Sua saggezza. Ancora oggi ci sono molte persone altrettanto sagge. Se non ci fossero tali esseri meritevoli e saggi come potrebbe la Luce risplendere nel mondo? Tuttavia la Saggezza non può essere acquisita dagli uomini; può essere conseguita solo sviluppando l'Amore per Dio. Un mendicante che viene ad elemosinare alla vostra porta dice:"Bhavati Bhiksnan Dehi". Egli
si rivolge al Residente (Dehi) e non al corpo fisico (Deha). In tal modo potete apprendere un'importante lezione spirituale perfino da un mendicante.

Si può acquisire una laurea prestigiosa e raggiungere posizioni autorevoli
Si possono accumulare ricchezze, realizzare opere caritatevoli, ottenendo notorietà Si può avere una grande forza fisica e godersi una vita lunga e sana
Si può essere grandi eruditi studiando e predicando i Veda
Ma nessuno di questi può reggere il confronto con un vero devoto del
Signore.
(Versi Telugu)

Senza dubbio, l'istruzione secolare serve per guadagnarsi da vivere, ma non può conferire vera saggezza. Solo la Conoscenza del Sé può donarvi eterna felicità; tuttavia l'istruzione secolare è necessaria per far fronte alle necessità fisiche, non dovete quindi abbandonarla.
L'istruzione secolare rappresenta il polo negativo, mentre quella spirtuale è il polo positivo; entrambe sono essenziali per la felicità ora e sempre.




Studenti!
Dovete impadronirvi sia dell'istruzione secolare sia di quella spirituale, come Ubhayabharathi, ma ricordate sempre che solo la conoscenza dell'Atma è vera conoscenza. Una volta acquisitala avrete ottenuto ogni altra cosa.

Questa notte all'una (durante il canto dei bhajan) sono venuto nel Sai Kulvant Hall. È a quest'ora propizia che i Lingam Divini emergono dal Kailash. I Lingam emergono spontaneamente secondo la Volontà Divina.

Ho visto molti studenti e devoti cantare i Bhajans con grande devozione, ma chi sono i Veri Devoti? Ho osservato che solo poche persone cantavano con vera devozione e con il cuore puro, contemplando costantemente il Nome Divino. C'erano migliaia di persone che partecipavano ai Bhajans, ma non tutti erano veri devoti. Il loro corpo era presente ma la loro mente non era concentrata su Dio: partecipavano ai Bhajans solo meccanicamente.
Questa non è vera devozione. Dovunque sediate, sia nella sala delle preghiere o in qualche altro posto, se i vostri pensieri sono fissi su Dio, siete dei veri devoti ed otterrete la Sua Grazia. Se avete sonno, potete dormire, niente da obiettare, ma anche durante il sonno siano i vostri pensieri concentrati sulla Divinità.

Non è forse per il vostro Amore e devozione verso Dio che siete venuti sino a Prashanti Nilayam per parteciapre ai Bhajan di Shivaratri? Io posso capire la vostra devozione. Un vero devoto non ha bisogno di alcuna comodità. Non desidera alcun genere di conforto. Ovunque andiate, dovete mantenere sempre la mente sotto controllo e dirigere i vostri pensiero verso Dio. Quella è vera devozione. Questo è cio che Ubhayabharathi insegnava ai suoi
discepoli. Se anche voi coltiverete tale devozione, le vostre vite saranno santificate. Non deviate la vostra attenzione verso le comodità fisiche. Recitate continuamente il Mantra dalle cinque sillabe "Om Nama Shivaya". Se lo cantate soltanto con le labbra si confonderà con i suoni del mondo, mentre se ripetete il sacro Nome con sincerità e totale concentrazione mentale, il suono si
diffonderà in tutto il mondo. Cantare il Nome Divino con totale concentrazione della mente è vera disciplina spirituale.

Bhagavan ha concluso il Suo Discorso intonando il Bjhajan " Hari Bhajan Bina Sukha Santhi Nahi..."

(tratto dal testo messo a disposizione dal "Sri Sathya Sai Books and Publications Trust of Prasanthi Nilayam)

                            

DISCORSO DIVINO

MAHASHIVARATRI

18 febbraio 2004

Incarnazioni del Divino Amore!

La gloria dell'antica cultura di Bharat, India, è al di là di ogni descrizione e le magnifiche tradizioni di questo paese sono un orgoglio non solo per i suoi abitanti, ma per il mondo intero. Tuttavia, col passare del tempo, a causa della crescente influenza della cultura occidentale, tali grandi tradizioni sono state neglette. Ad esempio, secondo il calendario[1] Indù i nomi degli anni come Vibhava, Shukla, Pramoduta, Prajotpatthi, ecc. hanno un significato profondo, ma la gente si è dimenticata di questi nomi e segue il calendario occidentale "gennaio, febbraio", ecc.


Mentre Bhagavan stava continuando il Suo Discorso, ha cominciato a mostrare chiari segni di disagio poiché l'emissione dell'Atma Lingam era imminente, perciò si è seduto e ha fatto segno agli studenti di dare il via al canto dei Bhajan. Dopo qualche minuto un Lingam d'oro è emerso dalla Sua bocca e Bhagavan tenendolo in alto lo ha mostrato a tutti i presenti.



Swami si è quindi ritirato nella stanza delle udienze, dove altri due Lingam sono emersi (questi, però, non sono stati mostrati ai devoti radunati). Dopo qualche tempo Egli è ritornato e ha ripreso il Suo Discorso.



Nessun pericolo potrà mai colpire questo corpo qualunque cosa accada; in realtà, questo corpo è stato liberato da un grosso peso. Negli ultimi due mesi non è stato dato al corpo cibo e nutrimento adeguati; durante il processo dell'emissione del Lingam il corpo subisce naturalmente qualche sforzo e fatica. Tuttavia, vi assicuro che non dovete preoccuparvi di questo, Io ho dedicato questo corpo a voi ed è, quindi, vostra responsabilità prendervi cura dello stesso.

Ho notato che gli studenti erano molto ansiosi ed estremamente preoccupati per il mio stato di salute. Soltanto Io posso capire i sentimenti dei miei studenti, infatti essi sono come il mio stesso respiro vitale.
Gli studenti sono disposti a sacrificare la loro stessa vita per amore di Swami, ed anch'Io sono pronto a sacrificare la mia per amor loro.



Cari ragazzi! Vi proteggerò ovunque voi siate; Io sto utilizzando tutto il mio tempo per il vostro bene ed il mio unico obiettivo è di vedervi sempre felici. Nessuna insidia o pericolo potrà mai colpire questo corpo, siate rassicurati di ciò. Ricordate sempre Dio, ovunque siate.
Qualsiasi lavoro possiate intraprendere, consideratelo come il lavoro di
Swami. Io mi prenderò sempre cura del vostro benessere; infatti, persino i
vostri genitori possono non essere in grado di comprendere ed apprezzare i vostri sentimenti come so far Io. Miei cari ragazzi, "Bangaru" (d'oro), che voi possiate sbocciare alla vita e conseguire delle posizioni importanti!



Quello che doveva accadere è accaduto, il passato è passato. La sofferenza per il corpo è una cosa del tutto normale, il dolore va e viene come nuvole di passaggio. Perciò, da oggi abbandonate tutte le vostre preoccupazioni e siate felici. Vi benedico tutti affinché possiate superare i vostri esami in modo brillante. Perché temere quando Io sono qui? Io sono sempre con voi, non ho nessun'altra residenza se non il vostro cuore; infatti, il vostro cuore è il luogo dove Io risiedo.



Ora potete andare a cena, poi ritornate qui e continuate a cantare i bhajan per tutta la notte; Io verrò ancora.



Prashanti Nilayam - Sai Kulvant Hall 18.02.2004

(tratto dal testo reso disponibile dallo 'Sri Sathya Sai Central Trust di P.N.')

 

 

 

 

 

DISCORSO DIVINO

Le celebrazioni di Mahâshivarâtrî

8 marzo 2005

La festa di Mahâshivarâtrî è una delle più importanti dell’India. Essa cade il 14° giorno del krishna paksha la quindicina o metà (paksha) scura (krishna) di mâgha (gennaio-febbraio), un mese del calendario induista. Si tiene, dunque, nel periodo di luna calante e viene celebrata, con canti devozionali, durante la notte. Shivarâtrî significa "notte" (râtrî) di "buon auspicio" (shiva). In tutto il Paese, la gente affolla i templi di Shiva e trascorre la notte in adorazione e contemplazione del Divino. Il Signore Shiva viene adorato come Yogîshvara (il Signore degli yogin) ed è considerato lo Yogin e il Rinunciante ideale, ragion per cui, in questo giorno, i Suoi devoti si uniscono, per così dire, a Lui nelle Sue austerità, astenendosi dal cibo e dal dormire come omaggio al Principe degli yogin. Le celebrazioni di Shivarâtrî, a Prashânti Nilayam, hanno avuto inizio la mattina dell’8 marzo e Baba, mostrando la Sua divina Forma alle migliaia di persone riunite nel Sai Kulwant hall, ha riempito i cuori di gioia. Dopo esser salito sul palco, Baba ha invitato Anil Kumar, professore allo Shrî Sathya Sai Institute of Higher Learning, a parlare alla gente. Anil Kumar ha quindi cominciato a raccontare un episodio avvenuto allorché egli si trovava a Kodaikanal con Baba: in quell’occasione, mentre Gli era seduto accanto, aveva con sorpresa notato, attorno alla Caviglia sinistra del Maestro, il segno tipico lasciato da una cavigliera; la caviglia destra non evidenziava segno alcuno. Egli aveva pertanto pregato Swami di rivelargli il significato di ciò e il Maestro gli aveva spiegato che ciò rappresentava Lui Stesso come Ardhanârîshvara, il Principio divino in cui sono presenti sia il Signore Shiva sia Madre Pârvatî. Ardhanârîshvara rappresenta infatti l’aspetto androgino di Shiva, la cui metà sinistra del Corpo viene raffigurata come femminile (Pârvatî, la Shakti o Energia di Shiva) e quella destra come maschile (Shiva).

Baba, molti anni fa, rivelò di essere la manifestazione di Shiva-Shakti e Anil Kumar ha avuto il privilegio di constatare personalmente la verità di quella dichiarazione.

Alle parole di Anil Kumar hanno fatto seguito i discorsi di Narendranath Reddy e di G.K. Raman; anch’essi hanno narrato la loro esperienza all’assemblea dei devoti. In seguito, dopo il Suo Discorso, Swami si è seduto e con un gesto della Mano ha materializzato una collana d’oro, chiedendo agli studenti di che materia fosse fatto quell’oggetto. Essi hanno risposto trattarsi di oro ed, a quel punto, Baba, con un nuovo movimento della Mano e cogliendo tutti di sorpresa, ha trasformato quella collana in un anello d’oro. Anche questa volta ha domandato di che materiale quell’anello fosse fatto e gli studenti, all’unisono: "D’oro, Swami!" Allora Swami ha invitato uno studente a salire sul palco e gli ha infilato l’anello al dito. Poi ha ripetuto il movimento circolare con la Mano… ed ecco apparire un’altra collana d’oro. Era davvero uno spettacolo sconvolgente vedere Baba creare la materia con tanta disinvoltura. C'è tuttavia un significato profondo nelle Sue azioni: Baba intendeva dimostrare ciò che aveva già citato nel Discorso, ovvero che lo stesso Principio divino è presente in tutto. Gli ornamenti possono apparire differenti, ma sono tutti fatti dello stesso materiale: l’oro. Allo stesso modo, sebbene i nomi e le forme cambino, l’Âtma, vale a dire il Sé, è presente in ognuno. Dopo di ciò, gli studenti della scuola e dell’università di Baba hanno cantato inni e canti devozionali propiziatori rivolti al Signore Shiva.

Nel pomeriggio due eminenti oratori hanno parlato alla folla nel Sai Kulwant hall. Il primo, shrî S.V. Giri, ex vicerettore del Shrî Sathya Sai Institute of Higher Learning, ha spiegato il significato dei vari Nomi del Signore Shiva che, come si è detto, è Ardhânîshvara, perché entrambi i princìpi, maschile e femminile, sono egualmente presenti in Lui. Questa verità è evidente anche nella vita di Swami, giacché Egli tratta uomini e donne allo stesso modo ed esorta la società a tributare alla donna il dovuto rispetto. L’altro appellativo dato a Shiva, cioè Nîlakantha, è anch'esso riferibile a Baba, poiché, proprio come Shiva inghiottì il veleno halâhala per salvare il mondo dal suo effetto letale, così pure Baba è pronto a sopportare qualunque sofferenza fisica allo scopo di proteggere i Suoi devoti e garantirne il benessere. Dopo shrî S.V. Giri, Swami ha invitato a parlare A.V. Gokak, che ha recentemente assunto l’incarico di vicerettore dello Shrî Sathya Sai Institute of Higher Learning. Gokak ha affermato che il lingam, simbolo di Shiva, rappresenta la Divina Consapevolezza da cui tutto è emerso e in cui tutto, alla fine, si riassorbirà. Egli ha proseguito dicendo che, allo stesso modo, le varie fedi e religioni del mondo trovano compimento ai Piedi di loto di Bhagavân Shrî Sathya Sai Baba ed ha concluso affermando che occorrerebbe abbandonare la ristrettezza mentale e l’intolleranza verso le altre religioni e progredire verso quello stadio finale in cui colui che medita comprende di essere una sola cosa con l’oggetto della meditazione. Dopo il Discorso del pomeriggio, Swami ha dato il via al canto dei bhajan. I canti devozionali sono proseguiti senza interruzione per tutta la notte e sono stati eseguiti dai devoti dei Centri Sai di Bangalore, Delhi e Mumbai, nonché da altri devoti provenienti dai paesi d’oltremare. Il Sai Kulwant hall si è riempito di sacre vibrazioni, frutto dell’espressione di tanta devozione. È stato anche rappresentato l’Ekâdasha Rudra Pârâyana, nel corso del quale il Rudram, il mantra vedico in lode a Shiva, disseminato di strofe tratte dal Chamakam, viene cantato undici volte.

La mattina del 9, alle 6,30, Sai Baba è entrato, per la gioia degli occhi dei presenti, nel Sai Kulwant hall e alle 7 ha accettato l’ârati, ponendo in tal modo fine al canto dei bhajan. Egli ha poi fatto distribuire alla folla il prasadam (il cibo consacrato), costituito di pulihora (riso al tamarindo) e laddu (tipico dolce indiano). Vedere i membri della famiglia Sai, senza distinzione di classe, razza o nazionalità, sedere sotto lo stesso tetto e gustare il prasadam offerto dall’amorevole Madre Sai, scaldava davvero il cuore. Nel pomeriggio, Swami ha tenuto l’ultimo Discorso delle celebrazioni di Shivarâtrî al termine del quale Gli è stato offerto l’ârati.


                       



((D.D. del 8 marzo 2005 – mattino))



Sperimentare l’onnipervadente Consapevolezza Divina

Il Signore del Kailâsa ha manifestato la Sua Forma divina

con la luna crescente che Gli adorna la testa,

la fresca acqua del Gange che scorre attraverso

i Suoi riccioli arruffati, l’occhio splendente in mezzo alla fronte

e il collo color porpora brillante come il luccichio di una mora.

Egli indossa braccialetti di serpenti e una serpe come cintura,

tutto il Suo corpo è cosparso di vibhûti,

la fronte è adorna di un punto di kumkum,

le labbra rosse brillano di succo di betel;

orecchini d’oro tempestati di diamanti pendono dalle Sue orecchie

e tutto il Suo corpo di colore bruno risplende di divino fulgore.


Il "Propizio"

Nessuno sembra aver fatto uno sforzo per comprendere il significato e l’importanza di Shivarâtrî. In effetti, la stessa parola Shivarâtrî rivela il suo significato: Shiva significa "propizio" e râtrî significa "notte". Per questo Shivarâtrî vuol dire "notte propizia". Sorge allora la domanda: "Chi è Shiva?" Shiva non è altro che la Consapevolezza Divina che pervade tutti gli esseri viventi; questo Shivattva (Consapevolezza Divina) permea non solo gli esseri umani, ma anche gli uccelli, le bestie e gli animali. In effetti, ogni momento della nostra vita può esser considerato come Shivarâtrî; non dobbiamo aspettare Shivarâtrî in un giorno particolare dell’anno.


Onnipervadente Consapevolezza

Incarnazioni dell’Amore!

La Consapevolezza di Shiva è onnipervadente. Come possiamo limitarla a un tempo o a un luogo particolari?


Sarvatah pânipâdam tat sarvatokshi shiromukham

sarvatah shrutimalloke sarvamâvritya tishthati

Con mani, piedi, occhi, testa, bocca e orecchie che pervadono ogni cosa,

Egli permea l’intero universo.


Se una volta analizziamo questo aspetto attentamente, apparirà ovvio che tutto ciò di cui siamo testimoni all’intorno è Consapevolezza di Shiva e nient’altro. Shiva non rappresenta una forma particolare con i capelli arruffati e una pelle di tigre; dovunque guardiamo e qualunque forma incontriamo, che sia un bambino o una persona anziana, una donna o un uomo, in ogni forma risplende la Consapevolezza di Shiva. Come potete descrivere l’onnipervadente Consapevolezza di Shiva o limitarla a un momento e un luogo specifici? La gente esegue una forma particolare di danza per rappresentare la Shiva Tândava (la danza Cosmica di Shiva e Pârvatî), ma questa è solo simbolica e non descrive la vera Shiva Tândava. Come si può descrivere la Coscienza Trascendentale di Shiva che le parole non possono descrivere e che la mente non può comprendere?


Il Signore dai tre occhi

Il Signore Shiva è descritto da alcuni come Mukkanti (il Signore dai tre occhi). Tutti noi abbiamo solo due occhi, ma Dio ha anche un terzo occhio. Noi siamo consapevoli solo del passato e del presente, non possiamo visualizzare il futuro; solo Dio può. Il Signore Shiva, che può visualizzare il futuro con il Suo terzo occhio, cioè Jñâna Netra, viene dunque definito come Mukkanti. Persone differenti descrivono Dio in modi differenti; Lo si descrive anche incarnato in varie forme, ma tutte queste descrizioni non riescono a darNe un’idea completa.


Tutto è Shiva

Ognuno descrive Dio e Gli assegna un nome e una forma particolari a seconda della sua immaginazione; Dio, il Senzanome e Senzaforma, è onnipresente e onnipervadente. Egli è Avânmânasagochara (Indescrivibile a parole e Incomprensibile alla mente) e Aprameya (Incommensurabile). Chi può descrivere una tale Divinità? C’è solo un segno distintivo della Divinità e cioè la Consapevolezza. Questa Consapevolezza Divina assume qualunque forma voglia permeare, sia quella di un cane, di un corvo, di una gru o di un essere umano. Îshvarattva può quindi esser descritto come Consapevolezza Divina. Essa permea non solo tutti gli esseri umani, ma anche gli insetti, gli uccelli, le bestie e gli animali. Uno dei Nomi che le vengono attribuiti è Shivattva (Consapevolezza di Shiva); per cui, non è corretto descrivere Shivattva con appellativi come Mukkanti, Trinetra ecc.; Shivattva indica la onnipervadente Consapevolezza Divina. In effetti, tutti i devoti che siedono in questa sala sono Incarnazioni del Signore Shiva.


Sarvam shivamayam

Tutto ciò che percepisci in questo mondo oggettivo è una manifestazione di Shiva.


Essa pervade tutti e tre i mondi cioè la terra, lo spazio e il mondo inferiore; esiste in tutti e tre i periodi di tempo: il passato, il presente e il futuro. È indescrivibile. Qualsiasi periodo di tempo è insufficiente a descrivere Shivattva. Molta gente adora questa onnipresente e onnipervadente Consapevolezza Divina descrivendola con nomi e forme differenti. Proprio come l’onnicomprensivo Amore Divino non fa distinzione tra esseri viventi, anche la Consapevolezza Divina non fa differenze; siamo solo noi che facciamo distinzioni tra persone come mio padre, mia madre, mio fratello, mia sorella ecc., basate sulle nostre relazioni terrene con loro. In effetti, ogni essere vivente è una Incarnazione della Divinità; Dio assume tutti i nomi e tutte le forme. Voi siete Dio.


Episodi divini               

Una volta Pârvatî, la consorte del Signore Shiva, Gli chiese: "Come fa la gente a riconoscere la Consapevolezza Divina che si dice sia onnipervadente?" Îshvara rispose che la stessa Consapevolezza che è immanente in Lui permea tutti gli esseri viventi e spiegò anche come la stessa permeasse anche ogni cellula del corpo di Lei. Non la si può spiegare; si può solo sperimentarla.

Una volta Pârvatî non trovava Suo figlio Vinâyaka nonostante Egli fosse molto vicino al Signore Îshvara. Ella cercava Vinâyaka in ogni dove meno che nelle divine vicinanze del Signore Îshvara. Che strano! In egual modo oggi l’uomo cerca Dio dovunque senza sapere che egli stesso è una Incarnazione del Divino Âtma. Il Signore Îshvara non ha mai stirato i Suoi capelli; Egli li ha lasciati nella loro foggia naturale, come riccioli arruffati. I Suoi riccioli arruffati, il Suo terzo occhio e il Suo corpo coperto di cenere sono stati lasciati nella loro situazione e nel loro colore naturali, ma essi appaiono differentemente a persone diverse. Chi può descrivere il colore e lo splendore del corpo del Signore Shiva? Una volta nacque una controversia tra Lakshmî e Pârvatî circa l’apparenza fisica del Signore Îshvara e del Signore Vishnu. Durante la discussione Lakshmî chiese: "Pârvatî! Come hai potuto corteggiare questa strana persona che non tiene pulito il Suo corpo e lo cosparge di cenere residua della cremazione?" Pârvatî si offese e replicò: "Ammâ! Tuo marito Vishnu si adagia sul serpente Shesha ed è di colore blu; perché non correggi i Suoi modi e cerchi di cambiare il colore del Suo corpo?" Mentre stavano discutendo in questo modo, entrò in scena Sarasvatî e cercò di dar Loro un consiglio: "Nella Loro apparenza fisica possono esserci alcune differenze ma, per quanto Mi riguarda, non trovo nessuna differenza tra Loro. Io vedo che la stessa Consapevolezza Divina permea ambedue queste Forme. Voi entrate in polemica perché non riuscite a rendervene conto; dimenticate quindi tutte le differenze esteriori."

Questo tipo di natura trascendentale è immanente solo in Sarasvatî.


La fervida immaginazione dei devoti

Tutte queste differenze nella forma fisica sono solo nella mente degli esseri umani, ma Dio è privo di attributi. Sono i devoti ad assegnare a Dio nomi, forme e attributi differenti; basandosi sulla loro immaginazione, essi dipingono Dio in varie forme come il grande artista Ravi Varma1. Dio assume la forma che voi pensate. La gente descrive la forma di Dio come Rudra (il "Fiammeggiante", aspetto terrifico di Shiva) e Shântisvarûpa (Incarnazione della Pace), ma Dio è sempre soltanto Shântisvarûpa; Egli è sempre amabile e sorridente. Immaginare una tale Incarnazione della Pace in forma diversa è solo opera del devoto; se proprio esistono tali illusioni occorre liberarsene.


Dio non ha attributi

Bisogna raggiungere la Divinità coltivando amore per Dio; è solo l’amore che può legarLo. L’Unità di Dio deve essere realizzata attraverso tale Amore divino. Se Dio, che è privo di attributi, deve essere descritto, la descrizione sarà:


Ekam nityam vimalam achalam sarvadhî sâkshibhûtam bhâvâtîtam trigunarahitam

L’Uno senza secondo, l’Eterno, il Puro, l’Immutabile, l’Intelligenza onnipervadente

che tutto attiva, il Testimone di ogni cosa, al di là dell’immaginazione,

al di là dei tre guna: sattva, rajas e tamas.


Noi attribuiamo differenze a un tale Dio privo di attributi e ne siamo contenti. Ciò non è corretto. L’Unità di Dio deve essere compresa. A questo riguardo non deve esserci confusione, anche se poeti e artisti come Ravi Varma hanno rappresentato Dio in forme differenti dando espressione alla loro capacità immaginativa. Quali che siano le forme o i ritratti concepiti da poeti e artisti, Dio è solo Uno. Per esempio il Signore Vinâyaka appare sempre lo Stesso, dovunque lo vediate; Egli non ha attributi di sorta. Ganapati è Colui che non ha attributi. Egli non ha alcun capo al di sopra di Sé; è per questo che è chiamato Vinâyaka. Se fate un’analisi, [scoprirete che] ogni nome assegnato a Dio vi rivela un significato. Dato che non ha alcun capo al di sopra di Sé, anche Brahmâ, Vishnu e Maheshvara Lo adorano.


Adorare Dio come tale

Incarnazioni dell’Amore!

Oggi la gente esaspera le differenze tra gli esseri umani attribuendo nomi e forme differenti a Dio che è senza nome, senza forma e senza attributi. Questo è un grave errore. La Divinità viene divisa dai devoti; l’Unità di Dio non viene compresa, con il conseguente risultato di futili argomentazioni e confutazioni. Che sia Râma, Krishna, Îshvara o Vishnu, questi sono solo nomi diversi assegnati a Dio dai devoti, ma Dio è solo Uno. Questi nomi vengono assegnati a Dio solo per la nostra soddisfazione; nella Divinità, invece, non alberga alcuna differenza! La migliore sâdhanâ sarebbe realizzare l’unità nella Divinità e adorare Dio come tale. Voi potete comunque adorare Dio nella forma che preferite, a questo non si può fare obiezione, ma l’unità che sottende alle differenti forme e ai diversi nomi non dovrebbe essere mai dimenticata. Pensare che il Signore Râma possa essere arrabbiato se voi adorate il Signore Krishna e viceversa è una concezione erronea; tali differenze possono essere sentite dai devoti, ma non esistono nel Signore Râma e nel Signore Krishna. Dio non nutre tali sentimenti negativi; solo negli esseri umani esistono differenze e sentimenti negativi. In effetti non c’è alcuna possibilità che i sentimenti negativi coinvolgano il Divino: Egli è soltanto totalmente positivo.


Devozione unidirezionale

Cari studenti!

Non attribuite a Dio alcuna differenza o sentimento negativo. Voi potete adorare Dio in qualsiasi forma e nome vi piaccia. Nel caso troviate una qualunque differenza nel Divino, l’errore è imputabile ai vostri sentimenti negativi e non a Dio. Adorate quindi Dio con devozione unidirezionale.


Prashânti Nilayam, 8 marzo 2005 (mattino),

Sai Kulwant Hall,

Celebrazioni di Mahâshivarâtrî

(Tradotto dal testo inglese pubblicato sul sito internet dello Shrî Sathya Sai Central Trust di Prashânti Nilayam http://www.sssbpt.org/)




Râja Ravi Varma (1848-1906), il pittore del Kerala più celebrato, fu l’iniziatore del particolare stile romantico che ancora oggi è usato nei cartelloni pubblicitari cinematografici. Appartenente alla famiglia reale di Travancore, fu ritrattista apprezzato sia dagli Inglesi sia dall’alta società indiana e creatore di opere "storiche" dedicate ai grandi classici del passato e della tradizione, in uno stile che è una sintesi perfetta di illusionismo occidentale e di lussureggiante India del sud.

((DD dell’8 marzo 2005 – pomeriggio))

Figli dell’immortalità

"In questa terra di Bhârat, immensamente sacra, la tolleranza

è qualità dominante del nostro carattere.

Di tutte le promesse religiose, la più grande

è l’aderenza alla Verità, così difficile da praticare.

In questa terra di Bhârat, il sentimento più dolce e più rispettabile

è quello verso la madre.

Gettando alle fiamme la struttura morale del nostro Paese,

che decreta il rispetto di sé come più importante della propria stessa vita,

alla gente è stato dato il pugnale della libertà sfrenata,

a imitazione del modo di vivere occidentale.

Ahimè! Che cosa posso dire dei governanti di questa terra di Bhârat?

I Bhâratîya di oggi sono proprio come l’elefante,

che non è cosciente della propria forza."

Incarnazioni dell’Amore!

Finora, nessuno è stato capace di comprendere l’unicità, la grandezza e la santità di questa sacra terra di Bhârat; la sua cultura è più nobile e più santa di tutte le altre. Questa cultura unica pervade uniformemente il microcosmo e il macrocosmo. Sfortunatamente, al giorno d’oggi, i Bhâratîya l’hanno dimenticata e praticano la cultura altrui.


L’importanza di recuperare i Valori Umani

I grandi Valori Umani di Satya (Verità) e Dharma (Rettitudine) sono in declino in questa santa terra di Bhârat. Fino a ora, comunque e fortunatamente, nessuno è stato capace di sradicarli. Non esiste niente di più sacro della Verità e della Rettitudine; esse sono, per l’essere umano, come i due occhi. Sfortunatamente, le persone vanno oggi perdendo l’uso di questi due occhi, diventando conseguentemente cieche. Nonostante gli studenti dei tempi attuali cerchino una educazione elevata e acquisiscano diplomi, stanno perdendo di vista tali grandi Valori Umani. Invece di favorire una cultura così sacra e nobile e condurre la vita in accordo con i princìpi che essa propugna, la gente spreca il proprio tempo in vane ricerche. È solo la pratica dei grandi Valori Umani di Satya (Verità), Dharma (Rettitudine), Shânti (Pace) e Prema (Amore) che ha fatto del paese di Bhârat il grande condottiero spirituale del mondo intero. Solo quando li promuoviamo abbiamo il diritto di esser chiamati Bhâratîya nel vero senso della parola; perdere di vista anche uno di questi valori ci toglie il diritto al grande nome di Bhâratîya. Vero tyâga (sacrificio) è condurre la vita praticando costantemente questi Valori Umani nel proprio viver quotidiano. La nostra vita deve essere un continuo viaggio da Satya a Prema nella successione di Satya, Dharma, Shânti e Prema. Tali valori devono penetrare nel nucleo del nostro cuore e fluire in ogni cellula del nostro corpo.


L’intera creazione proviene dalla Verità;

nella Verità tutta la creazione si riassorbirà.

C’è un posto in questo universo in cui la grandezza della Verità non sia percepita?

L’intero universo è una manifestazione della Pura Consapevolezza;

riconoscete questa realtà.


Il vero significato di Satya e Dharma

Dal momento in cui un essere umano nasce dal ventre di sua madre, sono la Verità e la Rettitudine a sostenerlo e allevarlo. Le donne di Bhârat hanno sopportato molte dure prove per sostenere questi grandi Valori assieme ai loro compiti domestici e altri impegni pesanti. Ciononostante, esse li hanno sempre insegnati ai loro figli. Swami conosce molto bene quanta sofferenza i genitori di questi figli sopportino nel tirarli su; ciò che oggi si chiede agli studenti di acquisire non è l’istruzione e gli importanti titoli di studio, ma l’essenza della Verità e della Rettitudine. Si deve comprendere il vero significato di Satya e Dharma. La parola "Satya" consiste di tre lettere: "Sa", "Ta" e "Ya". La lettera "Sa" rappresenta la qualità Satvica, "Ta" la qualità di Tyâga (il Sacrificio) e "Ya" le qualità di Yama e Niyama (il controllo dei sensi interni ed esterni). Quindi, la parola "Satya" significa promuovere la qualità Satvica con spirito di sacrificio mantenendo il controllo dei sensi. Sfortunatamente, oggi stiamo perdendo di vista questi grandi Valori Umani che formarono il nucleo della cultura dei Bhâratîya. L’uomo d’oggi non sa che cosa siano Satya e Dharma. Dharma è interpretato come "dovere"; questa interpretazione non è corretta: è solo una traduzione inglese espressa in modo alquanto inadeguato! La vera interpretazione di Dharma è Dhârayati iti dharmah, "ciò che sostiene è il Dharma". Esso sostiene la vita umana. Satya (la Verità) emerge da Hridaya nabhi (la regione del cuore) di un essere umano, per cui un uomo che conduce la vita secondo Satya e Dharma diventerà santo. I Pândava e Draupadî vissero nobilmente seguendo Satya e Dharma. Tutte le vostre presenti difficoltà e umiliazioni sono dovute al fatto che non aderite al Dharma.


Mârkandeya, ovvero l’obbedienza assoluta a Dio

Si dovrebbe obbedire al Comando divino con fede totale e senza alcuna contestazione. Mârkandeya nacque in seguito a un dono di Îshvara ai suoi genitori. Îshvara chiese loro se preferissero un figlio virtuoso con una vita breve o un figlio non molto virtuoso, ma che vivesse a lungo. Essi optarono per un figlio virtuoso, ragion per cui nacque Mârkandeya che aveva buoni pensieri, buoni atteggiamenti e buona condotta. Îshvara informò i suoi genitori che egli sarebbe vissuto solo sedici anni; ciononostante, i genitori furono felici di esser stati benedetti con un figlio virtuoso. Gli anni passarono e Mârkandeya entrò nel sedicesimo anno. I suoi genitori furono affranti dal dolore nel ricordare le parole di Îshvara; sua madre piangeva spesso al pensiero della morte imminente del figlio. Mârkandeya non riusciva a comprendere la causa del suo dolore e si chiedeva perché ella piangesse. Un giorno trovò i suoi genitori distrutti dal dolore; dietro sua richiesta essi rivelarono che la sua morte era molto vicina come deciso dal Divino e che questa era la causa del loro dolore. Il giovane fu dispiaciuto del fatto che il Volere di Îshvara non gli fosse stato rivelato sino allora, perché per questo egli aveva sprecato il tempo prezioso che gli era stato concesso. Non volle dunque perdere altro tempo: fece un bagno di primo mattino, andò al tempio di Îshvara, cominciò a recitare Namah Shivâya, il sacro mantra pañchâshari (di cinque sillabe) dedicato a Shiva, con totale sincerità e devozione e si perse nella Sua contemplazione. Egli non si aspettava alcuna ricompensa per le sue preghiere e considerava la contemplazione di Dio come suo dovere primario. Il giorno seguente era previsto fosse l’ultimo del suo soggiorno terreno, per cui egli rimase nel tempio; i suoi genitori, non avendolo visto tornare a casa, andarono al tempio e sedettero all’ingresso piangendo al pensiero della imminente fine della vita di Mârkandeya. Come deciso dal Signore, egli lasciò le sue spoglie mortali nel momento in cui compì il sedicesimo anno. I suoi genitori erano affranti. Appena Mârkandeya ebbe lasciato il suo corpo mortale nel mondo esteriore, il suo jîva (spirito) raggiunse il Signore Shiva nel mondo divino. Il Signore era estremamente compiaciuto della sincera devozione di Mârkandeya e disse: "Mârkandeya! Il giorno odierno segna il compimento del tuo sedicesimo anno; tu sei venuto a Me serenamente, ti sei inchinato al Mio Volere con fede e obbedienza incondizionate. Sono soddisfatto della tua devozione." Mentre Îshvara parlava a Mârkandeya in questo modo, Madre Pârvatî intervenne dicendo: "O Signore! Visto che egli ha obbedito al Tuo Comando senza alcuna riserva, perché non lo rimandi ai suoi genitori?" Îshvara volle che Pârvatî Lo coadiuvasse e insieme ridiedero vita al corpo di Mârkandeya. Quando i genitori notarono qualche movimento nel corpo del ragazzo, la loro gioia non conobbe limiti. Egli si alzò e disse: "Miei cari madre e padre, il Signore Îshvara e Madre Pârvatî mi hanno riportato in vita."

È solo Dio a poter salvaguardare la vita di un essere umano. Alcuni medici dichiarano di poter dare buone medicine o compiere operazioni chirurgiche per salvare la vita di una persona; essi fanno numerose promesse in questo senso, ma falliscono. A parte Dio, nessuno può salvare o prolungare la vita di una persona; solo Lui può interferire con la legge del karma. Con la grazia di Dio si può ottenere qualunque cosa in questo mondo.

Cari studenti!

Voi dovete sforzarvi di ottenere la grazia di Dio fin dalla vostra fanciullezza; se pregate per la Sua grazia e vi sforzate di ottenerla, Egli vi proteggerà.


La sacra danza del Nome

Incarnazioni dell’Amore!

Oggi è il santo giorno di Shivarâtrî. Shiva significa "buon auspicio"; quando c’è Shiva non può esserci shava (cattivo auspicio, malaugurio). Bisogna trascorrere questo santo giorno di Shivarâtrî nella costante contemplazione di Dio, recitando il sacro Nome di Shiva dalle prime ore del mattino fino a che non si va a letto. Il Nome di Dio deve danzare sulla vostra lingua. La Divinità è eterna; non La si può ottenere tanto facilmente. Nonostante si siano date alcune vaghe definizioni, come eterno, immutabile ecc., nessuno è stato finora in grado di spiegare il Divino. La corretta definizione della Divinità dovrebbe essere:


Ekam nityam vimalam achalam sarvadhî

sâkshibhûtam bhâvâtîtam, trigunarahitam

L’Uno senza secondo, l’Eterno, il Puro, l’Immutabile,

l’Intelligenza onnipervadente che tutto attiva, il Testimone di ogni cosa,

al di là dell’immaginazione, al di là dei tre guna: sattva, rajas e tamas.


Uno dei Nomi attribuiti al Signore Shiva è Mrityunjaya, che significa "Colui che ha trasceso la morte". Questo da un punto di vista terreno ma, se si vuole afferrare la vera ed eterna natura della Divinità, occorre comprendere la relazione tra il Signore Shiva e Madre Pârvatî.


Un Nome da scegliere

Una volta c’era una piccola divergenza di opinione tra di Loro circa il Nome [più] appropriato da dare al Loro Bambino. Pârvatî voleva chiamarLo con un Nome particolare scelto tra i numerosi del Signore Shiva mentre quest’ultimo scelse di chiamare il Bambino Amritaputra (figlio dell’immortalità). In effetti, ogni essere umano è Amritaputra; anche le Upanishad lo definiscono tale e rivelano la vera identità degli esseri umani rivolgendosi ad essi nel seguente modo:


Shrunvantu vishve amritasya putrâh

"Ascoltate, oh voi tutti figli dell’immortalità!"


Cari devoti e studenti!

Anche voi siete Amritaputra e non anritaputra (figli dell’immortalità e non della falsità). Colui che è un Amritaputra non è toccato da alterazione o morte e voi siete effettivamente le Incarnazioni dell’Immutabile Eterno Principio. Una volta Madre Pârvatî stava addormentando il piccolo Ganapati dondolando la culla e cantando una ninnananna: "O Amritaputra! Dormi, Mio caro, dormi. Se Tu stai sveglio, tutto il mondo starà sveglio." Lakshmîdevî, la Consorte del Signore Vishnu, si avvicinò e assistette alla scena. Ella pensò che quella fosse una ninnananna piuttosto strana, per cui chiese quale fosse il Nome del Bambino e Pârvatî Le disse che il Suo Nome era Amritaputra. Lakshmîdevî chiese altresì dove quel Nome fosse stato preso e Pârvatî rispose che era stato il Signore Shiva ad averlo attribuito al Piccolo. Colui che discende da Îshvarattva (il Principio di Îshvara, o Shiva) è Îshvara Stesso.


Amritaputra, non anritaputra

Incarnazioni dell’Amore!

Voi non leggete i sacri testi antichi; a meno che non li leggiate, non potrete comprendere ciò che è in relazione con voi.

Cari studenti!

Voi siete tutti Amritaputra e, naturalmente, la gente si aspetta che viviate coerentemente con questo grande Nome. In effetti, nel nostro Paese, i nomi dati ai bambini dagli anziani hanno significato e importanza rilevanti: essi non vengono dati casualmente o per gioco. Al fine di comprendere il significato recondito e la santità di questi nomi, dobbiamo leggere i sacri testi come i Purâna. Incapaci di comprendere l’eterna realtà dei valori di Satya e Dharma, noi percorriamo strade sbagliate. Ripetiamo semplicemente le parole Satya, Dharma, Shânti e Prema come pappagalli, ma non facciamo alcuno sforzo per comprendere le effettive implicazioni e il significato di questi grandi Valori Umani. Tutti voi siete Amritaputra, non anritaputra (figli della falsità, della non verità).


Cari studenti!

Cercate di comprendere la vera natura ed il significato dei nomi. È un fatto che nessuno abbia mai visto il Signore Îshvara in Persona; la gente Lo chiama Kailâsavâsi (il Signore che risiede nel Kailâsa). Dov’è il Kailâsa? È solo quando meditate su di Lui nel silenzio profondo che potete visualizzare il Signore Îshvara nel Kailâsa. Quindi si deve praticare mauna (il silenzio); questo silenzio implica totale quiete dei pensieri e delle parole.


Incarnazioni dell’Amore!

Voi siete tutti Amritaputra; rimanete quindi costantemente [immersi] in questa consapevolezza e proclamate di essere degli Amritaputra. Qualunque nome vi sia stato dato, premettete Amritaputra a quel nome. Considerare voi stessi anritaputra è un grave errore ed una denominazione errata. Realizzate quindi la vostra vera natura e chiamate voi stessi Amritaputra.

(Baba conclude il Discorso con il bhajan: "Prema Mudita Manase Kaho…")

Prashânti Nilayam, 8 marzo 2005 (pomeriggio),

Sai Kulwant Hall,

Celebrazioni di Mahâshivarâtr

                              

 

DISCORSO DIVINO

L’ineluttabile legge del karma

9 marzo 2005

"Ognuno deve affrontare le conseguenze del proprio karma.

Chi ha fatto sì che i pipistrelli pendessero a testa in giù dai rami degli alberi?

È il loro destino.

In egual modo, nessuno può sfuggire alle conseguenze del karma."


Ogni essere umano, ogni insetto, uccello, bestia, animale, insomma ogni essere vivente di questo mondo è legato al destino. Nessuno può evitare le conseguenze del karma, buono o cattivo che sia. Ubbidire alle leggi della natura e alla legge del karma è naturale per ogni essere vivente. Per esempio, i pipistrelli pendono dai rami degli alberi con la testa in basso: quella è la loro natura, sono nati così. Tutti gli esseri umani di questo mondo pensano di subire delle sofferenze pur non avendo fatto niente di male. Essi pensano: "Io non ho fatto niente di sbagliato! Perché, allora, sto subendo questa sofferenza?"
I fatti stanno però diversamente. Qualunque piacere o pena un essere vivente sperimenti è certamente il risultato delle azioni (karma) che ha compiuto. Tutti gli esseri umani compiono azioni e ne sperimentano i frutti conseguenti. Ciononostante, fino ad oggi, non è apparso loro chiaro se ciò accada per una naturale conseguenza delle loro azioni o per una qualche ragione sconosciuta. Non solo gli esseri umani, ma anche i batteri, gli uccelli, gli insetti, le bestie e gli animali sperimentano le conseguenze delle loro azioni.


Il karma straordinariamente positivo di Subbâmmâ

A sostegno di questa inevitabile legge del karma, vorrei raccontarvi alcuni fatti accaduti molto tempo fa. Tali eventi spiegano come determinate nascite siano avvenute proprio per avallare questa verità. A Puttaparthi c’era una grande devota di nome Subbâmmâ, che era molto ricca e non aveva figli. Qualunque cosa avesse, era solita darla generosamente a tutti con il sentimento: "Sto solo dividendo con i miei simili la ricchezza che Dio mi ha dato." Ella conduceva, con senso di equanimità, una vita nobile e pia. Avendo tuttavia un desiderio, pregava così: "Swami! Nel momento in cui abbandonerò questo soggiorno terreno, vorrei che Tu estinguessi la mia sete versandomi in bocca alcune gocce d’acqua con le Tue Mani Divine." Le promisi che l’avrei fatto. Sei anni dopo questa promessa, dovetti andare a Chennai (Madras) per assolvere un Mio impegno a casa di un devoto. Era il tempo della seconda guerra mondiale. Una sirena che avvertiva di un’incursione aerea suonava ad ogni ora e le strade si vuotavano all’istante. Rimasi là tre giorni e ripartii per tornare in auto da Chennai direttamente a Bukkapatnam. Nel contempo, Subbâmmâ si ammalò gravemente, fu portata da Puttaparthi a Bukkapatnam, che era la residenza dei suoi genitori, e lì morì. I suoi parenti cominciarono a fare delle osservazioni sarcastiche: "Sai Baba aveva dato parola che le avrebbe versato dell’acqua in bocca al momento del trapasso. È venuto? Dove è andato?"
I fratelli e i parenti fecero tutti i preparativi per portare il suo corpo alla cremazione. A quei tempi, procurare della legna per cremare un corpo non era facile, specialmente nei villaggi; essi, tuttavia, trovarono la legna e approntarono il tutto. Passando davanti alla casa di Subbâmmâ, notai numerose persone lì riunite e chiesi: "Chi deve essere cremato?" Il lavandaio Subbanna era lì e rispose: "Swami! Subbâmmâ è morta." Chiesi ancora: "Veramente? Quando è morta?" "Tre giorni fa, Swami", rispose lui. Entrai nella casa in cui giaceva il suo corpo; i parenti stavano per portarlo fuori per la cremazione. Sua sorella Mi vide e prese a lamentarsi dicendoMi: "Baba! Ella ha sperato nel Tuo arrivo; bramava che Tu le versassi dell’acqua in bocca prima di esalare l’ultimo respiro, ma è morta senza che il suo desiderio fosse esaudito." Le dissi che non c’era alcuna possibilità di una simile eventualità e le chiesi di portare un bicchier d’acqua; vi misi quindi una foglia di basilico1 e rimossi il panno che le copriva la faccia. Il corpo era invaso dalle formiche. Pronunciai allora dolcemente il suo nome: "Subbâmmâ!", ed ella apri gli occhi e Mi vide. Prese piangendo le Mie mani e chiese: "Quando sei arrivato, Swami?" Risposi: "Sono appena arrivato." Le asciugai delicatamente le lacrime con un tovagliolo e le dissi: "Subbâmmâ, guarda!" Poi le versai alcune gocce di acqua consacrata in bocca, dicendo: "Ora chiudi gli occhi in pace." Subbâmmâ bevve l’acqua dalle Mie mani e spirò. In questo modo, Io mantenni la promessa [fatta] a Subbâmmâ. Mentre avveniva questo strano fatto, tutti i suoi parenti ed i medici che l’avevano curata assistevano sgomenti non riuscendo a credere ai loro occhi. Essi pensavano: "Com’è possibile! Subbâmmâ è morta tre giorni fa; nel suo corpo non c’era respiro. Come può aver aperto gli occhi e parlato con Swami? Probabilmente è un Miracolo Divino di Sai Baba." Durante la sua vita, Subbâmmâ era perennemente preoccupata del fatto che Swami fosse sempre in movimento per visitare tanti posti e che il suo ultimo desiderio non potesse esser soddisfatto, ma Io mantenni la promessa fattale molto tempo prima. Alla fine il cadavere di Subbâmmâ fu cremato dai parenti secondo il costume della sua famiglia; ella era una bramina. Io partii per tornare a Puttaparthi; un carro trainato dai buoi era stato approntato per il Mio ritorno. Sedetti nel carro con il fratello di Griham Ammâyî (Îshvarâmmâ); il suo nome era Chandramouli (zio materno del Corpo fisico di Swami). Dal luogo della cremazione, in cui le spoglie mortali di Subbâmmâ venivano consegnate alle fiamme, vedemmo salire del fumo. Chandramouli chiese: "Swami! Tu sei rimasto con il cadavere di Subbâmmâ fino ad ora; perché non hai aspettato che la cremazione fosse finita?" Gli dissi: "Chandramouli! Io non sono una persona che manca di parola: avevo promesso a Subbâmmâ che sarei stato presente al suo fianco durante gli ultimi attimi della sua vita e che le avrei versato dell’acqua in bocca. Questo ho mantenuto. Le ho raccomandato di lasciare questo mondo in pace. Ho mantenuto la Mia promessa e ora torno alla Mia dimora." Chandramouli fu molto contento. In effetti Subbâmmâ era molto stimata da tutto il villaggio; ella era il capo del villaggio essendo la moglie di Karnam (il capo del villaggio). Tutte le proprietà del villaggio erano a suo nome ma, da quando si era dedicata a Swami, non aveva avuto nella vita altro interesse che Swami: dal primo mattino fino a che non andava a letto, era costantemente impegnata esclusivamente nel lavoro per Swami. In certe occasioni, avevo l’abitudine di ritirarMi nelle grotte delle colline circostanti senza informarla. Poveretta! Andava in giro per le colline a cercarMi. Usava mettere dei dosa, upma, vada, idli ecc. in un paniere e venire a cercarMi. Alla fine, quando Mi trovava, le chiedevo scherzando: "Subbâmmâ! Che cosa Mi hai portato?", e lei rispondeva: "Swami! Ho portato le cose che Ti piacciono." Allora le dicevo "DamMi un dosa", e lei lo poneva in un piatto e Me lo porgeva, al che la tormentavo ancora dicendo: "Subbâmmâ! Questo dosa non Mi piace, damMi un idli, upma, vada ecc." Povera donna! Lei Mi serviva tutto questo. Da mane a sera preparava una quantità di piatti e Mi aspettava. Sì, ella si preoccupava di sapere che altro Mi necessitasse. Una volta le dissi: "Subbâmmâ! Non temere: Io non ho bisogno di niente. Ti ho fatto un mucchio di richieste pretendendo questo e quello affinché la tua devozione e il tuo abbandono fossero noti al mondo." Ella allora Mi chiese: "Swami! Sono felice di esser stata capace di servirTi del cibo; sono contenta anche che Tu mangi queste cose con amore e affetto verso di me. Mi farai felice se vorrai gentilmente mettermi in bocca una piccola quantità di questa roba con le Tue Mani Divine. Presi , allora, un pezzetto di idli dal piatto e glielo misi in bocca con un po’ di chutney ; ella ne fu felicissima. In questo modo Subbâmmâ sperimentò grande felicità nella Divina vicinanza di Swami fino al suo ultimo respiro. Chandramouli, che in numerose occasioni fu testimone del Mio inondare Subbâmmâ di amore e di grazia, osservò: "Swami come sei compassionevole verso i devoti! Non ci sono parole per esprimere il Tuo Amore e la Tua Compassione verso i devoti, specialmente verso Subbâmmâ." Vero! Le parole non possono descrivere l’Amore e Compassione di Swami verso Subbâmmâ; la devozione di Subbâmmâ verso Swami sorpassava persino quella di Prahlâda. La gente, a quel punto, aveva compreso come Swami avesse mantenuto la promessa fatta a Subbâmmâ e aveva sentito che la vita di lei era stata santificata. Prendendo spunto dal suo esempio, numerose persone anziane venivano a trovarMi chiedendo: "Swami! Per favore, prometti che mi verserai dell’acqua consacrata in bocca con le Tue Mani Divine nel momento del mio distacco da questo mondo." Io ero solito dir loro: "Miei cari! Non tutti possono avere questo grande dono. Se riceverlo è vostro destino, certamente lo avrete; Io verrò al momento giusto e verserò acqua consacrata nella vostra bocca."


L’attesa fiduciosa di Kondama Râju

Kondama Râju (il nonno di Baba) osservava queste persone che venivano da Swami con questo tipo di richiesta e anche lui maturò un grande desiderio per questo prâpti (merito). Un giorno Mi avvicinò e disse: "Swami! Tu sei nato nella nostra famiglia, nella nostra discendenza, e ne hai sostenuto l’onore e la gloria, ma anch’io ho una richiesta da farTi: desidero e prego che la mia nascita nella nostra famiglia sia santificata; per tale ragione Ti chiedo, per favore, di versarmi dell’acqua consacrata in bocca con le Tue Mani Divine durante gli ultimi momenti della mia vita." Gli assicurai che avrei certamente soddisfatto la sua richiesta ed egli ne fu molto contento, perché sapeva che una volta che Swami ha dato la Sua Parola, senz’altro la manterrà. Egli visse 112 anni. Ogni mattina camminava dal villaggio al nuovo mandir per avere il Mio darshan. Un giorno gli chiesi: "Perché percorri tutto il tragitto dal villaggio al mandir e ritorno? Potrebbero esserci dei bovini sulla strada e, se ti aggredissero, tu cadresti ferendoti, non è vero?"
Egli Mi rispondeva con grande sicurezza: "Swami! Quando Tu mi proteggi e sei costantemente al mio fianco, quale animale potrebbe aggredirmi?" Un giorno, al mattino presto, egli venne al mandir ed ebbe il Mio darshan, dopodiché tornò a casa e si sdraiò. Dopo un po’ disse a Îshvarâmmâ di andare vicino al tempio di Satyabhâmâ e guardare se Swami stesse venendo da quella parte. Ella andò là e tornò dicendogli: "Sì, Swami sta arrivando con la Sua macchina." Allora, Swami aveva una piccola automobile. Kondama Râju disse: "Îshvarâmmâ! Prendi un bicchiere d’acqua e mettici una foglia di basilico." Ella fece come le era stato chiesto. Lui teneva in mano il bicchiere e Mi aspettava, sapendo che la sua fine era vicina e che Io ero andato lì per mantenere la Mia promessa. Nessun altro lo sapeva. Tenendo il bicchiere, disse: "Swami! Sono pronto", e Io risposi: "Sono pronto anch’Io." Non appena gli versai l’acqua in bocca egli trapassò in pace. Prima di morire disse: "Che grande fortuna è bere acqua dalle Tue Divine Mani prima di lasciare questo mondo! Neanche re Dasharatha, che fece grandi penitenze e sacrifici, ebbe questa fortuna. La mia vita è redenta." Con questo episodio di Kondama Râju fu mostrato ancora una volta a tutto il mondo che Swami mantiene sempre la Sua Parola, qualunque cosa accada! Le vite di Subbâmmâ e Kondama Râju furono così redente. Io manifesto i Miei lîlâ (giochi) divini in molti modi per mantenere la parola e travalico qualsiasi confine per mantenere la Mia promessa. Alcuni devoti agiscono invece in senso contrario alle loro parole. Fui mandato a Kamalapuram alle scuole superiori. Il fratello maggiore di questo Corpo, Seshama Râju, era determinato sul fatto che acquisissi un’educazione superiore, ragion per cui Mi portò con sé a Kamalapuram e Mi iscrisse a scuola. Per scarsità di fondi, in quel periodo faticavo molto a portare avanti gli studi; spesso dovevo arrangiarMi con le tasche vuote, per cui ero avvezzo a usare il Mio talento poetico per guadagnare qualche moneta con cui soddisfare i bisogni personali.


La medicina prodigiosa

Nello stesso villaggio c’era un commerciante, di nome Kotte Subbanna, che gestiva un emporio in cui vendeva anche delle medicine ayurvediche. Una volta, una nuova medicina ayurvedica di nome Bala Bhâskara fu messa in vendita nel suo negozio; era un prodotto nuovo e molto efficace che, se reclamizzato, avrebbe potuto procurargli un buon profitto. A questo scopo egli Mi chiese di accettare il compito di far propaganda a questa nuova medicina. Accondiscesi alla richiesta, ma chiesi ulteriori informazioni sul prodotto. In seguito, composi un canto sulla sua efficacia e radunai alcuni bambini della Mia età per andare in giro con dei cartelli in mano a cantarlo nei villaggi vicini. Il canto suona così:


"Eccola! Eccola! Oh, bambini! Venite, venite!

Qui c’è la medicina Bala Bhâskara.

Che si tratti di uno stomaco in disordine o di una gamba gonfia,

di un dolore articolare o flatulenza,

di qualunque disturbo conosciuto o sconosciuto,

prendete questa Bala Bhâskara per una guarigione istantanea!

Se volete sapere dove trovarla,

c’è il negozio di Kotte Subbanna: è in quel negozio che potete procurarvela.

Venite, ragazzi! Venite qui!

È un tonico eccellente preparato dal famoso medico Gopâlâchârya stesso.

Venite, ragazzi! Venite qui!"


Quando il nostro giro di propaganda nei villaggi vicini fu finito, tutta la scorta di medicine del negozio di Subbanna era esaurita ed egli ne fu molto contento. Per tale ragione, Mi chiamò e Mi offrì un paio di calzoni alla zuava e una camicia ricamati per Me. Io li rifiutai con decisione, dicendo: "Subbanna! Io non ho composto quel canto con il fine di avere nuovi indumenti; non ne ho bisogno e non li toccherò. Riprendili, per favore. Se Mi offri denaro od oggetti, in cambio dei Miei servigi, non metterò più piede nel tuo negozio." Egli comprese la Mia sincerità e i Miei forti sentimenti. Da allora in avanti, fu solito dire: "Râju! In questo mondo, non voglio altro che il Tuo Amore."


Amorevole sopportazione

Un altro fatto accadde mentre studiavo a Kamalapuram. Frequentavo un campo scout in un villaggio vicino chiamato Pushpagiri, dove si teneva una grande fiera. Rimasi lontano da casa per alcuni giorni e non c’era quindi nessuno che andasse ad un pozzo distante a prendere l’acqua per le necessità domestiche. Di conseguenza, la moglie di Seshama Râju dovette assolvere questa incombenza. Quando tornai dal campo scout, Seshama Râju era arrabbiato per il fatto che non ci fosse nessuno in casa ad aiutare sua moglie. In quel momento egli stava tracciando delle righe su di un quaderno con l’aiuto di un righello di legno. Non appena Mi vide, gridò: "Ehi! Vieni qui. Nei giorni passati, non c’è stato nessuno in casa per andare a prender l’acqua. Tua cognata ha dovuto provvedere anche a questo oltre che ai suoi lavori domestici." Così dicendo, prese il righello e Mi colpì con rabbia. Il righello si ruppe in tre pezzi; la Mano Mi si gonfiò e Mi doleva molto. Io non replicai né raccontai il fatto ad alcuno e Me la fasciai con un panno bagnato. Il giorno dopo, il figlio di Seshama Râju morì ed egli inviò un telegramma a Pedda Venkama Râju (il padre di Swami). Quest’ultimo corse subito: partì da Puttaparthi per Bukkapatnam e di lì proseguì per Kamalapuram. Griham Abbâyî (il padre di Swami) Mi chiese perché avessi una benda sull’avambraccio; Io cercai di dargli una spiegazione qualsiasi, come se niente fosse accaduto e gli dissi che provavo un leggero dolore per una vescichetta sull’avambraccio, motivo per cui ci avevo messo una benda. Nella casa vicina, c’era una signora, che apparteneva alla comunità Vysya, la quale si guadagnava da vivere preparando e vendendo dei dosa. Ella cercò di ragionare con Griham Abbâyî, dicendo: "Senti un po’, Venkama Râju! So che sei sufficientemente benestante da far studiare Râju a casa vostra. Perché metterLo tanto in difficoltà affidandoLo alle cure del fratello maggiore in un posto così lontano? Tu non sai quanta sofferenza deve sopportare qui quel povero ragazzo: deve andare a prendere l’acqua da bere in un posto distante portando tutti i giorni, sulle Sue giovani spalle, due grandi brocche con un kavadi." Poi raccontò vari casi in cui Io avevo dovuto sopportare fatica fisica e sofferenza. Venendo a conoscenza della Mia situazione, Griham Abbâyî ne fu profondamente commosso; Mi chiamo immediatamente e disse: "Figlio mio caro! Tu parti immediatamente e vieni con me; torniamo a Puttaparthi." Tutti i membri della famiglia Mi amavano ed egli si rammaricò: "So che la ferita sul Tuo avambraccio è dovuta alle percosse del Tuo fratello maggiore. Io stesso non Ti batto. Tu stai subendo troppa sofferenza qui. Vieni, torniamo a Puttaparthi." Quando accadde questo fatto, Griham Abbâyî fece un commento che Mi risuona ancor oggi nelle orecchie: "Sathyam! Se uno è vivo, può guadagnarsi da vivere anche vendendo il sale. Non posso lasciarTi ulteriormente in questo tormento; non posso forse provvedere al Tuo mantenimento anche con i miei pochi mezzi?"
Così dicendo, si mise a piangere. Da allora in poi, non Mi affidò più a nessuno. La Mia istruzione regolare terminò con la scuola superiore e non frequentai nessun college. Ciononostante ho continuato la Mia Missione come un Satya bodhaka (insegnante di Verità), facendo di Puttaparthi il Mio quartier generale.


Una poesia su Puttaparthi

Ho composto una bella poesia che descrive la storia gloriosa di Puttaparthi dicendo:


"Aggirando quale città il sacro fiume

Citrâvatî scorre in tutta la sua naturale bellezza?

Intorno a quale città ci sono bellissimi

alberi di mango, simbolo di buon auspicio?

Ergendosi a guardia dei quattro lati di quale città

stanno le Deità di Pârvatî e Parameshvara a continua protezione?

Al centro di quale città, ha salda dimora

il radioso Signore Vishnu in tutto il Suo splendore?

Quella città famosa nel mondo è Puttapuram o Puttaparthi

con il suo deposito di acqua dolce, costruito da Cikkavadiyar,

che si erge quale eterno monumento alla gloria di [re] Bukkaraya."


A ricordo di Subbâmmâ

Ho costruito una comunità residenziale per commemorare il grande amore e la grande devozione che Subbâmmâ aveva verso di Me e l’ho chiamata "Karnam Subbâmmâ Nagar"2. Si trova vicino al Gokulam. Ho anche acquistato delle mucche e assunto delle persone affinché se ne prendano cura. Alcune di queste persone sono state alloggiate nelle abitazioni del "Karnam Subbâmmâ Nagar". In questo modo Mi sono impegnato a far sì che il nome di Subbâmmâ sia ricordato dai devoti per sempre.


Orfani fortunati

Alcuni anni fa, ho dato inizio a un progetto chiamato Dînajanoddhârana Pathakam per adottare alcuni bambini orfani e provvedere a loro con cibo, indumenti ed educazione, in modo che, quando saranno cresciuti, siano capaci di vivere la vita con onore e dignità. Io Mi curo di questi ragazzi con tutto l’Amore e ogni Premura. Dovete aver visto questi ragazzi quando vengono per il darshan ogni giovedì e ogni domenica. Ho anche costruito per loro degli alloggi in modo tale che possano viverci confortevolmente. Oltre alla loro normale educazione, essi stanno ora acquisendo competenza anche in attività extracurricolari. Ci sono dunque moltissime attività di servizio che ho intrapreso fin dalla Mia infanzia. Se dovessimo raccontarle tutte, potremmo andare avanti per ore.


Cari studenti!

Io nutro grande amore per voi. Auspico che cresciate tutti bene e vi guadagniate un buon nome. Io amo quei ragazzi che si procurano un buon nome: in effetti, dono loro Me Stesso. Io vi darò tutto quello che volete.



Prashânti Nilayam, 9 marzo 2005,

Sai Kulwant Hall

Celebrazioni di Mahâshivarâtrî


(Tradotto dal testo inglese pubblicato sul sito internet dello Shrî Sathya Sai Central Trust di Prashânti Nilayam http://www.srisathyasai.org.in/)




Note:

Si tratta del tulasî o tulsî, il basilico sacro.
"La città di Karnam Subbâmmâ".

 

 

 

DISCORSO DIVINO

L’illimitabile, onnipervadente Brahman

26 febbraio 2006

“È possibile costruire un tempio per quell’Uno che pervade il brahmânda1 (Cosmo) intero?

Può qualcuno dare un nome a quell’Uno che è presente in tutti gli esseri?

È possibile offrire un bagno a quell’Uno che è presente in tutti i fiumi?

Può qualcuno offrire del cibo a quell’Uno che ha l’intero brahmânda nel Suo stomaco?

L’uomo, nella sua ignoranza, è incapace di riconoscere questa verità.

Egli è preda dell’illusione di essere nashvara (temporaneo).

In effetti egli non è nashvara, ma Îshvara Stesso per il mondo intero.”



Prapañcha è il nome che noi abbiamo dato al mondo visibile; esso è così chiamato perché è costituito dai pañchabhûta (i cinque elementi) e cioè la terra, l’acqua, il fuoco, l’aria e l’etere. “Pra” significa “manifestarsi”, “fiorire”, e quindi prapañcha significa manifestazione non solo dei cinque elementi ma anche dei cinque princìpi vitali che sono prâna (il soffio vitale, l’energia vitale, il flusso energetico), apâna (il soffio vitale discendente che opera dal plesso solare ai piedi), vyâna (il soffio vitale che pervade tutto il corpo), udâna (il soffio vitale che va verso l’alto dalla gola alla testa) e samâna (il flusso energetico collegato con la funzione digestiva che opera dal cuore al plesso solare). Essi costituiscono la base del mondo intero.



L’unica Entità permanente
Brahmatattva (il Principio di Brahma) è presente in tutti i cinque elementi come energia nascosta. Esso è eterno, immortale. Il termine Brahma si riferisce al Principio Divino che pervade i pañchabhûta, i pañchakosha (i cinque involucri) e i pañchaprânâ (i cinque soffi vitali) ma l’uomo, per ignoranza, attribuisce a Brahma una forma specifica e Gli offre le sue preghiere. Nomi e forme sono passeggeri; il Brahmatattva, che è la base di tutti i nomi e di tutte le forme, è l’unica Entità permanente.

A causa della nostra ignoranza e limitata comprensione, noi confiniamo tale Principio Cosmico del Brahman a una minuscola forma e la adoriamo. Dovremmo adorare la forma cosmica del Divino. Brahmânda (il cosmo) è la forma vera e propria di Dio. Brahman pervade anda, pinda e brahmânda.

Anda è la combinazione di padârtha (la materia) con prâna (il principio vitale) e pinda è ciò che nasce dal grembo materno. Alla fine essi diventano uno con brahmânda.



Il Principio che tutto sostiene
Incarnazioni dell’Amore!

L’Amore è la base di brahmânda; senza Prema (l’Amore) non c’è né prakriti (la natura) né prapañcha (il mondo). Il mondo è sostenuto dal Principio dell’Amore che è uniformemente presente nei cinque elementi. Voi potete adorare la Divinità in molti modi ma la vostra adorazione risulterà futile se dimenticate il Principio dell’Amore. Il sostentamento della vita umana e del mondo è completamente affidato ai cinque elementi; ogni cosa finirebbe se anche uno solo di questi venisse a mancare. Noi udiamo il suono con le orecchie e vediamo il mondo con gli occhi; in questo modo possiamo sperimentare il mondo con i cinque sensi. Essi ne comprovano l’esistenza. L’uomo ha dimenticato il Principio Divino dell’Amore e si sforza di ottenere Ânanda (la Beatitudine) andando in cerca di cose mondane e meschine. È detto:



Jantunâm nara janma durlabham

“La nascita umana è la più rara di tutte.”



Anche i nemici sono incarnazioni di Dio
In effetti, l’essere umano è essenzialmente divino.

Dharma (la rettitudine), artha (la ricchezza), kâma (il desiderio) e moksha (la liberazione) sono prescritti quali quattro mete della vita umana ma l’uomo oggi ha abbandonato dharma e moksha. Egli corre dietro ad artha e kâma (la ricchezza e il desiderio). Dio ha creato questo mondo: vostra moglie, i figli, gli amici e i nemici sono tutti creati da Dio. Non basta che manteniate un buon rapporto con loro: dovete esser capaci di vedere Dio in tutti; questo è il vostro dovere primario. Vostra moglie, i figli, gli amici e anche i nemici sono tutti vere e proprie incarnazioni di Brahman. A volte, anche Dio ha dovuto combattere i nemici ma, nonostante la loro ostilità, alla fine essi si sono fusi in Lui per Sua grazia. In questo mondo non c’è luogo ove Dio non esista; Egli è presente ovunque.



Sarvatah pânipâdam tat sarvatokshi shiromukham

sarvatah shrutimalloke sarvamâvritya tishthati.

Con mani, piedi, occhi, testa, bocca e orecchie ovunque presenti,

Egli permea l’universo intero.



L’Eterno Testimone a cui nulla sfugge
La gente intorno a voi può non esser capace di vedere ciò che voi fate ma Egli vi osserva; gli altri possono non udire ciò che dite ma Egli vi ascolta, è l’Eterno Testimone. Sfortunatamente, voi non siete capaci di comprendere questa verità. Alcuni argomentano: “Come potete dire che Dio sia presente ovunque quando noi, in realtà, non Lo vediamo? Com’è possibile che Egli oda le nostre preghiere?” In effetti il suono è la forma vera e propria di Dio e non esiste luogo ove non vi sia suono; Egli può udire tutto dato che il suono è la Sua forma. La luce pervade il mondo intero; Dio può vedere ogni cosa in questo mondo perché la luce è la Sua vista. Quindi, non siate mai dell’idea che Dio non sappia ciò che sta accadendo, non dubitate o negate la Sua esistenza solo perché Egli non è visibile a occhio nudo. Come nasce la volontà nel vostro cuore? Nasce per Volontà di Dio. Dal punto di vista del mondo, ci possono essere alti e bassi ma il Principio Divino rimane immutabile.



L’errore più grossolano
Loka (il mondo) e Lokesha (Dio; letteralmente “il Signore del mondo”) sono inseparabili. La Creazione e il Creatore sono uno; tra i due c’è una relazione intima e indivisibile. Il nome dato al Principio della Divinità è Âtma. Esso non ha forma specifica e pervade il mondo intero nella forma di sankalpa (la volontà). Attribuire un nome e una forma particolari all’Âtma è un grosso errore. È essenziale, da parte nostra, comprendere l’unicità dell’Âtma e sperimentarla. Tutto è divino.



Sarvam khalvidam brahma

In verità, tutto questo è Brahman.



Per il fatto di essere incapaci di comprendere la totalità del Principio Divino, voi confinate Dio in una forma e in un nome specifici come Râma, Krishna, Vishnu ecc. e Lo adorate. Un vasaio crea delle statue di Râma, di Krishna ecc., quali oggetti di culto ma è soltanto la creta ad assumere la forma delle varie divinità; è la stessa creta ad esser modellata in varie forme.



I gioielli sono molti ma l’oro è uno.

Le mucche sono molte ma il latte è uno.

Gli esseri sono molti ma il respiro è uno.



Essendo incapaci di comprendere il principio dell’unità, voi siete ingannati dall’apparente diversità.

Incarnazioni dell’Amore!

Nessuno può dire che Dio abbia questa o quella forma: Egli permea l’universo intero. Senza un nome non può esserci forma e viceversa. Il Principio della Divinità è rappresentato da un nome e da una forma. Ogni oggetto e ogni essere, in questo prapañcha (mondo), è manifestazione dell’Amore Divino; quindi non considerate il mondo semplicemente dal punto di vista fisico, consideratelo come la forma vera e propria di Dio e la manifestazione dell’Amore Divino. A causa della vostra comprensione limitata, voi confinate tale onnipervadente Principio Divino a un nome e una forma.



Yad bhavam tad bhavati

Com’è il sentimento, così è il risultato.



Dio risponde a seconda dei vostri sentimenti verso di Lui. Se voi avete Pûrnabhakti (Salda Devozione) e amate Dio con tutto il vostro cuore, Egli vi concederà Pûrnânanda (la Beatitudine Suprema). Dio trascende le dualità di nascita e morte, di felicità e dolore. Voi potete pensare che anche Dio provi dolore e sofferenza ma, dal Suo punto di vista, il dolore non esiste affatto! Questo è un aspetto della Divinità. Anche la Beatitudine è un aspetto della Divinità. Dio è al di là del piacere e del dolore, del merito e del demerito; felicità e dolore sono opera vostra. Il piacere è un intervallo tra due dolori.

Non considerate Dio come una entità separata. Sfortunatamente le persone sono incapaci di comprendere il Principio della Divinità e quindi indulgono in ogni tipo di immaginazione. Dio è Uno. I Veda dichiarano:



Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti

La Verità è una ma i saggi la descrivono con vari nomi.



Tutto è per il nostro bene
Comunque, quando la situazione lo richiede, le Incarnazioni Divine appaiono sulla terra e recitano un ruolo nella commedia cosmica. Quando Draupadî fu umiliata da Duryodhana e Duhshâsana alla corte reale, Bhîma ribolliva di rabbia e avrebbe voluto ridurli in poltiglia ma, persino in tale circostanza, Dio non li uccise. È del tutto essenziale che comprendiate che ogni cosa si verifica per Sua Volontà e che qualunque cosa accada è per il vostro bene. Con questa ferma convinzione, voi dovete accettare il piacere e il dolore, il bene e il male con equanimità. Può esservi difficile sopportare le sventure; dovete pregare Dio di darvi la forza necessaria ad affrontarle. Voi potete avere delle difficoltà oggi ma domani sarà diverso; le difficoltà sono come nuvole passeggere e certamente lasceranno il posto alla felicità. L’uomo combatte sempre per la felicità. Come può ottenerla? La vera felicità si trova nell’unione con Dio; in effetti, Egli è al di là della felicità e del dolore. Qualunque cosa voi facciate, Egli dice: “Tathastu” (Così sia). Egli sparge le Sue benedizioni su di voi dicendo: “Che sia per il tuo bene.” Sarete liberi dal dolore quando comprenderete Bhagavadtattva (la Natura della Divinità). Se state sopportando delle difficoltà, non vi scoraggiate; abbiate fede nel fatto che Dio vi stia facendo affrontare quella prova per il vostro bene. Felicità e afflizione coesistono; non potete ottenere la felicità senza affrontare le difficoltà.



Mânava: colui che agisce libero da mâyâ
Incarnazioni dell’Amore!

Non attribuite la molteplicità alla Divinità, considerate tutti come incarnazioni della Divinità. Installate saldamente nel vostro cuore tale sacro sentimento e trattate come vostro anche colui che vi odia. Avendo ottenuto la nascita umana, dovreste esser capaci di sopportare il dolore e la sofferenza con coraggio e forza morale. Convincetevi che essi sono il vostro bene; tutto ciò che Dio ha creato è bene. Nella creazione di Dio ogni cosa è buona e sacra e non c’è niente che possa procurarvi dolore e sofferenza; in effetti, la sofferenza nasce dall’illusione dell’uomo che è conseguenza dell’identificazione con la forma. Qual è il significato del termine “mânava”? “Ma” sta per mâyâ o illusione, “na” significa “senza” e “va” sta per vartinchuta (comportamento). Quindi mânava è colui che agisce libero da mâyâ. Se cadete vittime di mâyâ, non potete esser capaci di comprendere Marmamu (la Realtà). In effetti, mâyâ è opera dell’uomo, scaturisce dalla sua immaginazione. Comunque, per quanto uno possa tentare, non è possibile conoscere Dio nella Sua totalità.

Una volta madre Kuntî disse a Krishna: “O Krishna! Nonostante Tu sia veramente Dio, a volte noi ci illudiamo pensando che anche Tu sia un essere umano come noi.” Il santo Tyâgarâja fece eco allo stesso sentimento nei versi che seguono:



“O Signore! Tu hai ascoltato le preghiere di Draupadî

e l’hai salvata dall’umiliazione.

Tu hai reso bellissima la brutta Kubjâ.

Tu hai protetto i Pândava.

È possibile valutare la Tua gloria e il Tuo splendore?

Tu sei al di là di tutte le descrizioni e dell’umana comprensione.

Krishna, neanche per Brahma è possibile descrivere la Tua Gloria.”



Riflessi dall’esterno
Il bene e il male si trovano nella vostra mente, non esistono all’esterno e quindi, prima di tutto, correggete i vostri sentimenti, liberatevi di tutte le qualità animali in modo che in voi sbocci l’umanità. Se in voi notate anche solo una traccia di odio, cacciatela via immediatamente; avendo ottenuto la nascita umana, è vergognoso da parte vostra avere qualità malvagie come l’odio. Non cadete preda dell’infatuazione, siate attratti solamente da Dio e da nessun altro. Voi amate vostro figlio perché lo considerate un vostro riflesso. Di fatto, tutti sono vostri riflessi: chi vi ama, chi vi odia e chi vi critica. Uno può essere adirato in un momento e più tardi la rabbia può cedere il passo all’amore; gli individui si lasciano trasportare dalle bizzarrie della mente e, ingannati da nomi e forme, sono incapaci di riconoscere la natura transeunte del mondo. A dire il vero, voi non avete amici né nemici: sono soltanto il vostro amore o il vostro odio a tornarvi riflessi dall’esterno. Dio non vi dà felicità né dolore; essi sono opera vostra, originano da voi.



Tutto è manifestazione di Brahma
Incarnazioni dell’Amore!

Dio è presente dovunque nella forma dei cinque elementi; ognuno è dotato dei cinque elementi, ognuno è un’incarnazione dell’Amore. Tutti sono Uno, non c’è una seconda entità. Dovunque guardiate, ci sono i cinque elementi e non ne trovate un sesto in alcun luogo. Il principio dell’Amore, presente in voi, rappresenta Îshvaratva e Brahmatattva (il Principio di Îshvara, di Brahma); pensare che Brahma sia separato da voi è semplicemente bhrama (illusione). Tutto è Brahman, tutto è manifestazione dell’Âtma e di Ânanda (la Beatitudine) ed è per questo che Dio è celebrato come Nityânandam, Paramasukhadam Kevalam Jñânamûrtim (Dio è l’Incarnazione della Beatitudine Eterna, della Gioia Suprema, della Saggezza Assoluta). Anche il karma (l’azione) che voi fate è manifestazione di Brahma; le vostre azioni, se fatte con un simile sentimento divino, sortiranno buoni risultati. Non criticate mai Dio, non negateLo mai; tutto è manifestazione di Brahma, Vishnu e Maheshvara. Tutti sono divini e questo è ciò che dovete imparare in questo giorno propizio di Shivarâtrî. In questo mondo non c’è altro che la Divinità; il Principio della Divinità, presente in un granello di sabbia ed in un grosso laddu (dolce), è lo stesso. Una volta compresa questa verità, diverrete veramente Brahma. Non avete bisogno di cercarLo da nessuna parte perché voi siete Brahma, voi siete Vishnu, voi siete Shiva, voi siete l’incarnazione vera e propria della Trinità Divina. È solo il vostro sentimento ad assumere la forma di Brahma, di Vishnu e di Maheshvara. Voi andate soggetti alle preoccupazioni e alle sofferenze a causa dei vostri sentimenti dualistici, voi percepite l’unità come diversità invece di cogliere l’unità nella diversità. Il numero uno è la base di tutti gli altri numeri; similmente i nomi e le forme variano ma tutti sono essenzialmente una cosa sola. Non c’è una seconda persona, in questo mondo non esiste una seconda identità oltre la Divinità. Molti aspiranti spirituali e yogî hanno fatto sforzi concertati per comprendere il Principio della Divinità e alla fine si sono resi conto che:



Ekam sat viprâ bahudhâ vadanti

La Verità è una ma i saggi la descrivono con vari nomi.



Dato che voi non avete compreso questa verità, siete ingannati dalla dualità apparente. Dovreste comprendere la matematica spirituale al fine di capire che la Divinità è una; è del tutto essenziale che comprendiate questo Principio di Unità e vi comportiate conseguentemente. Se capite questa unicità, sperimenterete la Divinità, comprenderete che l’individuo non è differente da Dio.



“Hero” e “zero”
Se ponete uno zero dopo il numero 1, ottenete 10; con un altro zero ottenete 100 e, continuando ad aggiungere zeri, il valore sale a 1000, 10.000 e così via. Lo zero acquista valore solo quando è posto dopo il numero uno. “Io”, “mia moglie”, “i miei figli”, “la mia proprietà” ecc. sono tutti zeri; essi hanno un valore solo se associati a Dio che è come il numero uno. Il mondo intero è come uno zero, è emerso da Hero (l’Eroe, il Protagonista) cioè da Dio. È a causa della vostra illusione che voi confondete zero con Hero e, finché sarete immersi in questa illusione, non potrete realizzare la Divinità. L’illusione fa nascere i dubbi ed essi vi derubano della vostra beatitudine, avvelenano la vostra mente e vi mettono in pericolo; quindi non alimentate mai dubbi circa la Divinità. Rafforzate la vostra fede in Dio.



Un’auto di cui avere grande cura

Un’auto può viaggiare confortevolmente solo quando c’è aria in tutti e quattro i pneumatici; uno solo di essi forato può portare all’incidente. Il corpo umano è come un’auto: la mente è il volante, dharma (la rettitudine), artha (la ricchezza), kâma (l’impulso volitivo) e moksha (la liberazione) sono i suoi quattro pneumatici. Essi devono essere riempiti con l’aria della fede. La vostra vita sarà in pericolo anche con uno solo di essi forato. La mente deve essere stabile e sotto controllo: solo allora potrete raggiungere la meta della vita e cioè moksha o liberazione.

Incarnazioni dell’Amore!

Il mondo intero è pervaso dai cinque elementi e voi dovete mantenere armonia ed equilibrio perfetti fra di loro. Se, andando in bicicletta, non mantenete l’equilibrio necessario, cadete; similmente, voi potete condurre la vita di un vero essere umano solamente avendo adeguato equilibrio mentale. Se mancate di questo, la vostra umanità sarà rovinata. Si dice:



Jantunâm nara janma durlabham
“La nascita umana e la più rara di tutte.”



Un prezioso Messaggio per la notte di Shivarâtrî
Essendo stati benedetti con una nascita tanto preziosa, è un peccato comportarsi come un animale! Dovreste vivere come un essere umano. Tenete la mente sotto controllo: questo è il Mio Messaggio per voi in questa sacra notte di Shivarâtrî. Comprendete di essere nati come esseri umani e non come insetti o vermi; voi non siete un animale, un uccello o una bestia. Dovete comprendere il significato del termine “mânava”: “ma” significa “non”, e “nava” “nuovo”. Voi non siete qui per la prima volta, non siete nuovi a questa terra; siete già passati attraverso un gran numero di nascite prima di ottenere questa nascita umana. Abbandonate tutte le vostre vecchie e meschine qualità e ricominciate la vita da capo. La vita umana è molto sacra e misteriosa; solo Dio può svelarne il mistero. Vishveshvara (il Signore dell’universo) permea vishva (l’universo) intero, trascende tutte le descrizioni ed è presente in voi nella forma dell’Âtma. Per la realizzazione dell’Âtma c’è una sola via: abbandonare il risentimento di “mio”. Voi dite: “Questo è mio e quello è mio.” Una volta liberati da questo attaccamento alle cose del mondo, svilupperete purezza, fermezza e altruismo, sarete liberi dalla sofferenza, dalle preoccupazioni e dall’ansietà. Alla fine raggiungerete moksha (la liberazione). Avendo ottenuto mânavatva (l’umanità, la natura umana), dovreste sforzarvi di salire al livello di Mâdhavatva (la Divinità, la Natura divina): questa è la vostra meta. A che serve rimanere in mânavatva per sempre? Dovete sviluppare sanmati (mente pura) per salire al livello del Divino. L’Unità conferisce Purezza che, a sua volta, porta alla Divinità; quindi, dovete stare tutti uniti; voi appartenente alla razza umana, appartenente a una sola famiglia e, per tale ragione, dovete comportarvi come fratelli e sorelle. L’assenza di questo spirito di unità farà diminuire la purezza e vi allontanerà dalla Divinità.

Incarnazioni dell’Amore!

Essendo studenti del Sathya Sai College dovete costituire un esempio per gli altri con il vostro spirito di unità. Voi meritate di esser definiti devoti di Sai solo se sviluppate l’unità. Amate Dio con tutto il cuore; l’amore per Dio trasformerà il vostro cuore e allontanerà l’odio e le altre qualità malvagie. Attraverso l’amore potete ottenere qualunque cosa.



(Baba canta il bhajan “Prema Mudita Manase Kaho” e riprende il Discorso - N.d.T.).



Incarnazioni dell’Amore!

Da tempo immemorabile il Nome Divino di Râma ha protetto i devoti e li ha condotti sul giusto sentiero. Si può chiaramente immaginare la potenza divina del Nome di Râma dal fatto che esso è rimasto inciso, nel corso di tutte le ere, nel cuore della gente. Questo è un mistero in se stesso: migliaia di anni sono passati dall’avvento di Râma, eppure il Suo Nome rimane sempre fresco e nuovo. In cima a una montagna, in un villaggio o in città tutti traggono grande gioia dal canto del Nome di Râma.



Râmayati iti Râma
Ciò che delizia è il principio di Râma.



Un abile enigmista del passato
Una volta, alla corte di Krishnadevaraya, si tenne un dibattito a cui parteciparono gli otto eruditi della corte reale, comunemente noti come gli “ashta diggaja”. Krishnadevaraya volle sapere chi fosse il migliore e chiese loro di comporre una frase di senso compiuto consistente di cinque parole, aventi ognuna lo stesso significato in cinque lingue diverse. Quindi aggiunse: “Chi si presenterà con una risposta a questa domanda entro le sette di domani mattina sarà adeguatamente ricompensato.”

Dato che la sua casa era molto lontana, Tenali Ramakrishna decise di passare la notte in casa di suo cognato e, pur avendo ricevuto un letto confortevole, rifiutò di dormirvi dicendo: “Entro domani mattina devo trovare una risposta alla domanda posta dal re. Un letto come questo mi farebbe dormire immediatamente; datemi dunque una branda nella stalla.” All’una di notte, mentre era sdraiato sulla branda, una delle mucche partorì. Egli chiamò allora suo cognato per informarlo di ciò e questi, volendo sapere quale mucca avesse partorito e avendo dato a ognuna di esse un nome, come Pârvatî, Lakshmî e Sarasvatî, gli chiese: “Ye Âv Ra Bava?” (Quale mucca è, cognato?) Nell’udire questo, Râmakrishna provò una gioia senza limiti, in quanto aveva trovato la risposta alla domanda del re. Continuò allora a ripeterla e ripeterla tanto che il cognato pensò che si comportasse in quello strano modo per la mancanza di riposo. Il mattino dopo Râmakrishna andò a corte e seppe che nessuno aveva una soluzione. Gli altri erano tutti convinti che formulare una simile frase non fosse possibile, ma egli disse: “Ye Âv Ra Ba Va è la risposta.” Tutti rimasero disorientati ed egli spiegò: “ ‘Ye’ in marâthî, ‘Âv’ in hindî, ‘Ra’ in telugu, ‘Ba’ in kannada, e ‘Va’ in tamil hanno lo stesso significato e cioè ‘vieni’; in questa frase sono rappresentate cinque lingue.”



L’uso appropriato delle parole
Studenti!

A volte, le parole che pronunciate hanno più di un significato; state quindi molto attenti nel parlare. Sviluppate le virtù e conducete una vita ideale; solo allora Swami sarà contento di voi. Se Mi fate contento con la vostra condotta ideale, Io vi concederò molta più felicità. La vostra felicità è la Mia felicità. Dovunque andiate, guadagnatevi un buon nome. Per Me il vostro carattere è molto importante e quindi fate ogni sforzo per modellarlo e costituire un ideale per gli altri. Questo è il messaggio che voglio darvi in questo fausto giorno di Shivarâtrî. Il giorno in cui voi sperimentate la Beatitudine eterna è Shivarâtrî per Me.

Un giorno, a Thanjavur, Tyâgarâja eseguì un concerto musicale alla presenza di molti eminenti musicisti e studiosi. All’inizio del programma, egli offrì i suoi omaggi a tutti con la sua famosa composizione “Endaro mahânubhavulu andariki vandanamulu” (“Ci sono molte grandi anime che hanno avuto l’esperienza divina; io mi inchino davanti a tutte loro”). Tutti furono rapiti dal suo canto melodioso. In questo modo egli dimostrò come, prima di cominciare a parlare, si debba porgere omaggio a tutti i partecipanti alla riunione in quanto in tutti c’è la Divinità.

Molti anni fa, a Prashânti Nilayam, uno studioso fu invitato a parlare a una assemblea. Nel momento in cui prese la parola, egli si rivolse ai convenuti dicendo: “Fratelli e sorelle eccetto una!” facendo quindi intendere che anche sua moglie era lì presente. Anche mentre si rivolgeva a un’assemblea, egli ricordava sua moglie. Nel rivolgersi a una pubblica assemblea non si dovrebbero rilevare tali differenze; bisogna offrire i propri omaggi a tutti.

Incarnazioni dell’Amore!

Io spargo le Mie benedizioni su tutti voi in questa santa notte di Shivarâtrî. Cantate il Nome Divino per tutta la notte e, per quanto possibile, passatela in contemplazione di Dio. Solo allora potrete sperimentare la Beatitudine Divina. Potete persino assistere alla manifestazione dello Splendore Divino. Cantate il Nome di Dio con tutto il cuore; potete cantare qualunque nome ma dovete comprenderne il significato profondo. Per esempio: “Digambara” è uno dei nomi del Signore Shiva. Nel linguaggio comune, tale termine indica una persona priva di abiti ma, se ne cercate il significato profondo, scoprirete che Digambara è Colui che ha in Sé dikkulu (quattro lati, ovvero i quattro punti cardinali: est, ovest, nord e sud) come la Sua ambara (veste). C’è il rischio che la gente fraintenda questo termine e pensi che Shiva non indossi niente. È meglio, quindi, che non usiate questa parola nei bhajan.


Prashânti Nilayam, 26 febbraio 2006,

Sai Kulwant Hall

Festività di Mahâshivarâtrî


(Tradotto dal testo inglese pubblicato sul sito internet dello

Shrî Sathya Sai Central Trust di Prashânti Nilayam)


Brahmânda: letteralmente, “l’Uovo di Brahman”, l’Uovo primordiale da cui ebbe origine l’universo.

 

 

 

 

 

DISCORSO DIVINO

Percorrete il sentiero della verità mediante la costante contemplazione di Dio

16 febbraio 2007

La Creazione emerge dalla Verità e si fonde nella Verità.
Esiste un posto nel cosmo in cui la Verità non sia presente?
(Poesia Telugu)
Onnipresenza della Verità
La verità è onnipervadente. La Verità è onnipresente. Noi La vediamo ovunque. Infatti, tutti i nostri Darshan (visione del Divino), Sparshan (tocco del Divino) e Sambhashan (conversazione con il Divino) sono associati solo alla Verità! Dov'è la Pura Coscienza (Shuddha Sattvam)? Essa si trova ovunque. La Verità non ha forma. Tutto ciò che vediamo è Verità! [Swami materializza un oggetto] Questo è Verità. Da dove è venuto? È venuto dalla Verità e si fonderà nella Verità. Viene detto:


Sarvam Khalvidam Brahma
"In verità tutto è Brahman"


La Verità è l' incarnazione di Brahman. La Verità è indivisibile. Non è 'due', ma 'uno' e solo 'uno'. Eppure, la gente fa tanti sforzi per cercare di realizzarLa. La Verità non è solo una parola; essa assume molte forme. Analogamente, anche Brahman assume un numero infinito di forme. Eppure Brahman è solo Uno. Questo è il motivo per cui viene detto:


Brahma Sathyam Jagan-mithya
"Solo Brahman è reale, il mondo è una percezione errata"


Tutto il resto è il riflesso di Brahman, nient' altro. La Verità è Una ma i Saggi la esprimono in modi diversi. In questo Universo tutto è nato dalla Verità. Il Dharma (rettitudine) è emerso dalla Verità (Sathya). Viene detto: "Non c'è Dharma più grande dell' aderenza alla Verità (Sathyannasti Paro Dharma). Quando la Verità e la Rettitudine coesistono, ciò che ne risulta è la Pace. Dalla Pace viene l' Amore che avviluppa tutto e tutti. A questo mondo non esiste posto in cui l' Amore non sia presente. Allo stesso modo, non esiste posto a questo mondo in cui non sia presente la Verità. Quindi, dalla Verità e dalla Rettitudine emerge la Pace e da questa l' Amore; infine dall'Amore emerge la Beatitudine. Dove è presente l' Amore non c'è spazio per l' odio ed è proprio in tal luogo che la Non-violenza ha origine. Perciò, se desiderate promuovere la Non-violenza, dovete coltivare l'Amore. Tutto diventa Uno solo se c'è Amore.


Un uomo con la mente dualistica è mezzo cieco
La Bhagavad Gita afferma:


Mamaivamsho Jivaloke Jivabhuta Sanathana
"L' eterno Atma in tutti gli esseri è una parte del Mio Essere"


L' implicazione immediata di questa dichiarazione è: ³Tutti sono una parte (Amsa) di Me. Voi non siete diversi da Me, siete Miei riflessi! Voi siete Me ed Io sono voi." I nomi e le forme possono essere diversi ma l'Atma presente in tutti è lo stesso. Ogni corpo assume un nome diverso. I nomi vengono assegnati a scopo di identificazione ma non riflettono il vostro vero Sé. Lo stesso Atma si trova in tutte le forme di vita. Quindi amate questo Atma, cosa che equivale ad amare voi stessi. Oggi nel mondo l' amore ha assunto forme e nomi diversi: l'amore fra marito e moglie viene definito Anuraga ed all'amore di una madre per i propri figli ci si riferisce con il termine Vatsalya. Tutti questi sono solo sentimenti mondani! L'amore che pervade tutti gli individui è comunque solo uno. Con un tale Amore Universale tutti possono essere uniti, non ci sarà affatto spazio per le differenze, non ci sarà dualità. Dove non c'è dualità, tutti sono Uno! Un uomo con la mente dualistica è mezzo cieco. Noi non siamo ciechi, vero? Abbiamo due occhi che, insieme, vedono un solo oggetto. Quindi, noi siamo tutti Uno. Quando verrà coltivato il sentimento della paternità di Dio e della fraternità degli uomini, il sentimento dell' essere separati, il combattere gli uni contro gli altri, l'inquietudine, l' agitazione, etc., verranno rimossi dal mondo. Tutti sono figli di uno [stesso] Padre: Dio! Oggi dobbiamo nutrire tale nobile sentimento; solo allora l'umanità diventerà Una. Come vi riferite a voi stessi? Dite: "Io sono un essere umano". Chi è un essere umano? Una persona piena di desideri (kama) e rabbia (krodha)? No, no. Il vero significato della parola Manava è: colui che vive la propria vita senza sentimenti di separazione. In effetti noi non dobbiamo nutrire alcun sentimento di differenza: siamo tutti incarnazioni del Sé Divino! Siamo i figli di un [solo] Padre, veramente! Le forme ed i nomi sembrano essere distinti ma non dobbiamo sviluppare un sentimento di separazione basandoci su di essi. Ovunque andiamo, dobbiamo essere tutti uniti. Non è un fatto che la mano è solo una sebbene le cinque dita siano separate l'una dall'altra?


I gioielli sono molti ma l'oro è uno.
Le mucche sono molte ma il latte è uno.
Gli esseri sono molti ma il respiro è uno.
Le caste sono molte ma l'umanità è una. (Poesia Telugu)


È Mio dovere prenderMi cura del Mio corpo fisico
Noi siamo nati come esseri umani, siamo tutti esseri umani. Nonostante ciò possiamo avere diverse capacità ma l' Atma in tutti gli esseri umani è Uno. Guardate! Qui ci sono molte lampadine accese. Sebbene esse appaiano distinte, la corrente che vi fluisce è la stessa. I corpi umani sono come queste lampadine; ciascuna di esse può avere un diverso numero di watt. Sarò sempre felice di chiarire questo punto sull'unità. Recentemente ho ricevuto centinaia di migliaia di lettere in cui Mi si esortava a trattenerMi dal produrre il Lingam dal Mio corpo. Mi hanno pregato: ³Swami! Tu fai emergere dal Tuo corpo l' Atma Linga ma anche i medici Ti sconsigliano di farlo. Naturalmente Tu sei tenuto a produrre il Linga affinché gli esseri umani realizzino la Verità e sperimentino il Suo Splendore Divino. Il Linga Hiranyagarbha è nel corpo in forma liquida; affinché si solidifichi è necessaria una grande quantità di Energia, la sua espulsione richiede molta forza corporea. Ciascun Linga che emerge dal corpo ha un gran peso. Non è bene che il Tuo corpo fisico consumi così tanta energia per la produzione di questi Linga. Lascia che coloro che credono nella Tua Divinità lo facciano e non preoccuparti di quelli che non ci credono. Per favore, non sforzare il Tuo corpo fisico in alcuna circostanza. Il Tuo corpo è molto importante per noi. Infatti, noi abbiamo cercato rifugio in Te e, se lo indebolisci in tal modo, noi stiamo molto in ansia. Perciò trattieniti gentilmente dal farlo e conserva la Tua energia fisica. Dio può realizzare qualsiasi cosa per mezzo della Sua Volontà Divina, può trasformare la terra in cielo e viceversa, ma a che cosa servirebbe? Che cosa accadrebbe, dopo, agli aspiranti spirituali (sadhaka)? Perciò, ti preghiamo, non far uso delle Tue preziose Energie Divine per rendere felice la gente o soddisfarla". Vero. Questo corpo ha già ottantun anni, durerà qualche altro anno. Devo mantenere questo corpo per procurare gioia a tutti voi in vari modi. Presto vi conferirò una Beatitudine infinita. Per coloro che sono felici di vedere il Mio corpo fisico in buone condizioni, esso è importante e necessario. Ecco perché è Mio dovere anche prenderMi cura del Mio corpo fisico.


Il sentimento di nazionalità
Nel Paese di Bharat la devozione è molto importante. Voi definite questo Paese 'un Paese Hindu¹. Le cinque lettere della parola 'Hindu' ('indù') rappresentano molti gruppi di cinque entità, come i cinque elementi (Panchabhutas), i cinque soffi vitali (Pancha Pranas) ed i cinque involucri (Pancha Koshas). Allora qual è il significato profondo del termine 'Hindu? La lettera H sta per Umiltà (Humility), I¹ per Individualità , ŒN¹ per Nazionalità, ŒD¹ per Divinità ed ŒU¹ per Unità; è solo quando mantenete l' Unità che potete acquisire la Divinità. Allo stesso modo è solo quando sviluppate la Divinità che potete acquisire pace e felicità. Dobbiamo salvaguardare il sentimento di nazionalità, dobbiamo sviluppare la fede nell' unità della nazione. Se perdiamo il sentimento di nazionalità, cessiamo di esistere. Che cosa protegge questo sentimento? L' individualità sosterrà l'umanità.

Sviluppate il sentimento di Onnipresenza della Divinità
Dobbiamo porre un limite alle nostre aspirazioni in questo mondo; solo allora avremo pace. Dio è onnipresente. L'universo intero emerge dalla Verità. L'intera Creazione riflette la collettività. Ovunque guardiate troverete solo uguaglianza. Non dovete immaginare che Dio sia in una Sua nicchia in qualche posto lontano. Voi siete tutti incarnazioni della Divinità! Sviluppate questo sentimento. In effetti questa Verità viene realmente sperimentata, ed in modo diretto, da ogni essere umano. Riflettete su voi stessi solo per un momento chiudendo gli occhi: "Chi sono io?" Che cosa vedete chiudendo gli occhi? Niente, ma sentite una domanda risuonare costantemente nelle vostre orecchie: "Chi sono io? Chi sono io?" Allora diventate pienamente consapevoli: ³Io non sono questa forma.² Tutti questi nomi e forme sono transeunti, non sono mai permanenti.


Il piacere deriva dalla sofferenza
Il corpo vi viene dato per lavorare incessamente e duramente. Non dovete star male davanti al dolore ed alle difficoltà. Se non ci fosse alcuna difficoltà non potreste conoscere il valore della felicità. Il piacere è un intervallo fra due sofferenze. Infatti, il piacere deriva solo dalla sofferenza. Anche le difficoltà sono passeggere. Se desiderate acquisire maggiore felicità dovete sperimentare almeno qualche difficoltà e sofferenza. Il Santo Purandaradasa cantò:

Oh, Rama! Chi è Colui che ha dipinto le penne del pavone?
Chi è Colui che ha dato un becco verde ad un pappagallo rosso e lo ha reso [così] bello?
Chi è Colui che ha innaffiato l' albero sulla collina?
Chi è Colui che ha fornito il cibo alla rana sulla roccia?
Tu sei Colui che sostiene l' intero Universo. (Poesia Telugu)



La Divinità è il testimone diretto dell' umanità.
Che Tu protegga tutti!
Che Tu pervada tutti gli esseri viventi!
Tu sei onnipresente come Divino Atma.
L' Atma protegge l' Atma e nient' altro;
Oh, Dio! Che tu conceda a tutti la consapevolezza per comprendere pienamente questa verità.
(Poesia Telugu)


Sviluppate la fede nell' Atma Tattva
Dobbiamo sviluppare la fede nell'Atma Tattva. Atma non ha nome né forma, di nessun tipo. Eppure, se sviluppate la fede nell'Atma Tattva Esso vi proteggerà sempre. Infatti, l' Atma è la Divinità vivente!

Sarvatah Panidam Tat Sarvathokshi Siromukham, Sarvatah Sruthimalloke Sarvamavruthya Tishthati "Con mani, piedi, occhi, testa, bocca ed orecchie che pervadono tutto, Egli permea l' intero Universo."


L'Atma Tattva che pervade tutti gli esseri viventi è vero ed eterno. L'Atma è indivisibile. Lo stesso Atma permea tutto proprio come la stessa corrente scorre attraverso tutte le lampadine. Se il filo elettrico che porta la corrente a tutte le lampadine viene tagliato in un punto, tutte le lampadine si spengono.


Vivete in modo naturale
Cari studenti! I progressi scientifici stanno creando molto caos nel mondo. A seguito di tali esperimenti, stanno sorgendo molte difficoltà. Le mucche in America vengono nutrite con la trippa nella convinzione che producano più latte ma quelle mucche soffrono di molte altre malattie ed anche coloro che ne bevono il latte vi sono esposti. Ogni Paese sperimenta qualcosa di nuovo. Solo gli abitanti di Bharat stanno conducendo una vita naturale. Non si deve condurre una vita all' insegna dell'artificialità altrimenti tutto nella vostra vita sarà artificiale. Per esempio, negli ultimi tempi avrete osservato molti cambiamenti nelle verdure che consumiamo. Noi indiani mangiamo molte verdure che forniscono una buona quantità di forza al corpo ma ora esse vengono fatte crescere con l' acqua inquinata del sistema fognario perciò oggi tutti i vegetali e le verdure sono inquinati. A molta gente in India, specialmente a coloro che vivono negli stati del sud, piace il brinjal curry (Vankaya in Telugu) [condimento piccante tipico del sud dell'India a base di melanzane, spezie e curry, da utilizzare sul riso: N.d.T.]. C'è una poesia che ne loda entusiasticamente il gusto:


Senza pari è il gusto del curry di Vanka(ya)
Senza pari è il volto della virtuosa Sita, come un loto Panka(ya) in fiore
Senza pari è la compassione del Signore Sanka(ra)
Veramente ineguagliato è il valore del vincitore del Signore di Lanka.
(Poesia Telugu)


Questa poesia non si applica più ai brinjal dei nostri giorni che sono totalmente inquinati. A causa dell'inquinamento, che aumenta giorno dopo giorno, anche le nostre menti sono inquinate.


Non inquinate le vostre menti
Cari studenti! Voi siete ben educati; non dovete leggere ogni sorta di ciarpame ed inquinare le vostre menti. Seguite la nostra gloriosa cultura indiana. La cultura indiana è altamente sacra. I nostri antenati sperimentarono la gloria della nostra grande cultura e vissero felicemente. Sono certo che, in un futuro molto prossimo, anche gli stranieri comprenderanno pienamente la grandezza della nostra cultura e l'adotteranno. Comunque noi non dobbiamo attendere fino ad allora; incamminiamoci per il sentiero degli alti principi morali. Dio protegge tutti in ogni modo; Egli sa tutto. Quando Dio stesso è in noi e con noi, non dobbiamo aver paura di niente.


Aiutate sempre, non fate mai del male
Antecedentemente all' indipendenza del nostro Paese, Io conducevo degli incontri nei villaggi; ci andavo con l'intento di aiutare la gente povera. Quando giravo in pantaloncini corti e camicia a mezze maniche, la gente mi impediva di agire trattandomi come un ragazzino immaturo; mi portavano un dhoti da indossare sopra i pantaloncini affinchè assumessi un aspetto da adulto che si confacesse al genere di attività che svolgevo. Andavo nelle case degli harijan (termine coniato dal Mahatma Gandhi per definire i Dalit - parola di origine indo-ariana che significa 'oppresso', 'tenuto sotto controllo'- o intoccabili o fuori casta. Il significato letterale è 'figli di Dio' essendo Hari un altro nome di Vishnu; N.d.T.) ad insegnare loro delle canzoni popolari. Questa è una di quelle canzoni che era intesa a determinare nei ricchi una trasformazione della loro attitudine verso i poveri:


Fatichiamo nei campi giorno e notte,
Arando, seminando e raccogliendo;
Voi state seduti nell'intima comodità delle vostre case signorili,
Mangiando, bevendo e divertendovi;
Non venite neppure a chiederci come stiamo,
La fatica è nostra, mentre vostra è ogni comodità.
È giusto? (Canzone Telugu)


Gli harijan cantavano in pubblico le canzoni composte da Me. Ogniqualvolta qualcuno argomentava sulla loro intransigenza, gli cantavano in risposta un'altra canzone, anch'essa composta da Me:


La terra è un dono di Dio, non una proprietà dei ricchi,
Se ci attaccate con il vostro potere, Dio è lì per noi;
Esistono Grandi Anime cariche di sentimenti di fratellanza.
Svegliatevi, svegliatevi! Emergete dal sonno di Maya. (Canzone Telugu)


Mentre Io 'caricavo le batterie' ai poveri ed agli oppressi con le Mie canzoni, i ricchi si sentivano imbarazzati e Mi attaccavano. Persino il fratello maggiore di questo corpo mi riprendeva dicendo: "Perché ti imbarchi in simili attività in pubblico? Non uscire, stattene tranquillo in casa a studiare. D'ora in poi non devi più uscire di casa.² Così dicendo, mi chiudeva in una stanza. Tutti i Miei soliti compagni venivano sotto casa a chiamarmi: ³Raju! Raju! Raju!² Poverini! Erano così affezionati a Me. Io li consolavo dicendo: ³Miei cari! Sopportate con me per qualche tempo; uscirò senz'altro ad esaudire i vostri desideri. Io appartengo a voi." Da allora ho sempre aiutato i poveri, fino ad oggi. Proteggere i poveri e soccorrerli, dando loro cibo, rifugio ed acqua per renderli felici, è Mio dovere. Ancor oggi mando i Miei studenti in ogni angolo dei villaggi a distribuire cibo a coloro che vi abitano. Ogniqualvolta una persona affamata sostava davanti alla nostra casa Io le procuravo del cibo anche a costo di rinunciare alla Mia razione. A coloro che non avevano di che vestirsi davo i Miei vestiti. Io ho sempre aiutato tutte le persone bisognose fin dalla Mia infanzia. Il Mio motto, allora come oggi, è Help Ever, Hurt Never (Aiutate sempre, non fate mai del male). Ho sempre avuto molta esperienza nell' aiutare gli altri, sin dall' infanzia. Molta gente fa servizio ai poveri a parole ma non li aiuta veramente.


In Me non c'è mai neppure un minimo di impurità


Manasyekam Vachasyekam, Karmasyekam Mahatmanam; Manasyanyath Vachasyanyath, Karmayanyath Duratmanam
"Coloro i cui pensieri, parole ed azioni sono in perfetta armonia sono nobili; coloro che difettano di tale armonia sono malvagi"


Fin dalla Mia prima gioventù, Io ho protetto, nutrito, consigliato e fatto sì che la gente seguisse il retto sentiero; non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai mostrato rabbia od odio verso nessuno. Ciononostante, alcune persone, per una forma di invidia egoistica, fabbricano storie su di Me e le pubblicano sui giornali. Stanno ricorrendo ad una falsa propaganda su di Me sulla stampa e sui mezzi mediatici elettronici. Tutto questo non mi turba perché Io non ho paura di nessuno.
Il Mio vero nome è Sathyam Sathyam Sathyam (Verità). Io sono legato alla Verità. Il nome di questo corpo è Sathya (Verità). Non devierò mai dal sentiero della Verità. Le persone che indulgono in pubblicità da vituperio spinte dall'invidia, dall'avidità o dall'odio, subiranno le appropriate conseguenze. È arrivato il momento di intraprendere azioni atte a dissuadere queste persone dal ricorrere ad una propaganda menzognera. Naturalmente, non gliene si può attribuire la colpa; esse ricorrono a tali calunnie per denaro. Devono cercare di comprendere il loro errore. In Me non c'è mai neppure un minimo di impurità (dosha). È per questo che voi tutti seguite Sai. Potete acquisire ogni cosa a questo mondo perseguendo il sentiero della Verità. Percorrete il sentiero della Verità mediante la costante contemplazione di Dio. [A questo punto Swami ha chiesto ai bambini se stesse causando loro qualche disturbo con un discorso così lungo. Essi hanno risposto all' unisono: "No, Swami:] Non è mai stata Mia intenzione causare sofferenza a qualcuno. Tali pensieri non Mi si avvicinano nemmeno. Qualsiasi cosa Io faccia è per il vostro bene, non per Me. In effetti, assumo persino il cibo solo per voi! Io bevo l' acqua per voi! Tutte le attività che intraprendo sono solo per il vostro bene! Coloro che comprenderanno pienamente questa verità ne trarranno beneficio; le loro vite saranno santificate.


"Il Tuo Amore e la Tua compassione sono senza pari"
Ero molto addolorato dal fatto che la gente di alcune aree delle colline dei distretti orientale ed occidentale di Godavari bevesse acqua inquinata ed ho dato immediate disposizioni per il rifornimento di acqua potabile pulita stanziando 200 crore di rupie (due miliardi di rupie, circa quaranta milioni di euro; N.d.T.). Là vicino, in pianura, scorre il [fiume] Godavari ma loro non avevano neppure una goccia d' acqua da bere. Perciò detti disposizione affinché l'acqua del Godavari venisse pompata fino alle aree collinari attraverso dei tubi. Ora sono tutti molto felici. A breve ho in programma di far visita a questa gente. Questa è una bellissima notizia per loro, sono molto felici e danno espressione alla loro gioia dicendo: ³Swami! Non avremmo mai immaginato che Tu riversassi su di noi la Tua Grazia così copiosamente! Il Tuo Amore e la Tua compassione sono senza pari. Siamo estremamente felici e grati di sapere che ci farai visita.² Essi stanno ripulendo a fondo tutte le strade ed allestendo tutto per la Mia visita. Ramakrishna e Kondal Rao, che hanno eseguito il progetto, Mi accompagneranno. Dobbiamo aiutare gli altri e fare del bene a tutti, per quanto è possibile. Se vivete così, anche voi sarete felici e tutto vi andrà bene.


A breve intendo fare un tour mondiale!
Cari studenti! Ogniqualvolta incontrate un nemico, offritegli amorevolmente le vostre salutazioni (pranam) e dite ³Oh! Fratello!² ed anch'egli ricambierà con amore. Siamo tutti fratelli! È solo quando vi comportate in tal modo che procurate una buona reputazione al nostro Istituto di Istruzione Superiore 'Sathya Sai'. Noi non pretendiamo dagli studenti neppure un paisa (monetina indiana: N.d.T.) né esigiamo tasse per gli esami. Studenti provenienti da tutte le parti del Paese, e persino dall'estero, vengono qui, acquisiscono la loro istruzione e se ne vanno con elevati titoli accademici. Noi forniamo anche dottorati di ricerca (Ph.D.) che ci costano moltissimo. Se tutti gli studenti sviluppassero caratteri esemplari come nell'Istituto Sathya Sai, il nostro Paese guadagnerebbe un gran nome. Abbiamo buone notizie sui nostri ex studenti che perseguono le loro vocazioni in America; recentemente un aeroplano, carico dei nostri ex studenti provenienti dagli U.S.A., ha fatto visita a Prasanthi Nilayam. L'aereo era stato noleggiato dall'America in segno d'apprezzamento per i servizi da loro resi in quel Paese. Hanno detto: "Swami! Nel nostro Paese ci sono molti ex studenti del Tuo Istituto: sono persone meravigliose, ci danno tanta gioia!" Là ci sono duecento ex studenti. Insieme alle loro famiglie, sono arrivati qui in 250 e durante la loro permanenza a Prasanthi Nilayam hanno sperimentato una grande beatitudine. Al momento di partire hanno espresso la loro gratitudine dicendo: "Swami! Non avremmo mai immaginato e neppure sognato che Tu ci concedessi una tale Grazia." A breve intendo fare un tour mondiale! Molti devoti vengono qui dall'Africa e dalla Russia. La devozione dei russi è indescrivibile. In questa sala sono presenti molti devoti russi che si stanno godendo molto il Mio discorso. [Indicando i devoti russi] ³Guardate! Questi devoti con le mani alzate sono tutti russi!² Sono molto devoti. [Indicando nuovamente i devoti russi] ³Voi non siete russi, fate parte soltanto del nostro paese! Vi amo tutti.²


Cari studenti! Nel mondo ci sono numerosi Paesi, quali la Russia, l'America, la Germania, il Giappone, l' Italia, la Francia, etc.. Sebbene i Paesi siano diversi, la gente che vive in questi Paesi fa parte di noi! Ci hanno molto aiutato per la costruzione dello Stadio coperto a Prasanthi Nilayam, hanno lavorato duramente giorno e notte. Essi amano Swami intensamente, Mi seguono ovunque Io vada, corrono dietro la Mia auto e sono venuti persino a Chennai (Madras) quando vi sono stato recentemente; vengono fin qui, incuranti delle grandi difficoltà e delle spese. Voi avete molto da imparare dalla loro devozione per Swami.


(Dal Discorso Divino di Bhagavân Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prashânti Nilayam il Febbraio 2007, in occasione della Celebrazione di Maha Shivarathri)

 

 

DISCORSO DIVINO

Percorrete il sentiero della verità mediante la costante contemplazione di Dio

16 febbraio 2007

La Creazione emerge dalla Verità e si fonde nella Verità.
Esiste un posto nel cosmo in cui la Verità non sia presente?
(Poesia Telugu)
Onnipresenza della Verità
La verità è onnipervadente. La Verità è onnipresente. Noi La vediamo ovunque. Infatti, tutti i nostri Darshan (visione del Divino), Sparshan (tocco del Divino) e Sambhashan (conversazione con il Divino) sono associati solo alla Verità! Dov'è la Pura Coscienza (Shuddha Sattvam)? Essa si trova ovunque. La Verità non ha forma. Tutto ciò che vediamo è Verità! [Swami materializza un oggetto] Questo è Verità. Da dove è venuto? È venuto dalla Verità e si fonderà nella Verità. Viene detto:


Sarvam Khalvidam Brahma
"In verità tutto è Brahman"


La Verità è l' incarnazione di Brahman. La Verità è indivisibile. Non è 'due', ma 'uno' e solo 'uno'. Eppure, la gente fa tanti sforzi per cercare di realizzarLa. La Verità non è solo una parola; essa assume molte forme. Analogamente, anche Brahman assume un numero infinito di forme. Eppure Brahman è solo Uno. Questo è il motivo per cui viene detto:


Brahma Sathyam Jagan-mithya
"Solo Brahman è reale, il mondo è una percezione errata"


Tutto il resto è il riflesso di Brahman, nient' altro. La Verità è Una ma i Saggi la esprimono in modi diversi. In questo Universo tutto è nato dalla Verità. Il Dharma (rettitudine) è emerso dalla Verità (Sathya). Viene detto: "Non c'è Dharma più grande dell' aderenza alla Verità (Sathyannasti Paro Dharma). Quando la Verità e la Rettitudine coesistono, ciò che ne risulta è la Pace. Dalla Pace viene l' Amore che avviluppa tutto e tutti. A questo mondo non esiste posto in cui l' Amore non sia presente. Allo stesso modo, non esiste posto a questo mondo in cui non sia presente la Verità. Quindi, dalla Verità e dalla Rettitudine emerge la Pace e da questa l' Amore; infine dall'Amore emerge la Beatitudine. Dove è presente l' Amore non c'è spazio per l' odio ed è proprio in tal luogo che la Non-violenza ha origine. Perciò, se desiderate promuovere la Non-violenza, dovete coltivare l'Amore. Tutto diventa Uno solo se c'è Amore.


Un uomo con la mente dualistica è mezzo cieco
La Bhagavad Gita afferma:


Mamaivamsho Jivaloke Jivabhuta Sanathana
"L' eterno Atma in tutti gli esseri è una parte del Mio Essere"


L' implicazione immediata di questa dichiarazione è: ³Tutti sono una parte (Amsa) di Me. Voi non siete diversi da Me, siete Miei riflessi! Voi siete Me ed Io sono voi." I nomi e le forme possono essere diversi ma l'Atma presente in tutti è lo stesso. Ogni corpo assume un nome diverso. I nomi vengono assegnati a scopo di identificazione ma non riflettono il vostro vero Sé. Lo stesso Atma si trova in tutte le forme di vita. Quindi amate questo Atma, cosa che equivale ad amare voi stessi. Oggi nel mondo l' amore ha assunto forme e nomi diversi: l'amore fra marito e moglie viene definito Anuraga ed all'amore di una madre per i propri figli ci si riferisce con il termine Vatsalya. Tutti questi sono solo sentimenti mondani! L'amore che pervade tutti gli individui è comunque solo uno. Con un tale Amore Universale tutti possono essere uniti, non ci sarà affatto spazio per le differenze, non ci sarà dualità. Dove non c'è dualità, tutti sono Uno! Un uomo con la mente dualistica è mezzo cieco. Noi non siamo ciechi, vero? Abbiamo due occhi che, insieme, vedono un solo oggetto. Quindi, noi siamo tutti Uno. Quando verrà coltivato il sentimento della paternità di Dio e della fraternità degli uomini, il sentimento dell' essere separati, il combattere gli uni contro gli altri, l'inquietudine, l' agitazione, etc., verranno rimossi dal mondo. Tutti sono figli di uno [stesso] Padre: Dio! Oggi dobbiamo nutrire tale nobile sentimento; solo allora l'umanità diventerà Una. Come vi riferite a voi stessi? Dite: "Io sono un essere umano". Chi è un essere umano? Una persona piena di desideri (kama) e rabbia (krodha)? No, no. Il vero significato della parola Manava è: colui che vive la propria vita senza sentimenti di separazione. In effetti noi non dobbiamo nutrire alcun sentimento di differenza: siamo tutti incarnazioni del Sé Divino! Siamo i figli di un [solo] Padre, veramente! Le forme ed i nomi sembrano essere distinti ma non dobbiamo sviluppare un sentimento di separazione basandoci su di essi. Ovunque andiamo, dobbiamo essere tutti uniti. Non è un fatto che la mano è solo una sebbene le cinque dita siano separate l'una dall'altra?


I gioielli sono molti ma l'oro è uno.
Le mucche sono molte ma il latte è uno.
Gli esseri sono molti ma il respiro è uno.
Le caste sono molte ma l'umanità è una. (Poesia Telugu)


È Mio dovere prenderMi cura del Mio corpo fisico
Noi siamo nati come esseri umani, siamo tutti esseri umani. Nonostante ciò possiamo avere diverse capacità ma l' Atma in tutti gli esseri umani è Uno. Guardate! Qui ci sono molte lampadine accese. Sebbene esse appaiano distinte, la corrente che vi fluisce è la stessa. I corpi umani sono come queste lampadine; ciascuna di esse può avere un diverso numero di watt. Sarò sempre felice di chiarire questo punto sull'unità. Recentemente ho ricevuto centinaia di migliaia di lettere in cui Mi si esortava a trattenerMi dal produrre il Lingam dal Mio corpo. Mi hanno pregato: ³Swami! Tu fai emergere dal Tuo corpo l' Atma Linga ma anche i medici Ti sconsigliano di farlo. Naturalmente Tu sei tenuto a produrre il Linga affinché gli esseri umani realizzino la Verità e sperimentino il Suo Splendore Divino. Il Linga Hiranyagarbha è nel corpo in forma liquida; affinché si solidifichi è necessaria una grande quantità di Energia, la sua espulsione richiede molta forza corporea. Ciascun Linga che emerge dal corpo ha un gran peso. Non è bene che il Tuo corpo fisico consumi così tanta energia per la produzione di questi Linga. Lascia che coloro che credono nella Tua Divinità lo facciano e non preoccuparti di quelli che non ci credono. Per favore, non sforzare il Tuo corpo fisico in alcuna circostanza. Il Tuo corpo è molto importante per noi. Infatti, noi abbiamo cercato rifugio in Te e, se lo indebolisci in tal modo, noi stiamo molto in ansia. Perciò trattieniti gentilmente dal farlo e conserva la Tua energia fisica. Dio può realizzare qualsiasi cosa per mezzo della Sua Volontà Divina, può trasformare la terra in cielo e viceversa, ma a che cosa servirebbe? Che cosa accadrebbe, dopo, agli aspiranti spirituali (sadhaka)? Perciò, ti preghiamo, non far uso delle Tue preziose Energie Divine per rendere felice la gente o soddisfarla". Vero. Questo corpo ha già ottantun anni, durerà qualche altro anno. Devo mantenere questo corpo per procurare gioia a tutti voi in vari modi. Presto vi conferirò una Beatitudine infinita. Per coloro che sono felici di vedere il Mio corpo fisico in buone condizioni, esso è importante e necessario. Ecco perché è Mio dovere anche prenderMi cura del Mio corpo fisico.


Il sentimento di nazionalità
Nel Paese di Bharat la devozione è molto importante. Voi definite questo Paese 'un Paese Hindu¹. Le cinque lettere della parola 'Hindu' ('indù') rappresentano molti gruppi di cinque entità, come i cinque elementi (Panchabhutas), i cinque soffi vitali (Pancha Pranas) ed i cinque involucri (Pancha Koshas). Allora qual è il significato profondo del termine 'Hindu? La lettera H sta per Umiltà (Humility), I¹ per Individualità , ŒN¹ per Nazionalità, ŒD¹ per Divinità ed ŒU¹ per Unità; è solo quando mantenete l' Unità che potete acquisire la Divinità. Allo stesso modo è solo quando sviluppate la Divinità che potete acquisire pace e felicità. Dobbiamo salvaguardare il sentimento di nazionalità, dobbiamo sviluppare la fede nell' unità della nazione. Se perdiamo il sentimento di nazionalità, cessiamo di esistere. Che cosa protegge questo sentimento? L' individualità sosterrà l'umanità.

Sviluppate il sentimento di Onnipresenza della Divinità
Dobbiamo porre un limite alle nostre aspirazioni in questo mondo; solo allora avremo pace. Dio è onnipresente. L'universo intero emerge dalla Verità. L'intera Creazione riflette la collettività. Ovunque guardiate troverete solo uguaglianza. Non dovete immaginare che Dio sia in una Sua nicchia in qualche posto lontano. Voi siete tutti incarnazioni della Divinità! Sviluppate questo sentimento. In effetti questa Verità viene realmente sperimentata, ed in modo diretto, da ogni essere umano. Riflettete su voi stessi solo per un momento chiudendo gli occhi: "Chi sono io?" Che cosa vedete chiudendo gli occhi? Niente, ma sentite una domanda risuonare costantemente nelle vostre orecchie: "Chi sono io? Chi sono io?" Allora diventate pienamente consapevoli: ³Io non sono questa forma.² Tutti questi nomi e forme sono transeunti, non sono mai permanenti.


Il piacere deriva dalla sofferenza
Il corpo vi viene dato per lavorare incessamente e duramente. Non dovete star male davanti al dolore ed alle difficoltà. Se non ci fosse alcuna difficoltà non potreste conoscere il valore della felicità. Il piacere è un intervallo fra due sofferenze. Infatti, il piacere deriva solo dalla sofferenza. Anche le difficoltà sono passeggere. Se desiderate acquisire maggiore felicità dovete sperimentare almeno qualche difficoltà e sofferenza. Il Santo Purandaradasa cantò:

Oh, Rama! Chi è Colui che ha dipinto le penne del pavone?
Chi è Colui che ha dato un becco verde ad un pappagallo rosso e lo ha reso [così] bello?
Chi è Colui che ha innaffiato l' albero sulla collina?
Chi è Colui che ha fornito il cibo alla rana sulla roccia?
Tu sei Colui che sostiene l' intero Universo. (Poesia Telugu)



La Divinità è il testimone diretto dell' umanità.
Che Tu protegga tutti!
Che Tu pervada tutti gli esseri viventi!
Tu sei onnipresente come Divino Atma.
L' Atma protegge l' Atma e nient' altro;
Oh, Dio! Che tu conceda a tutti la consapevolezza per comprendere pienamente questa verità.
(Poesia Telugu)


Sviluppate la fede nell' Atma Tattva
Dobbiamo sviluppare la fede nell'Atma Tattva. Atma non ha nome né forma, di nessun tipo. Eppure, se sviluppate la fede nell'Atma Tattva Esso vi proteggerà sempre. Infatti, l' Atma è la Divinità vivente!

Sarvatah Panidam Tat Sarvathokshi Siromukham, Sarvatah Sruthimalloke Sarvamavruthya Tishthati "Con mani, piedi, occhi, testa, bocca ed orecchie che pervadono tutto, Egli permea l' intero Universo."


L'Atma Tattva che pervade tutti gli esseri viventi è vero ed eterno. L'Atma è indivisibile. Lo stesso Atma permea tutto proprio come la stessa corrente scorre attraverso tutte le lampadine. Se il filo elettrico che porta la corrente a tutte le lampadine viene tagliato in un punto, tutte le lampadine si spengono.


Vivete in modo naturale
Cari studenti! I progressi scientifici stanno creando molto caos nel mondo. A seguito di tali esperimenti, stanno sorgendo molte difficoltà. Le mucche in America vengono nutrite con la trippa nella convinzione che producano più latte ma quelle mucche soffrono di molte altre malattie ed anche coloro che ne bevono il latte vi sono esposti. Ogni Paese sperimenta qualcosa di nuovo. Solo gli abitanti di Bharat stanno conducendo una vita naturale. Non si deve condurre una vita all' insegna dell'artificialità altrimenti tutto nella vostra vita sarà artificiale. Per esempio, negli ultimi tempi avrete osservato molti cambiamenti nelle verdure che consumiamo. Noi indiani mangiamo molte verdure che forniscono una buona quantità di forza al corpo ma ora esse vengono fatte crescere con l' acqua inquinata del sistema fognario perciò oggi tutti i vegetali e le verdure sono inquinati. A molta gente in India, specialmente a coloro che vivono negli stati del sud, piace il brinjal curry (Vankaya in Telugu) [condimento piccante tipico del sud dell'India a base di melanzane, spezie e curry, da utilizzare sul riso: N.d.T.]. C'è una poesia che ne loda entusiasticamente il gusto:


Senza pari è il gusto del curry di Vanka(ya)
Senza pari è il volto della virtuosa Sita, come un loto Panka(ya) in fiore
Senza pari è la compassione del Signore Sanka(ra)
Veramente ineguagliato è il valore del vincitore del Signore di Lanka.
(Poesia Telugu)


Questa poesia non si applica più ai brinjal dei nostri giorni che sono totalmente inquinati. A causa dell'inquinamento, che aumenta giorno dopo giorno, anche le nostre menti sono inquinate.


Non inquinate le vostre menti
Cari studenti! Voi siete ben educati; non dovete leggere ogni sorta di ciarpame ed inquinare le vostre menti. Seguite la nostra gloriosa cultura indiana. La cultura indiana è altamente sacra. I nostri antenati sperimentarono la gloria della nostra grande cultura e vissero felicemente. Sono certo che, in un futuro molto prossimo, anche gli stranieri comprenderanno pienamente la grandezza della nostra cultura e l'adotteranno. Comunque noi non dobbiamo attendere fino ad allora; incamminiamoci per il sentiero degli alti principi morali. Dio protegge tutti in ogni modo; Egli sa tutto. Quando Dio stesso è in noi e con noi, non dobbiamo aver paura di niente.


Aiutate sempre, non fate mai del male
Antecedentemente all' indipendenza del nostro Paese, Io conducevo degli incontri nei villaggi; ci andavo con l'intento di aiutare la gente povera. Quando giravo in pantaloncini corti e camicia a mezze maniche, la gente mi impediva di agire trattandomi come un ragazzino immaturo; mi portavano un dhoti da indossare sopra i pantaloncini affinchè assumessi un aspetto da adulto che si confacesse al genere di attività che svolgevo. Andavo nelle case degli harijan (termine coniato dal Mahatma Gandhi per definire i Dalit - parola di origine indo-ariana che significa 'oppresso', 'tenuto sotto controllo'- o intoccabili o fuori casta. Il significato letterale è 'figli di Dio' essendo Hari un altro nome di Vishnu; N.d.T.) ad insegnare loro delle canzoni popolari. Questa è una di quelle canzoni che era intesa a determinare nei ricchi una trasformazione della loro attitudine verso i poveri:


Fatichiamo nei campi giorno e notte,
Arando, seminando e raccogliendo;
Voi state seduti nell'intima comodità delle vostre case signorili,
Mangiando, bevendo e divertendovi;
Non venite neppure a chiederci come stiamo,
La fatica è nostra, mentre vostra è ogni comodità.
È giusto? (Canzone Telugu)


Gli harijan cantavano in pubblico le canzoni composte da Me. Ogniqualvolta qualcuno argomentava sulla loro intransigenza, gli cantavano in risposta un'altra canzone, anch'essa composta da Me:


La terra è un dono di Dio, non una proprietà dei ricchi,
Se ci attaccate con il vostro potere, Dio è lì per noi;
Esistono Grandi Anime cariche di sentimenti di fratellanza.
Svegliatevi, svegliatevi! Emergete dal sonno di Maya. (Canzone Telugu)


Mentre Io 'caricavo le batterie' ai poveri ed agli oppressi con le Mie canzoni, i ricchi si sentivano imbarazzati e Mi attaccavano. Persino il fratello maggiore di questo corpo mi riprendeva dicendo: "Perché ti imbarchi in simili attività in pubblico? Non uscire, stattene tranquillo in casa a studiare. D'ora in poi non devi più uscire di casa.² Così dicendo, mi chiudeva in una stanza. Tutti i Miei soliti compagni venivano sotto casa a chiamarmi: ³Raju! Raju! Raju!² Poverini! Erano così affezionati a Me. Io li consolavo dicendo: ³Miei cari! Sopportate con me per qualche tempo; uscirò senz'altro ad esaudire i vostri desideri. Io appartengo a voi." Da allora ho sempre aiutato i poveri, fino ad oggi. Proteggere i poveri e soccorrerli, dando loro cibo, rifugio ed acqua per renderli felici, è Mio dovere. Ancor oggi mando i Miei studenti in ogni angolo dei villaggi a distribuire cibo a coloro che vi abitano. Ogniqualvolta una persona affamata sostava davanti alla nostra casa Io le procuravo del cibo anche a costo di rinunciare alla Mia razione. A coloro che non avevano di che vestirsi davo i Miei vestiti. Io ho sempre aiutato tutte le persone bisognose fin dalla Mia infanzia. Il Mio motto, allora come oggi, è Help Ever, Hurt Never (Aiutate sempre, non fate mai del male). Ho sempre avuto molta esperienza nell' aiutare gli altri, sin dall' infanzia. Molta gente fa servizio ai poveri a parole ma non li aiuta veramente.


In Me non c'è mai neppure un minimo di impurità


Manasyekam Vachasyekam, Karmasyekam Mahatmanam; Manasyanyath Vachasyanyath, Karmayanyath Duratmanam
"Coloro i cui pensieri, parole ed azioni sono in perfetta armonia sono nobili; coloro che difettano di tale armonia sono malvagi"


Fin dalla Mia prima gioventù, Io ho protetto, nutrito, consigliato e fatto sì che la gente seguisse il retto sentiero; non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai mostrato rabbia od odio verso nessuno. Ciononostante, alcune persone, per una forma di invidia egoistica, fabbricano storie su di Me e le pubblicano sui giornali. Stanno ricorrendo ad una falsa propaganda su di Me sulla stampa e sui mezzi mediatici elettronici. Tutto questo non mi turba perché Io non ho paura di nessuno.
Il Mio vero nome è Sathyam Sathyam Sathyam (Verità). Io sono legato alla Verità. Il nome di questo corpo è Sathya (Verità). Non devierò mai dal sentiero della Verità. Le persone che indulgono in pubblicità da vituperio spinte dall'invidia, dall'avidità o dall'odio, subiranno le appropriate conseguenze. È arrivato il momento di intraprendere azioni atte a dissuadere queste persone dal ricorrere ad una propaganda menzognera. Naturalmente, non gliene si può attribuire la colpa; esse ricorrono a tali calunnie per denaro. Devono cercare di comprendere il loro errore. In Me non c'è mai neppure un minimo di impurità (dosha). È per questo che voi tutti seguite Sai. Potete acquisire ogni cosa a questo mondo perseguendo il sentiero della Verità. Percorrete il sentiero della Verità mediante la costante contemplazione di Dio. [A questo punto Swami ha chiesto ai bambini se stesse causando loro qualche disturbo con un discorso così lungo. Essi hanno risposto all' unisono: "No, Swami:] Non è mai stata Mia intenzione causare sofferenza a qualcuno. Tali pensieri non Mi si avvicinano nemmeno. Qualsiasi cosa Io faccia è per il vostro bene, non per Me. In effetti, assumo persino il cibo solo per voi! Io bevo l' acqua per voi! Tutte le attività che intraprendo sono solo per il vostro bene! Coloro che comprenderanno pienamente questa verità ne trarranno beneficio; le loro vite saranno santificate.


"Il Tuo Amore e la Tua compassione sono senza pari"
Ero molto addolorato dal fatto che la gente di alcune aree delle colline dei distretti orientale ed occidentale di Godavari bevesse acqua inquinata ed ho dato immediate disposizioni per il rifornimento di acqua potabile pulita stanziando 200 crore di rupie (due miliardi di rupie, circa quaranta milioni di euro; N.d.T.). Là vicino, in pianura, scorre il [fiume] Godavari ma loro non avevano neppure una goccia d' acqua da bere. Perciò detti disposizione affinché l'acqua del Godavari venisse pompata fino alle aree collinari attraverso dei tubi. Ora sono tutti molto felici. A breve ho in programma di far visita a questa gente. Questa è una bellissima notizia per loro, sono molto felici e danno espressione alla loro gioia dicendo: ³Swami! Non avremmo mai immaginato che Tu riversassi su di noi la Tua Grazia così copiosamente! Il Tuo Amore e la Tua compassione sono senza pari. Siamo estremamente felici e grati di sapere che ci farai visita.² Essi stanno ripulendo a fondo tutte le strade ed allestendo tutto per la Mia visita. Ramakrishna e Kondal Rao, che hanno eseguito il progetto, Mi accompagneranno. Dobbiamo aiutare gli altri e fare del bene a tutti, per quanto è possibile. Se vivete così, anche voi sarete felici e tutto vi andrà bene.


A breve intendo fare un tour mondiale!
Cari studenti! Ogniqualvolta incontrate un nemico, offritegli amorevolmente le vostre salutazioni (pranam) e dite ³Oh! Fratello!² ed anch'egli ricambierà con amore. Siamo tutti fratelli! È solo quando vi comportate in tal modo che procurate una buona reputazione al nostro Istituto di Istruzione Superiore 'Sathya Sai'. Noi non pretendiamo dagli studenti neppure un paisa (monetina indiana: N.d.T.) né esigiamo tasse per gli esami. Studenti provenienti da tutte le parti del Paese, e persino dall'estero, vengono qui, acquisiscono la loro istruzione e se ne vanno con elevati titoli accademici. Noi forniamo anche dottorati di ricerca (Ph.D.) che ci costano moltissimo. Se tutti gli studenti sviluppassero caratteri esemplari come nell'Istituto Sathya Sai, il nostro Paese guadagnerebbe un gran nome. Abbiamo buone notizie sui nostri ex studenti che perseguono le loro vocazioni in America; recentemente un aeroplano, carico dei nostri ex studenti provenienti dagli U.S.A., ha fatto visita a Prasanthi Nilayam. L'aereo era stato noleggiato dall'America in segno d'apprezzamento per i servizi da loro resi in quel Paese. Hanno detto: "Swami! Nel nostro Paese ci sono molti ex studenti del Tuo Istituto: sono persone meravigliose, ci danno tanta gioia!" Là ci sono duecento ex studenti. Insieme alle loro famiglie, sono arrivati qui in 250 e durante la loro permanenza a Prasanthi Nilayam hanno sperimentato una grande beatitudine. Al momento di partire hanno espresso la loro gratitudine dicendo: "Swami! Non avremmo mai immaginato e neppure sognato che Tu ci concedessi una tale Grazia." A breve intendo fare un tour mondiale! Molti devoti vengono qui dall'Africa e dalla Russia. La devozione dei russi è indescrivibile. In questa sala sono presenti molti devoti russi che si stanno godendo molto il Mio discorso. [Indicando i devoti russi] ³Guardate! Questi devoti con le mani alzate sono tutti russi!² Sono molto devoti. [Indicando nuovamente i devoti russi] ³Voi non siete russi, fate parte soltanto del nostro paese! Vi amo tutti.²


Cari studenti! Nel mondo ci sono numerosi Paesi, quali la Russia, l'America, la Germania, il Giappone, l' Italia, la Francia, etc.. Sebbene i Paesi siano diversi, la gente che vive in questi Paesi fa parte di noi! Ci hanno molto aiutato per la costruzione dello Stadio coperto a Prasanthi Nilayam, hanno lavorato duramente giorno e notte. Essi amano Swami intensamente, Mi seguono ovunque Io vada, corrono dietro la Mia auto e sono venuti persino a Chennai (Madras) quando vi sono stato recentemente; vengono fin qui, incuranti delle grandi difficoltà e delle spese. Voi avete molto da imparare dalla loro devozione per Swami.


(Dal Discorso Divino di Bhagavân Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prashânti Nilayam il Febbraio 2007, in occasione della Celebrazione di Maha Shivarathri)

 

DISCORSO DIVINO

Rinunciate all'ego ed all'attaccamento per diventare grandi

17 febbraio 2007

Cari studenti!


Possono tutti gli uccelli di color verde parlare come i pappagalli?
Possono gli insetti che strisciano sui fiori diventare dei bombi?
Un maiale molto grasso può diventare un elefante?
Può colui che ha conoscenza di se stesso
acquisire la conoscenza del Sé?
(Poesia Telugu)


L'uomo oggi si considera importante. Invece, chi è privo di umanità non è affatto un essere umano! Un vero essere umano è colui che pratica i cinque Valori Umani della Verità (Sathya), della Rettitudine (Dharma), della Pace (Santhi), dell'Amore (Prema) e della Non-violenza (Ahimsa) e li predica agli altri. La mancanza anche di uno solo di questi valori non si addice ad un essere umano. L'uomo infatti è molto intelligente, la sua intelligenza è illimitata e non ha paragoni. Ma essa non si riflette nel suo comportamento.


La ferma dedizione di Parvati...
Una volta il Signore Ishvara era assorbito in un'intensa penitenza (Tapas). Parvati desiderava sposarlo ma i suoi genitori tentarono di dissuaderla. Cominciarono a discutere con lei, descrivendo la forma di Shiva a questo modo:

Oh Gauri! Tu sei molto giovane e
Sambashiva è vecchio;
ha riccioli arruffati ed indossa
una pelle di tigre;
cavalca un toro ed è sempre in viaggio;
i serpenti sono i Suoi gioielli.
Come hai potuto corteggiarlo?
Non sai tutte queste cose?
Non ha una casa propria e vive in un terreno crematorio.
(Poesia Telugu)


Mahadeva Shiva


Parvati non dette retta a tutti questi ragionamenti e li ignorò. Il Signore Ishvara conosceva la sua natura e Parvati conosceva la natura di Shiva. Infatti essi non sono separati l'uno dall'altra. Il Signore Shiva è l'incarnazione sia di Shiva che di Shakti (Siva-sakthi- atmaka-swarupa) [Shakti è l'energia che impersona l'aspetto femminile della Divinità e ne rappresenta il principio attivo e dinamico; Shiva ne rappresenta l'aspetto maschile; N.d.T. ]. Lo stesso è per Parvati. Come possono i comuni mortali capire una natura mistica come quella del Signore Ishvara e di Parvati? Ovunque esista un sentimento di dualità, là sorge il dubbio. Un uomo con una mente dualistica è mezzo cieco. Infatti non c'è differenza fra il Signore Shiva e Parvati. Intanto, Sarasvati entrò in scena per dare consigli a Parvati sull'inappropriatez za del Signore Shiva come suo sposo. Spiegò: "Cara Parvati, la società non accetterà una combinazione così balorda. Fra te e Shiva non c'è compatibilità , tu stessa sai tutto, non devo elaborare ulteriormente questo punto. Mi dispiace che tu sia caduta consapevolmente in tale illusione." Parvati replicò con fermezza: "Oh, Sarasvati! Io sono interessata solo nel Signore Shiva ed in nient'altro, non ho alcun altro interesse. Non ho alcun altro interesse nella vita, oltre a quello di voler diventare la moglie del Signore Shiva, e nessuno può indurmi a ritornare sulla mia decisione."


La Divinità pervade tutto...
L'intero universo è permeato da Dio (Isavasyam Idam Sarvam). Il potere del Signore Shiva permea l'intero universo. Il maggior dovere di un essere umano è amare la Divinità del Signore Isvara (Isvaratva). Veramente lo stesso potere divino è immanente anche in ogni essere umano. Proprio come il corpo umano viene coperto da un tessuto, la Divinità è avviluppata nell' illusione (Maya). Ecco perché, sebbene onnipresente, Isvaratva non è visibile. In accordo con la massima "Dio è l'abitante di tutti gli esseri" (Isvara Sarva Bhutanam), Isvaratva permea ogni essere vivente. Parvati ha spiegato che Isvaratva trascende l'età e non è in alcun modo connesso con l'aspetto esteriore.


Il dolore di Parvati
Anche sua madre Lakshmi cercò di dissuadere Parvati dallo sposare il Signore Shiva. Le spiegò: "Mia cara! Sei ancora molto giovane e bella. Hai in te un grande potere, non ti si addice voler sposare uno che va di casa in casa a chiedere l'elemosina." Parvati era molto contrariata e rispose implacabile: "Il mio sposo non è un mendicante, anzi, è Colui che fa l'elemosina al mondo intero. Indulgere in questa campagna denigratoria contro di Lui non si addice a voi ." Anche molti altri erano contrari alla scelta di Parvati. Le chiedevano: "Si adorna di serpenti, come puoi far la corte ad una persona siffatta? Non ne sei al corrente?" Parvati, di rimando, rispondeva: "I serpenti hanno il veleno solo nei denti, ma un essere umano ce l'ha in tutto il corpo. La sua visione, il suo udito e le sue azioni sono tutti pieni di veleno. Voi credete che un tale velenoso essere umano sia una brava persona. Se i denti vengono rimossi, il serpente non può far del male a nessuno. Ma l'essere umano, con i suoi due denti dell' ego (Ahamkara) e dell' attaccamento (Mamakara) si muove senza meta con freddezza ed indifferenza, causando un gran danno agli altri esseri umani ed al mondo che lo circonda. Egli crede di essere importante, ma è pieno di veleno. Come si può correggere un essere umano siffatto?"


Chi ha orgoglio non avrà successo in
nessuna impresa;
commetterà peccati e verrà ridicolizzato da tutti.
La sua stessa gente lo abbandonerà.
Perderà tutte le sue ricchezze ed il rispetto.
Il suo orgoglio lo rovinerà completamente.
(Poesia Telugu)


Riconoscete la vostra natura innata
Dio è amato da tutti. Ogni essere umano vive solo di amore. Infatti, chi non ha alcun amore in sé non è affatto un essere umano! L'amore che esiste fra Dio e l'essere umano è paragonabile a quello esistente fra un padre ed un figlio. Che grande peccato attribuire cattive intenzioni ad un amore così puro ed immacolato. Questo è il risultato delle cattive qualità che hanno permeato la società. Quando viene riconosciuta la Natura Divina innata di ogni essere umano non resta alcuno spazio per alcun tipo di differenza. Tutti sono Uno, siate come tutti. Dobbiamo acquisire una tale trasformazione nelle nostre vite. Voi studiate molti libri, ma la mera lettura non basta; essa non vi aiuterà in alcun modo. La verità contenuta in tali testi dev'essere compresa e sperimentata. Laila e Majnu erano grandi amanti: il loro era un amore disinteressato che divenne immortale. Incapace di capire la vera natura del loro amore sacro, la gente attribuì ad esso ogni sorta di motivi, creando molta confusione. La mente dev'essere riempita di amore puro. Non si deve sviluppare attaccamento per gli oggetti dei sensi ed avvelenarsi la mente. È solo allora che la vera felicità può essere sperimentata. In questo mondo ogni essere umano deve analizzare su di sé che cosa dev'essere cambiato e corretto e cosa dev'essere portato a compimento, dopodiché deve comportarsi di conseguenza. Solo così egli realizzerà la vera umanità. La Divinità chiamata IO è immanente in ogni essere umano ed Essa non dev'essere interpretata come Brahma, Vishnu o Shiva. Questi sono tutti nomi attribuiti dall'uomo alla Divinità a scopo di riconoscimento. I nomi non sono così importanti. La vera Divinità è IO, 'IO sono IO'. Noi consideriamo Brahma il Creatore, Vishnu il sostenitore e Shiva il distruttore. Dio concede il Darshan a ciascuno nella forma che ciascuno contempla.


Matru Devo Bhava
Una volta il Signore Shiva e Madre Parvati stavano facendo una breve passeggiata nel mondo etereo. Videro che sulla Terra una persona stava tagliando il ramo dell'albero su cui era seduta. Il ramo era quasi tagliato e l'uomo poteva cadere ad ogni istante. Parvati era molto inquieta e pregò il Signore Shiva: "Oh Signore! Ti prego, salvalo immediatamente dal cadere giù a terra!" Isvara rispose: "Tu l'hai visto per prima. Solo tu hai capito che poteva cadere se tagliava il ramo sul quale era seduto. Perciò, la responsabilità di salvarlo è tua." Parvati allora pose una condizione: "Swami! Normalmente una qualsiasi persona che cada dall'alto esprimerà la propria agonia chiamando 'Amma' [Madre] o 'Appa' [Padre]! Se quest'uomo urlerà 'Amma!' lo salverò io. Se invece urlerà 'Appa!' sarai Tu a doverlo salvare." Isvara accolse la proposta. Intanto, il ramo che era stato tagliato finalmente si era rotto e la persona seduta su di esso cadde giù. Madre Parvati era pronta a salvarlo, e così pure il Signore Shiva. Ma quella persona non pregò né Amma!’ né Appa! Gemette solo: "Ahi!" Sebbene il Signore Shiva e Madre Parvati stessero aspettando entrambi di salvarlo, l'uomo non li chiamò! Questa storia è intesa a rammentare a tutti che dobbiamo ricordare i nostri genitori ovunque siamo ed in qualsiasi situazione veniamo posti. Essi sono le Divinità viventi che vigilano su di noi e che ci guidano. Le Upanishad esortano: "Riverite vostra Madre, vostro Padre, il vostro precettore e l'ospite come [se fossero] Dio. Potete essere altamente istruiti, potete essere esperti di tutte le branche della conoscenza di questo mondo, ma per vostra madre siete solo dei bambini. Le benedizioni di vostra madre saranno sempre con voi. La vita di un figlio che trascura la madre non ha valore. Solo Madre Parvati ha un cuore talmente compassionevole da proteggere un uomo in pericolo. Ecco perché dobbiamo contemplare costantemente la Sakthisvarupini. Il Signore Isvara è il padre e Madre Parvati è Sakthiswarupini. Isvara non può prendersi tanta libertà e farsi avanti a salvare un devoto. È solo dopo che la Shakti fa un passo avanti che il Signore Isvara la segue. Qundi, in primo luogo si deve adorare la Sakthiswarupini. Essa è veramente la Madre. Questo è il motivo per cui è stato detto Matru Devo Bhava! Il primo posto è stato dato alla madre. Persino il proprio Paese viene paragonato alla madre. Noi diciamo: "L'India è la mia madrepatria." Tutti si riferiscono al proprio Paese come 'madreterra' e non come 'padreterra' . Nel Paese di Bharat è pratica comune che una ragazza dopo il matrimonio vada a vivere con il marito in casa dei suoceri. La suocera in lingua inglese viene chiamata 'mother-in-law' . Ma Madre Parvati è la 'mother-in-love' di tutto il mondo [Swami fa un gioco di parole intraducibile, riferendosi alla somiglianza fonetica che la parola 'mother-in-law' , che significa suocera ma tradotto letteralmente è 'madre-nella- legge' - volendo significare 'madre acquisita' - ha con l'espressione 'mother-in-love, che significa 'madre nell'amore'; N.d.T.]. 'Law' (legge) è una parola collegata al mondo, mentre 'amore' si riferisce al proprio cuore. Quindi, innanzitutto, sviluppate l'amore. Considerate l'amore il vostro 'tutto'. Solo allora avrete condotto una vita fruttuosa. Vostra madre può essere molto semplice e non introdotta socialmente, o può essere molto debole fisicamente od intellettualmente, ma una madre è una madre. Non dovete trascurare vostra madre solo perché è debole o perché si è ammalata. Una madre è sempre colma d'amore per i propri figli. Questo è il motivo per cui Bhakta Ramadas pregò Madre Sita, “Oh! Madre Sita! Ti prego, presenta il mio caso a Rama ed aiutami. Quando sei sola con Lui e state conversando felicemente, rammentagli cortesemente la mia pietosa condizione." Bhakta Ramadas lavorava come Tahsildar [esattore delle tasse; N.d.T.] sotto il Nawab [Nawab era il nome con cui veniva designato un governatore durante l'impero Mogul; N.d.T.] Tanisha. Egli spese tutte le somme esatte dalla gente per costruire un tempio al Signore Rama, a Lakshmana e a Sita e per decorare gli idoli con gioielli d'oro. Venne imprigionato sotto l'accusa di appropriazione illecita per non aver depositato il denaro nella casse della tesoreria. Incapace di sopportare l'agonia della prigione, si lamentò: "Swami! Ho dedicato tutto il denaro che ho preso solo al Tuo servizio". In un bel Kirtan [una forma di pratica spirituale che consiste nella ripetizione continua di un Mantra; N.d.T.] cantò a questo modo:

Oh, Ramachandra! Ho speso diecimila monete d'oro per adornare Madre Sita con una catena d'oro ed altre diecimila sovrane per decorare Tuo fratello Lakshmana con una cintura d'oro. Il cimiero che adorna Te mi è costato altre diecimila monete d'oro. Incurante dei miei travagli, Tu fai bella mostra dei gioielli come se li avessi comprati Tu, con il Tuo denaro! (Poesia Telugu)


In questa vita non si può acquisire nulla, se non ci si libera dell'ego e dell'attaccamento. Si può invece acquisire ogni cosa con l'umiltà e l'obbedienza. In tutte le sfere della vita - morale, spirituale, fisica ed anche politica - ci si deve comportare con devozione. Solo così il compito portato a termine risplenderà nella gloria.


Si devono rispettare le donne
Quando una madre lascia il corpo fisico, la sua anima continuerà a preoccuparsi dei propri figli e del loro benessere. Un giorno una madre mi si avvicinò a mi disse: "Swami! Mia figlia ascolta tutti, ma dà importanza solo alle parole di Swami. Mia figlia è sempre stata ostinata, non ascolta ciò che le dico. Ma se una volta le parli Tu, seguirà il Tuo consiglio. Ha molta fede in Te e non disobbedirà alle Tue parole." Allo stesso modo molte madri vengono a chiedere molte cose per i loro figli. Le madri hanno un ruolo importante da svolgere. Non c'è Dio che sia più grande di una madre. Perciò non si deve mai mancare di rispetto alla propria madre. Coloro che ignorano la propria madre incontreranno molte difficoltà. Le donne devono essere rispettate ed amate, si deve mostrar loro gratitudine. Solo allora gli uomini e le donne arriveranno ad ottenere posizioni importanti. Potete avere capacità al di sopra della media, o essere altamente istruiti, o anche analfabeti - il vostro massimo dovere è quello di rispettare vostra madre e di dar peso alle sue parole.
Una madre e suo figlio, il cui nome era Ishwarchandra Vidyasagar, vivevano in piccolo villaggio vicino a Kolkata.



Vidyasagar


[Nato nel 1820 come Ishwar Chandra Bandopadhyaya in una povera famiglia Brahmina, Vidyasagar fu un pilastro del Rinascimento del Bengala, nonché filosofo, scrittore, traduttore, editore, riformatore e filantropo; N.d.T.] La madre lavorava moltissimo per tirar su il figlio. Dato che in casa non avevano illuminazione, Vidyasagar studiava sotto i lampioni. Lavorò duramente giorno e notte e studiò con profitto. Alla fine ottenne una buona posizione nella vita, diventando un oratore famoso. Si radunavano a migliaia per ascoltare le sue lezioni. Una volta Vidyasagar stava viaggiando in treno per raggiungere una città in cui doveva fare uno dei suoi discorsi. Un funzionario dell' I.C.S. ['Servizi Civili Indiani': la struttura dei servizi civili nazionali indiani così come si chiamava anteriormente all'Indipendenza, ed oggi rimpiazzata dal 'Servizio Amministrativo Indiano', o IAS; N.d.T.] viaggiava nel suo stesso compartimento per recarsi nella stessa città ad ascoltare il suo discorso. Non appena questo funzionario scese dal treno nella stazione, chiamò un facchino che gli portasse il bagaglio. Vidyasagar gli si avvicinò e gli disse: "Signore, mi dia il Suo bagaglio, glielo porterò io. A proposito, dove deve andare?" Il funzionario dell' I.C.S. rispose: "Sto andando nel luogo in cui Ishvarchandra Vidyasagar farà il suo discorso". Al sentire queste parole Vidyasagar sorrise fra sé e sé e si avviò al luogo dell' incontro. Come arrivarono, Vidyasagar porse il bagaglio al funzionario, dicendo: "Signore! Mi congedo da Lei". Il funzionario gli offrì del denaro per aver trasportato il suo bagaglio. Vidyasagar rispose: "Signore! Le ho portato il bagaglio come atto di servizio, non per denaro!", e declinò educatamente l'offerta. L'incontro ebbe inizio. A Vidyasagar era state messe ghirlande a profusione ed era stato accompagnato sul palco con tutti gli onori. Il funzionario, vedendo Vidyasagar, lo riconobbe come la persona che aveva trasportato il suo bagaglio pochi minuti prima. Si sentì molto imbarazzato. Non appena l'incontro finì, cadde ai piedi di Vidyasagar e gli chiese di perdonarlo.


L'umiltà porta grandezza
Furono solo l'umiltà e l'obbedienza a procurare grandi onori a Vidyasagar. Persino oggi voi trovate la storia di Vidyasagar nei libri di testo. La grandezza non risiede nell'istruzione o negli alti titoli accademici che otteniamo. Sono l'umiltà e l'obbedienza a portarci la grandezza. A questo mondo ci sono molte persone istruite. Ma a che cosa serve? Quale beneficio deriva al mondo dalla loro istruzione? Una persona viene rovinata solo dall'ego e dall'attaccamento; solo lasciando cadere questi due si può diventare davvero dei 'Grandi'.
Durante il suo tour di dibattiti nell'India del nord Adi Shankara incontrò un grande studioso di nome Mandana Mishra. Questi aveva una moglie che si chiamava Ubhayabharati, che era stata selezionata per far da arbitro e giudice, e decidere chi sarebbe stato il vincitore nel dibattito fra Adi Sankara e Mandana Mishra. Ella credeva che la Verità fosse Dio e questo è il motivo per cui era altamente adatta per quel compito. Sankara sconfisse Mandana Mishra nel dibattito e venne così dichiarato vincitore da Ubhayabharati. In accordo con le condizioni del dibattito, Mandana Mishra doveva darsi alla rinuncia (Sannyas), cosa che fece. Ubhayabharati, obbedendo coscienziosamente al proprio dovere di moglie, agì di conseguenza e divenne anch'essa una rinunciante.


Ubhayabharati funge da 'sturaocchi' ...
Un giorno, Ubhayabharati stava andando con i suoi discepoli sul fiume Gange per fare un bagno. Sulla via vide un Sannyasi [rinunciante; N.d.T.] che si stava riposando, tenendo sotto la testa un 'gourd' vuoto [Con 'gourd' si intende il guscio secco del frutto di una pianta della famiglia delle cucurbitacee, che non viene generalmente usata a scopo alimentare. L'aspetto del gourd è legnoso a forma di zucca cava, e veniva usato come recipiente già prima dell'uso dell'argilla; N.d.T.]. Lo usava per tenerci l'acqua, e per questo lo conservava con cura. Ubhayabharati si rese conto dell'attaccamento di questo Sannyasi per il suo gourd e disse ai suoi discepoli: "Guardate! Quest'uomo si definisce un Sannyasi, ma è attaccato al suo gourd che tiene sotto la propria testa, come un cuscino." Il Sannyasi sentì questo commento, ma sul momento non disse niente. Quando Ubhayabharati ed i suoi discepoli furono di ritorno dal fiume egli gettò il suo gourd davanti a loro per dimostrare che non vi era attaccato. Vedendo questa azione, Ubhayabharati appropriatamente commentò: "Pensavo che in lui ci fosse solo un difetto, l'attaccamento (Abhimana). Ma adesso mi rendo conto che ne ha anche un altro, l'ego (Ahamkara). Come può una persona con Abhimana ed Ahamkara diventare un Jnani (chi è stabilito nella Conoscenza del Sè; N.d.T.) ed un Sannyasi? Il suo commento agì da 'sturaocchi' per il Sannyasi, che espresse la propria gratitudine ad Ubhayabharati per avergli impartito [una lezione di] autentica conoscenza e rinuncia.


Emulate Karna
Nel mondo, popoli diversi seguono sentieri diversi. Il Signore Krishna è Colui che ha insegnato il sentiero della Saggezza e stabilito la verità che la qualità dell'Amore è comune a tutti. Egli perdonò persino la gente che aveva qualità demoniache, come Duryodhana [Nel poema epico Mahabharata Duryodhana era il figlio maggiore del re cieco Dhritarashtra, nonché il più anziano dei cento fratelli Kaurava ed il maggiore antagonista dei Pandava. Era un avatar del demone Kali, che aveva stregato l'anima di Nala, costringendolo a perdere il suo regno al gioco; N.d.T.] e Dussasana [il malvagio fratello di Duryodhana;N. d.T.]. Sebbene Karna si fosse unito alle forze del male, era un uomo dalle nobili qualità lodate dal Signore Krishna. Karna non aveva la minima traccia di ego od attaccamento. Era un grande guerriero ed una persona altamente caritatevole. Le sue qualità nobili sono da emulare. Ogni studente deve ascoltare cose buone e metterle in pratica. Sperimentate la Beatitudine e dividetela con tutti. Questo è il vostro massimo dovere.




[Dal Discorso Divino di Bhagavân Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prashânti Nilayam il 17 Febbraio 2007, in occasione della Celebrazione di Maha Shivarathri]

 

DISCORSO DIVINO

Realizzate l'immanenza del principio divino in tutti

18 febbraio 2007

Indice paragrafi:

Il Principio di Shiva permea l'intero Universo
Riempitevi la mente con il nettare dell'Amore Divino
Mettete vostra madre al primo posto nella vita
L'ego e l'attaccamento rovinano la vita di un uomo


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Possono tutti gli uccelli di color verde parlare come un pappagallo?
Possono gli insetti che strisciano sui fiori diventare dei bombi?
Un maiale molto grosso può diventare un elefante?
Può colui che non conosce se stesso
acquisire la conoscenza del Sé?
(Poesia Telugu)


Cari studenti!


L'uomo oggi si considera importante da sé ma chi è privo di umanità non può neppure essere chiamato essere umano! Un vero essere umano è colui che capisce il significato di umanità e la manifesta nella propria condotta.




Il Principio di Shiva permea l'intero Universo
Un vero essere umano è colui che mette in pratica nella propria vita le virtù della Verità (Satya), della Rettitudine (Dharma), della Pace (Santhi), dell'Amore (Prema) e della Non-violenza (Ahimsa) e divide questa conoscenza con tutti. Se gli manca anche una sola di queste virtù costui diventa indegno di essere chiamato essere umano. L'uomo infatti è è dotato di grande intelligenza. Non si tratta di un'intelligenza comune; è qualcosa che non ha alcun limite. Eppure, nonostante ciò essa non si riflette nel suo comportamento. Una volta il Signore Ishvara era assorto in un'intensa penitenza (Tapas). Parvati voleva sposarlo ma i suoi genitori avevano un' opinione avversa a Shiva e le dissero: :

Oh Gauri! Tu sei molto giovane e
Sambashiva è vecchio,
ha riccioli arruffati ed indossa
una pelle di tigre,
cavalca un toro ed è sempre in viaggio,
è adornato di serpenti.
Come hai potuto corteggiarlo?
Non sai tutte queste cose?
Egli non ha una casa propria e vive nel terreno crematorio.
(Poesia Telugu)



Mahadeva Shiva


Ella ignorò questi ragionamenti e non disse niente in risposta: era dotata della conoscenza del Principio di Shiva. Allo stesso modo Shiva conosceva il Principio di Parvati. Infatti Shiva e Parvati non sono diversi l'uno dall'altra: Essi sono Uno. Ishvara è l'incarnazione di Shiva e di Shakti (energia primeva) e lo stesso è per Parvati. [Shakti è l'energia che impersona l'aspetto femminile della Divinità e ne rappresenta il principio attivo e dinamico; Shiva ne rappresenta l'aspetto maschile; N.d.T. ]. Come possono i comuni mortali capire un Principio così profondo? Ovunque ci sia dualità c'è il dubbio. Un uomo con una mente dualistica è mezzo cieco. Ishvara e Parvati sono al di là di tutte le dualità. Anche la dea Sarasvati andò da Parvati per dirle che Ishvara non era adatto a lei: "Cara Parvati! La società non approva una combinazione così incompatibile. Tu sei dotata di ogni conoscenza e potere, e tu stessa sai tutto questo molto bene. Ma allora, come sei potuta cadere nell'illusione!" Parvati replicò : "Cara Sarasvati! Io sono devota solo ad Ishwara e a nessun altro, non ho alcun altro interesse. Non ho alcun altro interesse nella vita oltre a quello di voler diventare la moglie del Signore Shiva, e nessuno può cambiare la mia decisione, nemmeno un po'." L'intero universo è permeato da Dio (Isavasyam Idam Sarvam). Il potere di Ishvara permea tutto in questo mondo. Lo stesso Potere Divino è presente anche in tutti gli esseri umani. Riconoscere questo potere è il dovere primario di ogni essere umano. Proprio come voi vi coprite con dei vestiti, Dio avviluppa questo mondo con la Sua Maya (l'illusione) . Ecco perché, nonostante l'immanenza del Principio Divino in tutto l'Universo, l'uomo non riesce a vederLo: è a causa di questa illusione. "Dio è l'abitante di tutti gli esseri" (Isvara Sarva Bhutanam). Isvaratva (il Principio della Divinità) è immanente in tutti gli esseri. Il Principio Divino non è in relazione all'età di una persona né al suo aspetto esteriore. Anche Lakshmi (la consorte di Vishnu) cercò di dissuadere Parvati dallo sposare il Signore Shiva dicendole: "Mia cara! Sei giovane, bella ed altamente dotata. Ad una ragazza come te non si addice sposare una persona che va di casa in casa a chiedere l'elemosina." Parvati dette a Lakshmi la seguente risposta: "Il mio sposo non è un mendicante, anzi, è Colui che dà all'intera umanità ciò per cui essa Lo prega. Parlare in modo denigratorio di un Essere così elevato non si addice ad una persona del tuo rango ." Anche altri chiesero a Parvati: "Come puoi aver deciso di sposarlo, sapendo che Si adorna sempre di serpenti?" Parvati, di rimando, rispose: "I serpenti hanno il veleno solo nei denti ma l'uomo ce l'ha in tutto il corpo, dalla testa ai piedi. La sua visione, il suo udito e le sue azioni sono tutti solo pieni di veleno. Voi considerate buono l'uomo, il cui intero corpo è saturo di veleno! Se i suoi due denti vengono rimossi il serpente non può far del male a nessuno. L'uomo, invece, va a giro con freddezza ed indifferenza per il mondo intero, con i suoi due denti velenosi dell' ego (Ahamkara) e dell'attaccamento (Mamakara), che mette bene in mostra come se fossero nettarei invece che velenosi. Sebbene egli sia pieno di veleno, si considera importante. Come si può correggere un essere umano siffatto?"


Chi è superbo non avrà successo in
nessuna delle sue imprese,
commetterà peccati e verrà ridicolizzato da tutti,
la sua stessa gente lo abbandonerà.
perderà tutte le sue ricchezze ed il rispetto.
La sua superbia lo rovinerà completamente.
(Poesia Telugu)


Ogni essere umano vive solo d'amore. Chi non ha alcun amore in sé non è affatto un essere umano. L'amore che esiste fra Dio e l'essere umano è come quello esistente fra un padre ed un figlio. Tutti hanno amore per Dio. Eppure, ad un amore così sacro vengono attribuite cattive intenzioni, a causa dell'impatto delle qualità malvagie che oggi permeano la società umana. Questo è un grande errore. Quando l'uomo riconosce la verità della propria Natura Divina, nella società umana non esisteranno differenze. Perciò dobbiamo riconoscere la Divinità che è immanente in tutti. Questo metterà fine a tutte le diferrenze fra un uomo e l'altro. Lo stesso Principio Divino è presente in tutti. Tutti sono Uno, siate come tutti. È così che trasformeremo noi stessi. Voi leggete molti libri sacri. La vostra lettura ha valore solo se cercate di realizzare la verità contenuta in questi testi.


Riempite la vostra mente con il nettare dell'Amore Divino
Laila e Majnu si amavano: il loro era un amore disinteressato e sacro, non come quello dei comuni mortali. Incapace di capire la vera natura del loro amore, la gente attribuì ad esso ogni sorta di motivi ignobili. La mente dev'essere riempita con il nettare dell' amore puro, non con il veleno dei desideri carnali. Solo allora possiamo sperimentare la vera felicità. Ogni essere umano deve cercare di capire che cosa dev'e cambiare dentro di sé e ch cosa deve portare a compimento in questo mondo. Dopo aver capito questo egli si deve comportare di conseguenza; solo così egli realizzerà la vera umanità. Il Principio Divino IO è presente in tutto. Questo IO non dev'essere interpretato come Brahma, Vishnu o Ishvara, che sono nomi attribuiti dall'uomo alle diverse forme di Dio per identificarle. Noi consideriamo Brahma il Creatore, Vishnu il sostenitore ed Ishvara il distruttore. Dio concede il Darshan a ciascuno nella forma che questi contempla. I nomi non sono importanti; ciò che è importante è il Principio Divino dell' IO che è la vera identità dell'uomo. Egli, pertanto, dovrebbe dire: "Io sono Io." Una volta, mentre Shiva e Parvati vagavano in cielo, videro una persona che stava tagliando il ramo dell'albero su cui era seduta e, dato che l'uomo poteva cadere ad ogni istante, Parvati pregò Shiva di salvarlo: "Oh Signore! Ti prego, salvalo quando cade a terra!" Ma Shiva rispose a Parvati: "Tu l'hai visto per prima e sei stata ancora tu a capire che se cade può morire. Quindi, la responsabilità di salvarlo è tua." Parvati allora pose una condizione: "Caro Signore!Quando qualcuno cade a terra chiama m'Amma' [Madre] o 'Appa' [Padre]! Se quest'uomo urlerà 'Amma!' lo salverò io. Se invece urlerà 'Appa!' sarai Tu a doverlo salvare." Isvara accolse la proposta. Come il ramo si spezzò, sia Shiva che Parvati si tennero pronti a salvarlo ma quell' uomo non disse né Amma!’ né Appa, bensì solo: "Ahi!" Sebbene il Signore Shiva e Madre Parvati stessero aspettando entrambi di salvarlo, l'uomo non li chiamò! La morale di questa storia è che dobbiamo sempre ricordare i nostri genitori. Le Upanishad dichiarano Matru Devo Bhava, Pitru Devo Bhava, Acharya Devo Bhava, Atithi Devo Bhava: "Riverite vostra Madre, vostro Padre, il vostro precettore e l'ospite come [se fossero] Dio". Potete essere altamente istruiti, potete essere esperti di tutte le branche della conoscenza di questo mondo ma per vostra madre siete solo dei bambini. Le benedizioni di vostra madre saranno sempre con voi. La vostra vita viene sprecata se dimenticate vostra madre. Parvati è l'incarnazione dell'energia primeva, perciò dobbiamo sempre ricordarla. Ishvara è il padre e Parvati è la madre dell'umanità. È possibile che talvolta Ishvara non si faccia avanti a salvare un devoto di Sua iniziativa ma quando Parvati decide di venire in vostro soccorso Ishwara La seguirà. Ecco perché in primo luogo dovete adorare la Sakthiswarupini (l'incarnazione dell'Energia Primeva). Essa è veramente vostra Madre. I Veda dichiarano: Matru Devo Bhava (riverite vostra madre come Dio)! Il primo posto dovete darlo a vostra madre. Persino il nostro Paese lo paragoniamo alla madre; noi diciamo: "L'India è la mia madrepatria." Una ragazza dopo il matrimonio vada a vivere nella casa del marito [In India è pratica comune che la sposa si trasferisca a vivere in casa dei suoceri; N.d.T]. La suocera in lingua inglese viene chiamata 'mother-in-law' ma Madre Parvati è la 'mother-in-love' di tutto il mondo [Swami fa un gioco di parole intraducibile riferendosi alla somiglianza fonetica che la parola 'mother-in-law' , che significa suocera ma tradotto letteralmente è 'madre-nella- legge' - volendo significare 'madre acquisita' - ha con l'espressione 'mother-in-love, che significa 'madre nell'amore'; N.d.T.]. 'Law' (legge) è una parola collegata al mondo, mentre l' amore è collegato al cuore. Quindi, innanzitutto, sviluppate l'amore. Considerate l'amore il vostro 'tutto'; solo allora avrete condotto una vita fruttuosa.


Mettete vostra madre al primo posto nella vostra vita
Vostra madre può non essere fisicamente od intellettualmente sana o forte, ma comunque non la dovete trascurare. Il cuore di una madre è sempre colmo d'amore per i propri figli; questo è il motivo per cui Bhakta Ramadas pregò Madre Sita: "Oh! Madre Sita! Ti prego, aiutami e parla di me al Signore Rama. in un momento in cui stai conversando felicemente con Lui, trasmettiGli la Mia preghiera." Ramadas lavorava come Tahsildar [esattore delle tasse. Egli spese tutte le somme esatte dalla gente per costruire un tempio al Signore Rama, a Lakshmana e a Sita e per decorare gli idoli con gioielli d'oro. Venne imprigionato sotto l'accusa di appropriazione illecita per non aver depositato il denaro nella casse della tesoreria e per questo fu messo in prigione; N.d.T] Pregò Rama: "Swami! Tutto il denaro che ho preso dalle tasse l'ho speso per servirTi". Cantò a questo modo:

Oh, Ramachandra! Ho speso diecimila monete d'oro per adornare Madre Sita con una catena d'oro ed altre diecimila sovrane per decorare Tuo fratello Lakshmana con una cintura d'oro. Il cimiero che adorna Te mi è costato altre diecimila monete d'oro. Incurante dei miei travagli, Tu fai bella mostra dei gioielli come se li avessi comprati Tu, con il Tuo denaro! (Poesia Telugu)


In questa vita non si può acquisire nulla se non ci si libera dell'ego e dell'attaccamento metre si può acquisire ogni cosa con l'umiltà e la buona condotta. In tutte le sfere della vita morale, spirituale, fisica ed anche politica, ci si deve comportare con devozione. Solo così si può realizzare il proprio obiettivo nella vita. Persino quando una madre è morta la sua anima continua a preoccuparsi del benessere dei suoi figli. Un giorno una madre mi si avvicinò a mi disse: "Swami! Mia figlia ascolta tutti ma dà importanza solo alle parole di Swami. È sempre stata ostinata, non ascolta ciò che le dico ma se le parli anche solo una volta seguirà il Tuo consiglio. Non ignorerà le Tue parole." Allo stesso modo molte madri vengono a chiedere molte cose per i loro figli. La madre ha un ruolo della massima importanza nella vita di ognuno. Non c'è Dio più grande di una madre e quindi non si deve mai dimenticare la propria madre. Chi dimentica la propria madre incontrerà molte difficoltà. Le donne devono essere rispettate ed amate, si deve mostrar loro un'appropriata gratitudine; solo allora gli uomini e le donne arriveranno ad ottenere un alto livello sociale. Potete aver acquisito una posizione di rilievo o avere una laurea di prestigio come l' I.A.S. ma dovete comunque considerare le parole di vostra madre come il vostro respiro vitale, persino se ella possiede una scarsa istruzione. Una madre e suo figlio, il cui nome era Ishwarchandra Vidyasagar, vivevano in piccolo villaggio vicino a Kolkata.



Vidyasagar


[Nato nel 1820 come Ishwar Chandra Bandopadhyaya in una povera famiglia Brahmina, Vidyasagar fu un pilastro del Rinascimento del Bengala nonché filosofo, scrittore, traduttore, editore, riformatore e filantropo; N.d.T.] La madre lavorava moltissimo per tirar su il figlio. Dato che in casa non avevano la luce elettrica, Vidyasagar si sedeva studiava sotto i lampioni delle strade per studiare le sue lezioni. Lavorò duramente giorno e notte e studiò con profitto ed alla fine ottenne una buona posizione nella vita, diventando un oratore famoso; per ascoltare i suoi discorsi si radunavano a migliaia. Una volta Vidyasagar stava viaggiando in treno per raggiungere una città in cui doveva fare uno dei suoi discorsi. Un funzionario dell' I.C.S. ['Servizi Civili Indiani': la struttura dei servizi civili nazionali indiani, così come si chiamava anteriormente all'Indipendenza, oggi rimpiazzata dal 'Servizio Amministrativo Indiano'; N.d.T.] viaggiava nello stesso scompartimento per recarsi nella stessa città ad ascoltare il suo discorso. Non appena questo funzionario scese dal treno nella stazione, chiamò un facchino che gli portasse il bagaglio. Vidyasagar gli si avvicinò e gli disse: "Signore, mi dia il Suo bagaglio, glielo porterò io. A proposito, dove deve andare?" Il funzionario dell' I.C.S. rispose: "Sto andando nel luogo in cui Ishvarchandra Vidyasagar pronuncerà il suo discorso". Al sentire queste parole Vidyasagar ne fu divertito e si avviò al luogo dell' incontro. Come arrivarono sul posto, Vidyasagar porse il bagaglio al funzionario, dicendo: "Signore! Mi congedo da Lei". Il funzionario gli offrì un compenso per aver trasportato il suo bagaglio dicendo: "Ecco, prenda questo denaro!", ma Vidyasagar rispose: "Signore! Le ho portato il bagaglio come atto di servizio, non per denaro!", e declinò educatamente l'offerta. L'incontro ebbe inizio. A Vidyasagar era state messe ghirlande a profusione ed era stato accompagnato sul palco con tutti gli onori. Il funzionario, vedendo Vidyasagar, lo riconobbe come la persona che aveva trasportato il suo bagaglio pochi minuti prima e si sentì molto imbarazzato. Non appena l'incontro ebbe fine, cadde ai piedi di Vidyasagar e gli chiese di perdonarlo.


L'ego e l'attaccamento rovinano la vita di un uomo
A questo mondo oggi ci sono molte persone istruite. Ma a che cosa serve? Quale beneficio deriva al mondo da esse? L'ego e l'attaccamento sono la causa della rovina dell'uomo. Liberandosi di questi due si può acquisire la vera grandezza. Una volta Adi Shankara affrontò un dibattito con il grande saggio Mandana Mishra. La moglie di quest'ultimo, Ubhayabharati, era dotata della conoscenza dei testi sacri e per questo venne scelta per decidere chi sarebbe stato il vincitore della contesa fra Adi Sankara e Mandana Mishra. Mandana Mishra fece il voto che, se fosse stato sconfitto, sarebbe diventato un rinunciante (Sannyasi). A dibattito concluso, la donna dichiarò che Adi Shankara era il vincitore e che suo marito aveva perso. Secondo il voto fatto da Mandana Mishra, questi, a seguito della sconfitta, divenne un rinunciante. Ubhayabharati, da moglie coscienziosa, divenne anch'ella una rinunciante e cominciò a vivere in un Ashram, dove impartiva la conoscenza della spiritualità ai discepoli di sesso femminile. Un giorno, Ubhayabharati stava camminando con le sue discepole sul fiume Gange. Sulla via vide un Sannyasi [rinunciante; N.d.T.] che viveva sotto un albero. Questi teneva sotto la testa - come precauzione per evitare che glielo rubassero - un 'gourd' vuoto, [il 'gourd' è il guscio secco del frutto di una pianta della famiglia delle cucurbitacee che non viene generalmente usata a scopo alimentare. L'aspetto del gourd è legnoso a forma di zucca cava e veniva usato come recipiente già prima dell'uso dell'argilla; N.d.T.] che egli usava per tenerci l'acqua. A voce abbastanza alta da poter essere sentita dal Sannyasi, Ubhayabharati disse alle sue discepole: "Guardate! Dichiara di essere totalmente distaccato da tutto, ma vedete quanto è attaccato alla sua bottiglia gourd!" Davanti a questo commento il Sannyasi divenne furioso e, quando Ubhayabharati e le sue discepole furono di ritorno dal Gange dopo aver fatto il bagno, egli gettò il suo gourd davanti a loro. Allora Ubhayabharati replicò: "Pensavo che in lui ci fosse solo un difetto, l'attaccamento (Abhimana), ma adesso mi rendo conto che di difetti ne ha due: l'attaccamento e l'ego (Ahamkara). Una persona non può diventare completamente distaccata se non si libera di Abhimana ed Ahamkara." Dopo aver sentito il suo commento il Sannyasi cade ai piedi di Ubhayabharati e le chiese perdono per i propri difetti. Ubhayabharati allora gli disse: "Caro figlio! Ora sei diventato uin vero rinunciante." A questo mondo, popoli diversi seguono sentieri diversi. Il Signore Krishna impartì la conoscenza di tutti questi sentieri e dichiarò che il principio dell'Amore che era presente in tutti era lo stesso in ognuno. Duryodhana [nel poema epico Mahabharata Duryodhana era il figlio maggiore del re cieco Dhritarashtra nonché il più anziano dei cento fratelli Kaurava ed il maggiore antagonista dei Pandava. Egli era un avatar del demone Kali che aveva stregato l'anima di Nala costringendolo a perdere il suo regno al gioco; N.d.T.] e Dussasana [il malvagio fratello di Duryodhana; N.d.T.] ospitavano qualità demoniache. Ma Karna non era così, era un uomo dalle qualità nobili. Pertanto noi dobbiamo emulare Karna, sviluppare qualità elevate e lasciar cadere le qualità demoniache rappresentate da Duryodana e Dussasana. Gli studenti devono ascoltare solo ciò che è buono, metterlo in pratica, sperimentare la beatitudine e dividerla con tutti, considerando questo come il loro più grande dovere.

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[Dal Discorso Divino di Bhagavân Sri Sathya Sai Baba pronunciato nella Sai Kulwant Hall a Prashânti Nilayam il 17 Febbraio 2007, in occasione della Celebrazione di Maha Shivarathri]

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[Tradotto in italiano dalla versione inglese pubblicata sul Sanathana Sarathi del giugno 2007]

 

 

 

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